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L'arte di Komivi per rendere più bella Trento. Al posto della svastica spuntano i colori

Il ragazzo del Togo è un richiedente asilo ospite della residenza Fersina. Ama dipingere e ha firmato un patto di collaborazione con il servizio beni comuni di Trento

Di Luca Pianesi - 03 agosto 2018 - 17:50

TRENTO. Si chiama Komivi vive alla residenza Fersina ed è un richiedente asilo del Togo. Da qualche giorno sta rendendo la città di Trento un po' più ordinata e piacevole ripulendo e riqualificando dei muri resi orribili da qualche pessimo writer, da teppistelli da strapazzo o semplicemente dal tempo. In via Asiago, lungo la strada che risale da Piazza Vicenza fino a Villazzano, all'altezza della stazione di San Bartolameo, c'era una fermata dell'autobus con rientranza in cemento con tanto di svastiche, scrittacce, firme illeggibili e tanto grigio. 

 

Komivi al lavoro tra via Asiago e via Olmi

 

Komivi Sowanon ha firmato un patto di collaborazione con il servizio Beni comuni di Trento per ripulire la fermata di Trentino trasporti e decorarla. Ha voluto richiamare disegni, forme e colori dell'azienda di trasporti trentina aggiungendoci del suo. Una testa con una libreria all'interno perché alla fine solo la cultura ci potrà salvare. Il giovane ha una grande passione per la pittura e infatti ha già lasciato il suo segno, decorando sia la Residenza Fersina che Casa Maurizio e dipingendo 50 sedie che sono state esposte a Trento il 25 giugno per la giornata del rifugiato.

 

 

 

 

Per quanto riguarda il progetto con il servizio Beni comuni Komivi giornalmente si è recato alla pensilina e prima ha pulito la fermata, poi ha deciso come strutturare il disegno, ha posizionato i giornali per non sporcare e via, prima con il bianco e poi con i colori. E non finisce qui. In questi giorni il ragazzo del Togo si è spostato in via degli Olmi e sta abbellendo l'area esterna della sede de Il Gioco degli Specchi, associazione che con le sue attività culturali e sociali mette in evidenza le potenzialità positive dell'immigrazione e mantiene la memoria dell'emigrazione italiana. E con Komivi il messaggio de Il Gioco degli Specchi è stato pienamente centrato.

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