Contenuto sponsorizzato

A Educa il Cyberbullismo: ''Per sconfiggerlo ci vuole una grande alleanza, serve la comunità''

Questo pomeriggio alle 17 l'incontro con Paolo Picchio, padre di Carolina, la ragazza che si è tolta la vita nel 2013 perché vittima di cyberbullismo, la professoressa di psicologia Ersilia Menesini e l'avvocato penalista Alessia Sorgato: si parlerà di questo problema, di come affrontarlo e delle leggi che esistono per difendersi

Di Irene Allegranti - 14 aprile 2018 - 13:07

ROVERETO. Ci sarà anche Paolo Picchio, il papà di Carolina, la ragazza che nel 2013 si è tolta la vita perché vittima di cyberbullismo, all'incontro di questo pomeriggio alle 17 nell'Aula Magna del Palazzo dell'Istruzione di Rovereto. L'incontro, nell'ambito della rassegna Educa (QUI IL PROGRAMMA COMPLETO), ha per titolo "Cyberbullismo, fermarlo si può" e vedrà intervenire Ersilia Menesini, professoressa di Psicologia all'università di Firenze e co-autrice del libro 'Prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo'; Alessia Sorgato, avvocato penalista specializzata nella difesa di donne e minori, referente legale di centri antiviolenza e anti-stalking, nonché autrice del pluripremiato 'Giù le mani dalle donne'; Luca Pianesi, direttore del nostro giornale, il Dolomiti, che modererà il dibattito e, appunto, Paolo Picchio, che dopo il drammatico lutto, ora entra con la Fondazione Carolina Onlus, nelle scuole per sensibilizzare ragazzi e insegnanti. A Carolina, tra l'altro, è dedicato il primo Ddl per prevenire e contrastare il cyberbullismo, in vigore dal giugno 2017.

 

Difficile stimare con esattezza la diffusione del bullismo in Italia. Secondo il report Istat del 2015, il fenomeno colpirebbe in maniera ricorrente il 20% dei ragazzi nella fascia 11-17 anni e più del 30% sarebbe stato vittima almeno una volta. 1 ragazzo su 10 avrebbe invece subito atti di cyberbullismo, dice un sondaggio effettuato sempre nel 2015 per Save the children.

 

In ogni caso, i soprusi non danneggiano solo le vittime. “Il bullismo è una patologia di gruppo”, spiega la professoressa Menesini in uno dei suoi interventi di sensibilizzazione. La situazione di squilibrio può infatti avere conseguenze molto negative anche per i bulli e per gli osservatori più o meno silenziosi. “Assistere ad atti di violenza compromette la qualità della vita e dello studio, mentre il prepotente che non viene fermato rischia di proseguire su traiettorie che portano ad una sempre maggiore anti-socialità e a comportamenti devianti”. L'atto di aggressione è sintomo di un disagio, di cui è essenziale cercare le cause.

 

Nulla comincia dal nulla e tutto può essere progressivo”, aggiunge l'avvocato Alessia Sorgato. “Un piccolo bullo può diventare un cyberbullo in adolescenza e un cyberstalker da adulto. La genesi di queste devianze può essere la medesima e, ancora una volta va ripetuto, prevenire è meglio che curare”. Importante per i genitori e gli insegnanti è imparare a riconoscere i 'comportamenti sentinella' ed intervenire in maniera appropriata. “Se non insegno al piccolo bullo che quel suo linguaggio irrispettoso e trasgressivo è inutile, se non lo educo fin da piccolino a non alzare le mani, se consento a suo padre di insegnargli che le maniere forti sono quelle vincenti nella vita, consegno al futuro un potenziale maltrattante”.

 

Essere bersaglio di bullismo può avere ripercussioni gravi: ansia, depressione, anche tentativi di suicidio. “Il cyber, in particolare, attraversa muri e porte, raggiungendo le vittime anche nei luoghi dove si rifugiano, anche a casa”, sottolinea Sorgato. “Dobbiamo lavorare moltissimo in prevenzione, sia a scuola che in famiglia, stimolando i nostri ragazzi soprattutto a parlarne”.

