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Martin Foradori Hofstätter acquista Maso Michei, casa del TrentoDoc 823

Il fondatore di Maso Michei è Giuseppe Tognotti, passato nel 2002 dalla guardia di finanza alle vigne: dal Müller  thurgau al Gewürztraminer e Pinot nero, da Chardonnay a Moscato. Martin Foradori Hofstätter: "Un ritorno alle origini, il Trentino ha un potenziale enorme, da scoprire"

Di Luca Andreazza - 12 novembre 2017 - 20:21

ALA. La Cantina Hofstätter varca il confine e sbarca in quel di Ala. Il vignaiolo Martin Foradori Hofstätter ha infatti acquistato il cinquecentesco Maso Michei, azienda in quota a Ronchi di Ala, capace di farsi notare negli ultimi anni per la produzione di qualità, in particolare il TrentoDoc 823.

 

Il fondatore di Maso Michei è Giuseppe Tognotti, passato nel 2002 dalla guardia di finanza alle vigne, mentre la moglie Michela Bruni si è occupata di sistemare il maso. Una sfida per il vignaiolo costretto a confrontarsi con maggior fatica e rischi, inerpicato tra 820 e 890 metri. 

 

Gli inizi sono a base di Müller  thurgau, Gewürztraminer e Pinot nero, quindi negli anni si sono aggiunti Chardonnay e Moscato per una decina di ettari raccolti in montagna e circa 30 mila bottiglie all'anno.

 

Giuseppe Tognotti è stato un precursore, i colleghi hanno infatti iniziato da qualche anno ad alzare la quota dei vigneti a causa del cambiamento climatico, e la sua produzione si è sempre distinta per la qualità, soprattutto nel Metodo classico, ma anche vini fermi impeccabili. 

 

Una notizia importante per il settore, tanto che l'acquisto da parte di Hofstätter di Maso Michei trova spazio anche tra le pagine del Corriere.

 

"Per la mia famiglia – racconta Martin Foradori Hofstätter al Corriere – Maso Michei è un ritorno alle nostre origini trentine. E’ una scelta strategica per il futuro. Il Trentino montano è un territorio che custodisce un enorme potenziale, da scoprire. Qui ci sono tanti margini per sperimentare e dar vita a qualcosa di nuovo e importante. La proprietà è di 8,5 ettari espandibili a 10. Non so ancora cosa faremo dell’823. Mio padre mi ha insegnato che una cosa è occuparsi di vini fermi, un’altra di spumanti. Quest’anno la vendemmia è stata disastrosa. Poco Müller  Thurgau e poco Chardonnay, il Pinot nero l’abbiamo pressato ed eliminato. Il primo impegno è riportare le vigne a regime".

 

 

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