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Storia di un sarto roveretano di 21 anni già proprietario del suo laboratorio artigianale di sartoria su misura: il "55"

Kevin Delaiti sin da bambino ha avuto la passione per la sartoria e negli anni l'ha coltivata (prima studiando all'Istituto Canossa, poi con stage ed esperienze lavorative): "Ora c'è un ritorno alle creazioni su misura. Le persone vogliono quel dettaglio in più"

Di Linda De Carli (Liceo Prati) - 22 ottobre 2017 - 15:46

ROVERETO. É giovanissimo, è solo 21enne, ma da più di un anno è il proprietario una splendida bottega e fa uno di quei lavori "antichi" che sanno di artigianato e manualità. Siamo a Rovereto, in Via Bezzi. La strada è costellata di piccoli supermercati arabi e indiani, che conferiscono un’aria internazionale alla piccola laterale del centro. Al numero 27, sulla porta di vetro, ecco la scritta “Cinquantacinque, laboratorio artigianale di sartoria su misura”. E' questo il negozio di Kevin Delaiti, un giovane roveretano che, dopo aver studiato moda per quattro anni all’Istituto “Canossa” di Trento, ha deciso di continuare a seguire l’amore per la sartoria che nutre sin da quando era piccolo.

 

 

"Mi è sempre piaciuto cucire - spiega - da bambino usavo la macchina da cucire della nonna". Ed è così che Kevin s'è gettato con tutto sé stesso in questo campo: durante il periodo scolastico ha lavorato in aziende e in altre sartorie, partecipando a diversi stage, anche con nomi importanti. "Dopo aver finito gli studi ho lavorato altri due anni prima di mettermi in proprio. Alcune persone credono che a 21 anni sia presto per aprire un proprio negozio, ma nella mia esperienza lavorativa mi sono sempre trovato bene con i clienti, e volevo avere un contatto diretto con loro. Penso sia fondamentale comprendere quello che desiderano, dalle stoffe al taglio dell’abito, per creare un vero capolavoro".

 

Al giorno d’oggi diventa sempre più raro imbattersi in sartorie artigianali come quella di “Cinquantacinque”. La maggior parte delle persone preferisce infatti vestirsi con i prodotti della grande industria della moda, trascurando molto spesso l’alternativa artigianale e più sostenibile delle sartorie. Sostenibile anche perché la stoffa ha un valore e quindi, anziché buttare un vecchio abito, con delle buone idee alle spalle e la persona giusta (come Kevin) a disposizione si può ridargli vita. E Delaiti spiega che, in realtà, c'è un ritorno alla sartoria: in tanti, infatti, nell’abito ricercano un tocco più personale.

 

 

"Ed è qui che nasce la sartoria su misura", continua. Mentre racconta della sua professione Kevin è seduto, indossa un ditale e sta prendendo le misure ad un abito. "Senti che morbido questo velluto. L’abito è per una signora che ha un matrimonio la settimana prossima, l’abbiamo progettato insieme", aggiunge. Il laboratorio è ricco di aghi, colori e stoffe. Un abito rosa confetto appeso sopra il piano di lavoro domina il laboratorio. Alle pareti sono appesi disegni, molte fotografie di giovani che indossano la moda progettata da Kevin: l’atmosfera è quella di una piccola bottega in una Rue parigina

 

 

"Mi piace molto la moda francese - dice il giovane spiegando a quale stilista si ispiri -. Cerco l’ispirazione principalmente nelle creazioni di Dior e di Chanel. Ma adoro anche giocare con i piccoli dettagli". A un anno dall’apertura del negozio Kevin si dice soddisfatto del lavoro a “Cinquantacinque”. “Ho dei clienti fissi, che mi sostengono e mi commissionano bei lavori. La prima ad aver creduto nelle mie possibilità però è stata la mia mamma, per questo la devo ringraziare”. Gli chiedo dove si vede tra qualche anno. “Per ora spero di continuare il lavoro nella mia sartoria, ma non mi precludo possibili strade in altre regioni o all’estero. Il mondo della moda è una realtà in continua trasformazione”.

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