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Ferrovie, Trentino promosso da Legambiente. La Provincia è quella che spende di più per i suoi pendolari, in Italia. L'età dei treni è di 9,9 anni

Dopo il terribile incidente di Milano abbiamo analizzato il Report Pendolaria 2017 che inserisce il nostro territorio tra i più virtuosi del Paese. In sei anni i pendolari sono cresciuti del 103%

Di Luca Pianesi - 26 gennaio 2018 - 18:57

TRENTO. "L’aumento clamoroso dei passeggeri in Valle d’Aosta e Trentino, e soprattutto quelli di Alto Adige, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia testimoniano quanto è stato fatto in queste realtà in termini di servizi, nuovi treni ed infrastrutture". Questo il giudizio molto positivo dato da Legambiente nel "Rapporto Pendolaria 2017" ai trasporti ferroviari provinciali e regionali. All'indomani del terribile incidente avvenuto al treno di Trenord dove hanno perso la vita tre donne, avvenuto in provincia di Milano, abbiamo analizzato lo studio annuale sul trasporto ferroviario in Italia redatto dall'associazione ambientalista nazionale per capire lo stato di salute del nostro apparato ferroviario. E il responso è una piena promozione. La Provincia di Trento, infatti, è quella che spende di più per i suoi pendolari, in Italia: l'1,54% del bilancio provinciale, infatti, è dedicato al servizio ferroviario pendolare (seconda è la Toscana con l'1,02% e terza la provincia di Bolzano con l'1,01%).

 

Il dato che mostra l'ottimo stato di salute dell'apparato ferroviario trentino è quello della crescita del numero di pendolari che per il nostro territorio è addirittura stata del 103,3% dal 2011 al 2017. Tradotto vuol dire che in sei anni le persone che hanno preferito il treno ai mezzi su gomma sono passati da 13.000 a 26.431. Una crescita seconda solo a quella della Valle D'Aosta che è passata da 3.500 passeggeri su treni locali o regionali a 9.700. E Legambiente questa crescita la spiega così: "Questi risultati sono il frutto degli investimenti realizzati e dei tagli evitati in particolare sulle linee a più forte domanda". "A spiegare le differenze sulla rete - prosegue il Rapporto - è il modo diverso con cui le diverse Regioni hanno gestito il servizio dopo il trasferimento delle competenze nel 2001". Ed ecco, allora, che la Provincia di Trento si fa notare per essere una di quelle che ha apportato meno tagli (solo del 3,2%, contro, per esempio il -26% della Calabria).

 

Legambiente è, poi, molto critica con la stragrande maggioranza delle regioni italiane perché "continuano a scegliere strade e autostrade come priorità degli investimenti. Complessivamente rappresentano il 45,1% degli stanziamenti regionali, mentre per le ferrovie il 34,3% e per le metropolitane il restante 20,6%". Ma ancora una volta c'è chi si differenzia. "Poche le eccezioni come le Province Autonome di Trento e Bolzano. A Bolzano - si legge nel Rapporto - il più grande stanziamento è stato quello destinato alla riattivazione e da ultima l’elettrificazione della linea della Val Venosta (in tutto circa 108,15 milioni di euro) a cui si aggiungono i finanziamenti per la realizzazione di nuove e più funzionali stazioni con marciapiedi rialzati per permettere la sosta di tipologie più efficienti e moderne di treni quali quelli utilizzati dalla Società Sad (per un totale di circa 31,2 milioni) e 20 milioni di euro per la riqualificazione della linea della Val Pusteria; mentre per la Provincia di Trento uno sforzo economico notevole ha riguardato la linea Trento-Malè-Marilleva con 139,6 milioni di euro, ma anche la linea della Valsugana per i quali sono stati spesi 61,7 milioni negli scorsi dieci anni".

 

E poi c'è l'età media dei treni. Quella dei mezzi provinciali è di 9,9 anni, il terzo dato più basso d'Italia (quelli che hanno la media migliore sono i bolzanini con 8,9 anni, secondo il Friuli Venezia Giulia con 9,5 anni anche se nel caso di Bolzano va detto che il 26% del loro parco mezzi ha più di 15 anni mentre in Trentino sono solo il 14,1%).

 

Promossa anche la Valsugana come tratta ferroviaria. Sul Corriere della Sera viene inserita al secondo posto nella classifica delle tratte locali "premiate" da Legambiente. "L’ultima notizie - si legge sul quotidiano - è che sono stati sboccati i 59 milioni di euro destinati all’elettrificazione del tratto della ferrovia della Valsugana tra Bassano del Grappa e Trento (95 km). «Questo porterà un miglioramento del servizio di trasporto ferroviario - scrive il rapporto di Legambiente che colloca la linea tra le migliori d’Italia, con l’accantonamento della trazione diesel e conseguenti evidenti vantaggi sia per la qualità del trasporto, che per le ricadute ambientali ed economiche»". 

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