 

Ma cosa si intende precisamente per 'cyberbullismo'? La legge del 29 maggio 2017 n. 71 lo definisce come un atto che mira all'attacco, all'abuso o alla messa in ridicolo di minori per via telematica e con l'intenzione di isolare le vittime. Le misure adottate prevedono, tra l'altro, nuovi strumenti per ottenere la rimozione dal web dei contenuti lesivi. Inoltre, la nomina in ogni istituto scolastico di un docente di riferimento, che coordini gli interventi necessari a prevenire e contrastare i comportamenti aggressivi. La legge non introduce nuove sanzioni penali ed è ancora presto per giudicarne gli esiti. Tuttavia “una cosa è certa: questa normativa non lavora da sola", afferma Sorgato.

 

Da un lato, infatti, resta la possibilità di denunciare alle forze dell'ordine gli abusi che costituiscono reato (ad esempio: diffamazione, o sostituzione di persona); la Polizia postale è la più adatta a svolgere le indagini necessarie. “Dall’altro lato, sono i ragazzi stessi che hanno creato, e continuano a produrre, testimonianze efficacissime del loro dire NO al bullismo” prosegue Sorgato. “Basta farsi un giro su YouTube per trovare decine e decine di filmati realizzati da minori che, a modo loro, e quindi coi rap, con la musica, con i loro volti, hanno chiarito che non ci stanno. Sono loro i migliori alleati di questa legge”.

 

Le iniziative dei ragazzi sono incoraggiate e amplificate dai programmi di sensibilizzazione che, con varie modalità, stanno prendendo forza nelle scuole italiane. La professoressa Menesini porta l'esempio di due sperimentazioni di successo: il progetto Kiva, adattato da un modello finlandese, coinvolge già più di 4.000 alunni delle elementari; NoTrap, sviluppato dall'Università di Firenze, dà maggiore responsabilità ai ragazzi, formandoli anche ad essere peer-educator. La riduzione degli episodi di bullismo registrata finora nelle classi coinvolte va dal 30% (NoTrap) al 50% (Kiva).

 

“La continuità dell'intervento è fondamentale”, specifica Menesini. Così come il training per genitori e insegnanti. “Non è sufficiente affidarsi ad un insegnante referente: ci vuole un team, in grado di ricevere le segnalazioni e decidere come gestirle. E sono necessari protocolli e convenzioni che includano altri organismi sul territorio. Quello che auspico è una grande alleanza tra scuola, forze dell'ordine, servizi sociali, servizi sanitari. Per sconfiggere il bullismo ci vuole una comunità”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 agosto 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 agosto - 14:25

L'avventura con la loro società è iniziata circa tre anni fa. I due giovani della Vallagarina, Mattia Cristoforetti e Giovanni Tava, hanno macinato moltissimi successi ed  hanno deciso di utilizzare il loro lavoro anche per aiutare i bambini. Per questo è iniziata la collaborazione con la fondazione Tog per la cura e la riabilitazione dei bambini con gravi patologie neurologiche

19 agosto - 16:01

Gettatosi da una falesia alta 10 metri a Torre dell'Orso, nel leccese, un giovane trentino si è lesionato la zona cervicale. Trasportato immediatamente all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, si attende di capire che danni possa aver riportato. Cauti i medici 

19 agosto - 06:01

Pubblichiamo in esclusiva dei dati molto significativi sul reale andamento della struttura della Val di Fiemme che smentiscono molto di quanto sentito sino ad oggi. Nel punto nascite si è eseguito nel 25% dei casi il taglio cesareo quando non ci sono emergenze e per  l'Organizzazione Mondiale della Sanità un tasso superiore al 15% è indicativo di ''un uso inappropriato della procedura'' motivato da ''carenze organizzative, medicina difensiva, (...) scarso supporto alla donna da parte del personale sanitario nel percorso di accompagnamento alla nascita''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato