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Fecondazione eterologa, ora si può anche in Trentino. Il primario: "Diminuiscono le nascite e si decide di fare figli sempre più tardi". Zeni: "Da adesso nuovi servizi"

La delibera proposta dall'assessore alla salute e approvata dalla giunta pone all'avanguardia il nostro territorio in materia di procreazione medicalmente assistita. Dalla diagnosi preimpianto (che permette di evitare malattie genetiche e gravidanze difficili) al social freezing

Pubblicato il - 16 marzo 2018 - 16:50

TRENTO. "Introduciamo la possibilità per le coppie di accedere alla fecondazione eterologa, discipliniamo tutte le modalità e in particolare prevediamo e introduciamo dei livelli di assistenza preimpianto. Si prevede il medical freezing, in modo da permettere alle coppie di conservare gli ovociti e di procedere poi con la gravidanza e il social freezing, ovvero il reperimento degli ovociti". Così Luca Zeni spiega la delibera da lui proposta e approvata oggi dalla Giunta provinciale che darà la possibilità per i pazienti delle strutture trentine di accedere a nuovi servizi legati alla procreazione medicalmente assistita

 

In particolare si anticipano, con questa decisione, in provincia di Trento le novità previste dai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e dai pronunciamenti della Corte costituzionale per quanto riguarda le procedure di tipo eterologo e la diagnosi preimpianto.

 

Cos'è la diagnosi preimpianto? E' l’indagine clinica diagnostica di laboratorio su una blastocisti/embrione eseguita prima del trasferimento nell’utero materno. Farne una significa, potenzialmente, di evitare gravidanze difficili e evitare di trasmettere patologie genetiche. Il medical freezing, invece, è offerto a persone affette da patologie o sottoposte a terapie che possono minacciare la fertilità per dare loro una chance di propria procreazione futura, mentre il social freezing, è la forma preventiva di tutela della fertilità femminile rispetto a un’eventuale futura difficoltà procreativa nonché una forma di sostegno alla donazione di ovociti nell’ambito delle procedure di tipo eterologo.

 

La delibera prevede poi di puntare sulla tutela della fertilità attraverso forme di preservazione della stessa a favore sia di donne che di persone con patologie che possono compromettere la capacità riproduttiva. "Con questa delibera – ha spiegato l’assessore Zeni – alziamo il livello di assistenza offerto dal sistema sanitario provinciale nell'ambito della procreazione medicalmente assistita". Il primario del Centro provinciale per la procreazione medicalmente assistita di Arco, Arne Luehwink, ha spiegato come ci sia la necessità di "porre particolare attenzione al tema della prevenzione. Le nascite diminuiscono e le coppie decidono per vari motivi di fare i figli più tardi. È importante quindi fare informazione su questo tema".
 

Il Centro provinciale per la procreazione medicalmente assistita di Arco, recentemente ristrutturato e ampliato al fine di adeguarsi rispetto all’erogazione dei livelli di assistenza previsti dal provvedimento di oggi, nel 2016 ha eseguito complessivamente quasi 800 cicli di diagnosi di procreazione medicalmente assistita di tipo omologo; ora, quindi, a regime, potrà, garantire in forma diretta anche le attività di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, la diagnosi genetica preimpianto e l’esecuzione di procedure di crioconservazione dei gameti finalizzate a progetti procreativi. 

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