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Se occupi suolo pubblico o affitti sale del Comune devi dichiarare di ''ripudiare il fascismo''

Ad Arco dopo l'approvazione della mozione presentata in consiglio comunale da Tommaso Ulivieri di Arco Bene Comune stanno arrivando le modifiche per i moduli per la concessione di spazi pubblici. Poi dovrebbe toccare a Riva e alla Comunità di Valle

Di Tiziano Grottolo - 20 agosto 2018 - 08:56

ARCO. Sono state definite ‘mozioni antifasciste’ e sono state approvate dalla Comunità di Valle dell’Alto Garda prima, e dai consigli comunali di Arco e Riva poi. Nate sulla scia di provvedimenti analoghi già adottati in altri comuni, tra questi si annoverano Milano, Pavia, Siena, Sassari, Torino Brescia (dove per altro il Tar ha respinto il ricorso di CasaPound che chiedeva l’annullamento del provvedimento), le mozioni avevano acceso un dibattito, a tratti anche molto aspro, tra favorevoli e contrari tanto da costringere le amministrazioni ad una parziale retromarcia.

 

La mozione presentata in consiglio comunale su iniziativa di Tommaso Ulivieri di Arco Bene Comune, e approvata a giugno dello scorso anno (14 favorevoli e 4 astenuti), prevede di negare spazi e contributi pubblici a chiunque sia stato condannato per reati legati alle leggi Scelba e Mancino, ma anche a quelle associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista o più in generale alle discriminazioni su base etnica, religiosa, linguistica o sessuale. Oltre a queste forme di contrasto alle discriminazioni la stessa mozione si propone di promuovere tutte le iniziative, messe in campo dalle associazioni, che puntino a favorire i valori di libertà, tolleranza e uguaglianza a cui per altro fa richiamo la Costituzione.

 

“Sono sicuro – afferma Ulivieri – che anche chi, pur antifascista, guardava con scetticismo alla mozione, oggi si sia ricreduto. La sfrontatezza di certi gruppi neofascisti e dentro i quali inserisco molte ambigue associazioni solidaristiche, unita allo sdoganamento da parte del più inguardabile ministro dell'Interno della nostra storia repubblicana, sta mettendo in apprensione molte persone". In questi mesi le segreterie comunali stanno perfezionando le ultime modifiche da inserire nei moduli per la concessione di spazi pubblici, ma già alla fine del mese, almeno per quanto riguarda il comune di Arco, queste potrebbero diventare effettive.

 

Di conseguenza il nuovo regolamento per la concessione degli spazi pubblici dovrebbe prevedere una parte dove chiunque voglia mettere in campo delle iniziative sul suolo pubblico o in sale ed edifici del comune dovrà dichiarare testualmente: “Di ripudiare fascismo, nazismo e ogni altra ideologia totalitaria e discriminatoria delle identità e degli orientamenti delle cittadine e dei cittadini in sintonia con i principi costituzionali ed in particolare di quelli di eguaglianza e libertà espressi dall’art. 3 della Costituzione”. Anche le nuove associazioni che vorranno iscriversi all’albo comunale, ciò però non vale per quelle già iscritte, dovranno firmare tale dichiarazione.

 

“Certo – conclude infine Ulivieri – si tratta solo di un monito su un modulo, ma il valore simbolico, proprio in questo momento, è enorme. Il lavoro grosso va fatto culturalmente e a partire dalle scuole. Ma il fatto che una istituzione ricordi certo capisaldi, minimi, è importante. Soprattutto mentre un ministro vuole rimettere in discussione una legge fondamentale contro odio e discriminazione come la cosiddetta Mancino”. Salvo colpi di scena quindi, dopo l’entrata in vigore dei nuovi moduli ad Arco anche la Comunità di Valle e il comune di Riva del Garda dovrebbero adottare provvedimenti analoghi per far diventare effettive le mozioni approvate lo scorso anno.

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