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Anche Arco aderisce alla rete Ready per la promozione di buone pratiche contro la discriminazione di genere. Il presidente Arcigay Trentino: "La Provincia fu le prime aderenti. Ora ci dia delle garanzie"

Il Consiglio comunale arcense, su iniziativa del consigliere Tommaso Ulivieri ha approvato con 16 voti favorevoli e 4 astenuti l'adesione alla rete nata per impegnare le amministrazioni pubbliche nella promozione dell'uguaglianza di genere e nella lotta alla discriminazione. De Preto: "Sono contento che i piccoli comuni aderiscano. Di fronte alle recenti aggressioni, vorremmo però anche un impegno concreto della Pat"

Di Davide Leveghi - 17 ottobre 2019 - 17:21

ARCO. Anche il Comune di Arco è ufficialmente entrato nella rete di amministrazioni aderenti a Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni), piattaforma nata nel 2006 con lo scopo di unire gli enti pubblici nella promozione di buone prassi rivolte alla lotta alla discriminazione di genere. Con 16 voti favorevoli e 4 astenuti, nella serata di mercoledì 16 ottobre il Consiglio comunale arcense ha quindi dato il suo via libera ad una mozione proposta dal consigliere di Arco Bene Comune Tommaso Ulivieri ancora nel maggio 2019.

 

L'iniziativa, ha raccontato Ulivieri al nostro giornale, è nata sulla scia dell'adesione del Comune di Mori alla rete Ready. Adesione scaturita da una mozione depositata dal consigliere Cristiano Moiola nei giorni del Congresso di Verona, tenuto nella città scaligera a fine marzo di quest'anno. La mozione, che vede come primo firmatario il consigliere del Partito democratico Dario Ioppi, ha incontrato il favore del Consiglio, facendo di Arco uno dei soggetti di una rete che in tutto il Paese conta più di 90 adesioni.

 

“Il dibattito non è stato particolarmente lungo”, ha illustrato Ulivieri, e nemmeno particolarmente acceso vista la mancanza di voti contrari. Solamente i consiglieri Daniele Braus di Siamo Arco e Giovanni Rullo del Gruppo Misto hanno espresso una posizione critica, giudicando inutile l'adesione in virtù del fatto che già la Costituzione condanna ogni discriminazione, compresa quella di genere.

 

“La rete Ready – racconta il presidente dell'Arcigay Trentino Lorenzo De Pretoè nata per fare ponte fra le amministrazioni pubbliche e i cittadini promuovendo buone pratiche sull'identità di genere e contro le discriminazioni. I motivi dell'adesione di Arco sono molti viste le ripetute aggressioni omo/bi/transfobiche, anche nella nostra provincia, e sono molto contento se anche i piccoli comuni decidono di associarsi. Oggi pomeriggio, ad esempio, ne discuterà il Consiglio comunale di Appiano”.

 

Arco si aggiunge infatti ad altri enti della provincia di Trento che già avevano dato la propria adesione alla rete Ready. Tra questi il Comune di Trento e la stessa Provincia. “La Provincia di Trento è stata una delle prime realtà pubbliche ad aderire alla rete – spiega De Preto – assegnando una delega all'interno dell'amministrazione. Attualmente però vorremmo capire in cosa si concretizza, e per questo avremo un incontro con la Giunta”.

 

Le amministrazioni aderenti, infatti, si assumono impegni per promuovere progetti di ordine culturale ed educativo, oltre che per adeguare il linguaggio nella modulistica e nella burocrazia. Un'incombenza che parrebbe collidere con i tagli fatti dalla Giunta leghista ai corsi contro l'omofobia e le discriminazioni di genere nelle scuole (qui l'articolo).

 

Alla luce dei recenti fatti di aggressione omofobica ai danni di una coppia gay a Mezzolombardo (qui l'articolo), ma soprattutto della pubblicità che si è fatta ad un Congresso, quello di Verona, apertamente sostenitore di una visione della famiglia e del genere retriva e in contraddizione con i valori progressisti ed egualitari della Costituzione repubblicana – non a caso sono giunte le proteste di diversi atenei, tra cui quello trentino, oltre che della società civile (qui l'articolo) – anche il Comune di Arco si è aggiunto alla lista di amministrazioni attive contro le discriminazioni di genere.

 

“La risposta che la politica può dare in questo campo – recita la mozione depositata da Ulivieri – deve prendere spunto dai bisogni concreti delle donne e degli uomini, senza percorrere la via della propaganda e degli slogan, che spesso non portano ad alcuna riflessione o proposta concreta. Servono pertanto azioni tangibili per rendere migliore la vita delle persone e per sostenere le scelte familiari e genitoriali”.

 

Visto l'impegno dimostrato negli ultimi anni dal Trentino, provincia “all'avanguardia nella trattazione di queste tematiche”, e l'evidente rischio di recedere da questa situazione in un periodo di “fragilità e messa in discussione dello stato di diritto, della libertà delle persone e della garanzia del pluralismo politico e culturale”, il Consiglio comunale arcense ha assunto così l'impegno di promuovere e sostenere iniziative d'informazione e sensibilizzazione sui temi dell'uguaglianza dei diritti e la non discriminazione.

 

Il testo della mozione, inviato al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, alla senatrice Donatella Conzatti, vicepresidente della Commissione Alto Garda e Ledro, e alla Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo, fa dell'adesione alla rete Ready una delle ennesime azioni con cui il Comune di Arco dimostra zelo nei confronti di tematiche così sensibili e decisive per la creazione di una società più tollerante e aperta.

 

Nel novembre 2005, infatti, primo Comune in Trentino, il Consiglio comunale di Arco istituì il registro amministrativo delle unioni civili. 6 anni dopo, nel dicembre 2011, approvò una mozione contro omofobia e transfobia che impegnava sindaco e giunta a promuovere sul territorio iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica alla cultura della differenza e alla condanna di atteggiamenti intolleranti, nelle scuole in particolare. Nella stessa la Giunta si assumeva la responsabilità di verificare l'ipotesi dell'istituzione di un servizio delle discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali e di aderire alla giornata mondiale contro l'omofobia istituita per il 17 maggio.

 

Durante la votazione il consigliere Ulivieri ha indossato una bandiera della pace ricordando la guerra turca contro il Rojava, territorio dove una vera e propria rivoluzione laica portata avanti dai movimenti curdi ha dato vita ad una società basata sulle pari opportunità e l'uguaglianza di genere.

 

Di seguito la carta d'intenti per l'adesione della amministrazioni pubbliche alla rete Ready.

 

 

 

 

 

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