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Azzardo, giocati a Trento 214 milioni di euro. Più del bilancio del Comune. Le associazioni: ''Serve sensibilizzazione''

Il dramma nei numeri presentati da Matteo Iori e don Armando Zappolini, coordinatori di Mettiamoci in Gioco, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo. L'iniziativa, all'interno della Settimana dell'Accoglienza, è stata curata da Associazione Ama, Trento No Slot e Forum delle Associazioni familiari

Di Donatello Baldo - 04 ottobre 2018 - 18:59

TRENTO. I dati snocciolati sono da capogiro: soltanto a Trento, nel 2017, sono andati in gioco la bellezza di 214.046.300,59 euro. Una montagna di soldi che per fare un paragone è superiore al bilancio corrente dell'intero Comune che si ferma a 178 milioni di euro

 

Una cifra mostruosa, se si pensa che con tutti quei soldi si sarebbero potuti aprire negozi e aziende, costruire case e investire sul futuro. Invece sono sottratti all'economia, perché a parte i soldi che vanno a bar e tabacchi forniti di 'macchinette', tutto il resto va alle concessionarie che spesso hanno sede all'estero e quindi anche le tassazioni  riescono ad erodere poco e niente. 

 

Qualcuno potrebbe obiettare che qualcuno vince: sempre troppo pochi. I giocatori del solo capoluogo trentino hanno perso la bellezza di 40 milioni di euro. Quaranta milioni buttati via. Tirate le somme, il banco vince sempre molto, ma molto di più di quanto vincano i giocatori.

 

Giocatori che spesso sono problematici, seriali, incapaci di fermarsi, al punto da dilapidare la pensione, lo stipendio. A volte anche quello del coniuge, togliendo dal bilancio familiare i soldi per i figli. Giocatori che spesso perdono il lavoro, che si tolgono la vita. 

 

Ne hanno parlato nella sede della Fondazione Demarchi, in occasione della Settimana dell'Accoglienza, due ospiti che di questo tema sono tra i più ferrati in Italia, Matteo Iori e don Armando Zappolini. Quest'ultimo presidente del Cnca nazionale, entrambi coordinatori di Mettiamoci in gioco, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo.

 

L'iniziativa, Allarme Azzardo, è stata organizzata dal Cnca trentino in collaborazione con l'Associazione Ama, Trento No Slot e il Forum delle Associazioni Familiari. "Abbiamo iniziato a occuparci del gioco d'azzardo ormai 20 anni fa - ha spiegato Miriam Vanzetta di Ama - ma tutto è cambiato nel 2009 quando la legge consentì di aumentare di molto le possibilità di gioco". 

 

"Prima ci occupavamo di pochi casi di persone che si recavano al casinò - ricorda Vanzetta - poi dal 2009 le famiglie che abbiamo seguito sono state circa 700". Un aumento esponenziale di casi di dipendenza che coinvolgono non solo la persona singola ma tutto il contesto familiare e ambientale in cui è inserita, con cui i gruppi gestiti da Ama entrano in contatto per cercare di dare sostegno.

 

Don Armando Zappolini ha raccontato della rete di realtà che hanno aderito alla campagna nazionale Mettiamoci in Gioco, dalle associazioni di auto mutuo aiuto fino alle singole realtà comunali, passando per l'Anci, per le comunità di accoglienza fino ad arrivare alle associazioni di pensionati: "Hanno visto anche loro la portata del dramma - ha sottolineato - di anziani che nei primi dieci giorni del mese arrivano a spendere in gioco la metà della pensione sociale".

 

"L'obiettivo - ha spiegato il presidente del Cnca - è quello di sensibilizzare la popolazione sui rischi. Noi siamo proibizionisti - ha voluto evidenziare - perché il proibizionismo non funziona mai, nemmeno con la droga. Ma sollecitiamo attenzione su un fenomeno importante che coinvolge tante famiglie".

 

L'altro aspetto su cui punta il coordinamento della campagna nazionale è quello politico. "All'inizio, quando abbiamo iniziato a muoverci, non c'erano nemmeno i dati. L'Osservatorio contro le dipendenze da gioco aveva sede ai Monopoli. Ora i dati sono accessibili e l'Osservatorio è al Ministero della Salute". 

 

"Qualcosa è cambiato - spiega Matteo Iori - ad esempio da gennaio partiranno alcune limitazioni alle sponsorizzazioni di società legate al gioco d'azzardo e da giugno sarà proibita ogni pubblicità sulle reti tv e sui giornali". Un cammino lungo che ha portato la politica a muoversi in questa direzione. "Sono in gioco più di cento miliardi", ha spiegato, lasciando intendere le pressioni delle lobby del gioco d'azzardo e la pressione sui parlamentari.

 

Sempre in tema politico, e nello specifico del rapporto tra politica e lobby, Iori ha ricordato però la brutta pagina che è stata scritta a Trento. "Le disposizioni della legge trentina che stabiliva la distanza dai luoghi sensibili delle installazioni slot e Vlt è stata prorogata di due anni". 

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