Translagorai, Fugatti risponde al comitato: ''Si segue il percorso tracciato dall'assessore Tonina''
Il Comitato Pro Lagorai ha scritto una lettera al presidente per chiedere di rivedere il progetto, un segnale di discontinuità rispetto alla legislatura precedente, ma lamenta di non aver ricevuto risposta. Il governatore: "Non ho avuto tempo e modo, ma seguiamo la decisione dell'assessore che si è interessato"

TRENTO. Una lettera del Comitato pro Lagorai, che si riunisce intorno al gruppo Facebook "Giù le mani dal Lagorai", non ha ancora ricevuto risposta. Il destinatario è il presidente Maurizio Fugatti e gli attivisti lamentano una mancato riscontro a quindici giorni dall'invio della missiva.
Una lettera nella quale si mette in luce come tra gli oppositori al progetto ci siano tra gli altri le associazioni Malghesi e pastori del Lagorai, Italia Nostra e Mountain Wilderness. E ancora Wwf Trentino, Lipu, Lac, Oipa, Pan-Eppaa, così come figure di spicco quali Elio Caola e Piergiorgio Motter, ex presidenti della Sat, quindi alpinisti di fama come Alessandro Gogna e Franco Perlotto, senza dimenticare guide alpine, naturalisti, esponenti della cultura e della scienza. Anche il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si è dichiarato contrario e ha invitato la Provincia a rivedere il progetto nella sua recente visita a Paneveggio.

Il Comitato è favorevole progetto Translagorai dove si propone il recupero delle malghe, purché "non diventino ristoranti come proposto - si legge nella lettera - ma si punti invece al recupero e al sostegno delle attività tradizionali della pastorizia e allevamento. Il Lagorai è un vasto territorio che ha conservato miracolosamente delle caratteristiche naturali di eccezionale valore ambientale, con ben 35 siti di interesse comunitario su 57 dell’intera Provincia".
E valutato il progetto, il Comitato si è barricato per paura di perdere l'ultima frontiera wilderness rimasta in Trentino, che potrebbe cadere per le spinte del turismo di massa. "Si punta ad un potenziamento delle infrastrutture - prosegue la lettera - che comprometterà irrimediabilmente le sue caratteristiche più preziose: un ambiente ancora in gran parte integro, la bellezza dei paesaggi, il relativo isolamento, il silenzio. Il Lagorai non deve essere colonizzato dal modello unico di turismo che impera in Trentino e che ha reso invivibili le Dolomiti in alcuni mesi dell’anno, per le quali si ipotizza addirittura la chiusura dei passi".
Una lettera che interroga il presidente, chiede le considerazione, ma anche un segnale di discontinuità rispetto al governo precedente per una revisione e ripensamento del progetto. "Non ho ancora avuto tempo e modo di leggere la lettera - commenta il governatore - così come quello di entrare nel merito della Translagorai, ma l'assessore Mario Tonina si è occupato di questa materia recentemente: quello è il percorso intrapreso" (Qui articolo). La priorità è ripartire dopo l'ondata di maltempo.
Insomma, via libera alla Translagorai, in quanto i partner confermano la bontà del progetto, mentre l'impegno della Giunta è quello di salvaguardare gli aspetti ambientali.
Tra le novità l'istituzione di un gruppo di lavoro ristretto per analizzare le osservazioni nell'ottica di maggior tutela ambientale e individuare quelle aree ritenute delicate. Un tavolo, coordinato da Claudio Ferrari (dirigente del Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia), che vede tra i protagonisti la Sat, Fulvio Ropelato (sindaco di Scurelle), Giacomo Boninsegna (scario della Magnifica comunità di Fiemme) e Silvio Grisotto (presidente del Parco naturale Paneveggio).
Fari puntati soprattutto sulla Val Lagorai, cuore del progetto, per escludere un utilizzo improprio del territorio, trovare le soluzioni più conformi all'idea di sobrietà e tutela dell'ambiente, la Provincia cerca di fare sintesi tra le sensibilità di tutti.
Se la Sat ha chiesto di ridefinire l'importo assegnato alla società di 150 mila euro per far fronte ai danni lungo i sentieri, tutti i firmatari del progetto sono decisi a portare avanti un piano che prevede la valorizzazione dell'itinerario che attraversa la catena del Lagorai dalla Panarotta al passo Rolle per un totale di circa 85 chilometri.
Gli interventi che si intendono realizzare riguardano la ristrutturazione di alcune strutture esistenti - malga Val Maggiore, malga Lagorai, malga Cadinello, malga Miesnotta, malga Conseria, malga Valsolero ed il rifugio Monte Cauriol - la sistemazione della sentieristica, la verifica del funzionamento del sistema delle telecomunicazioni e la realizzazione di idonee campagne di comunicazione per far conoscere l'itinerario.
L'Accordo di programma, sottoscritto in estate tra Provincia di Trento, la Magnifica Comunità di Fiemme, i comuni di Scurelle, Canal San Bovo, Ziano di Fiemme, Telve e il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino. L'investimento complessivo è di 3 milioni di euro distribuiti su 3 anni, con un finanziamento provinciale di 2.381.440 euro.

















