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Vaccini, la minoranza della minoranza chiede un Consiglio provinciale straordinario: "Fase transitoria come a Bolzano"

L'idea è venuta al gruppo di Civica Trentina ma la proposta sarà bocciata, la stessa minoranza risulta divisa e i favorevoli sembra siano soltanto otto. Un altro Consiglio provinciale convocato, già si sa, per niente

 

 

 

Di Donatello Baldo - 30 agosto 2017 - 06:51

TRENTO. La richiesta è stata firmata da quasi tutta la minoranza, promotori i consiglieri di Civica Trentina: "Chiediamo al presidente Bruno Dorigatti la convocazione di un Consiglio provinciale straordinario per discutere di vaccini", e per fare come a Bolzano dove si è deciso di attuare una fase transitoria, senza le "forzature" imposte dal Governo in tema di frequenza scolastica per i non vaccinati.

 

Con l'inizio del nuovo anno scolastico, infatti, la tanto discussa legge Lorenzin che prevede obblighi e sanzioni, sarà vincolante. Anche in Trentino. "Ma ancora una volta vedremo la medesima normativa applicata diversamente in Alto Adige. Quantomeno nella fase transitoria che interessa l’anno scolastico 2017/2018", scrivono i consiglieri.

 

La Provincia di Bolzano infatti, "che evidentemente la propria autonomia intende esercitarla fino in fondo entro i limiti di quanto le è concesso", ha emanato direttive concernenti la fase transitoria di applicazione della nuova normativa che di fatto consentiranno a tutti i bambini la frequenza di asili nido e scuole materne ed escluderanno per il prossimo anno l’applicazione di qualsivoglia sanzione.

 

La Provincia di Trento pare invece procedere spedita in altra direzione. "E quindi si prevede l’immediata applicazione delle sanzioni previste a carico delle famiglie renitenti, con conseguente esclusione immediata da scuole materne ed asili nido dei relativi bambini, che non risulteranno in regola”.

 

"A nostro avviso - scrive la minoranza - la scelta operata dalla Provincia di Bolzano in via transitoria, che pure è rispettosa della legge dello Stato, è senz’altro condivisibile. Crediamo, pertanto, che consentire ad alcune famiglie di posticipare di qualche mese una scelta che potrebbe avere pesanti conseguenze sia cosa saggia".

 

"Non può escludersi che un periodo transitorio di riflessione, da dedicarsi ad una corretta informazione, possa finire con il convincere le famiglie ad adeguarsi spontaneamente a quella che ora appare a molti come un’inaccettabile vessazione. In definitiva - concludono - vi sono valide ragioni per condividere la scelta della Provincia di Bolzano, che chiediamo fatta propria anche dalla Provincia di Trento".

 

Ora il presidente Dorigatti avrà quindici giorni per convocare l'Assemblea provinciale, e la proposta sarà messa ai voti: "Si impegna la Provincia a dare disposizioni affinché venga introdotta anche in Provincia di Trento una fase transitoria di applicazione della nuova normativa in materia di obbligo vaccinale, adottando le medesime modalità attuative introdotte dalla Provincia di Bolzano".

 

 I firmatari di questa richiesta sono Rodolfo Borga, Claudio Civettini, sostenuti da Filippo Degasperi, Giacomo Bezzi, Maurizio Fugatti, Walter Kaswalder, Gianfranco Zanon, Nerio Giovanazzi. E questi, otto, saranno forse i voti che la proposta riuscirà a racimolare.

 

La stessa minoranza risulta spaccata, perché Claudio Cia non firma, perché nessuno gli ha nemmeno chiesto di firmare e non firmano alcuni esponenti di Progetto Trentino. Non firma Massimo Fasanelli e nemmeno Manuela Bottamedi. Se anche qualche consigliere di maggioranza dovesse convergere su questa proposta (forse Lorenzo Baratter?), la proposta è destinata ad essere bocciata. Un Consiglio provinciale convocato, già si sa, per niente

 

 

 

 

 

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