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Cesare Battisti, la professoressa: ''La base di partenza deve essere la geografia: stimatissimo in tutta Europa''

Si "deve" a Cesare Battisti che per primo ha paragonato il Trentino a due ali di farfalla il marchio utilizzato oggi come marchio turistico, era il 1898. Elena Dai Prà: "E' una figura complessa e in realtà poco conosciuta. Per comprendere questa personalità è però necessario partire dalla geografia. Avrebbe avuto una brillante carriera accademica"

Di Luca Andreazza - 27 maggio 2019 - 14:49

TRENTO. Fa discutere la scritta "Cesare Battisti, un deputato austriaco (spia a soldo dell'Italia) che ha tradito il suo parlamento e la sua gente per sparare contro i suoi connazionali" comparsa tra i cartelli della mostra realizzata dagli alunni delle scuole Sanzio (Qui articolo). Dopo l'interrogazione di Futura firmata da Lucia Coppola (Qui articolo), c'è anche il mondo accademico a prendere posizione. 

 

"Quella di Battisti - spiega Elena Dai Prà, docente di Geografia storica al Dipartimento di Lettere e filosofiaè una figura complessa e in realtà poco conosciuta, soprattutto a tratti semplificata. Per comprendere questa personalità è però necessario partire da un settore inesplorato, quello della geografia. Non voglio entrare nella polemica ideologica, ma dare un contributo di conoscenza alla società trentina, soprattutto ai giovani, sulla figura di Battisti, studioso di geografia". 

 

Un lato spesso poco conosciuto al grande pubblico: Battisti è stato per tutta la sua vita tra i più grandi geografi dell'epoca. "E' stato tanti volti - evidenzia la professoressa - irredentista, deputato, politico e giornalista, ma sempre per brevissimi periodi, mentre è stato per tutta la sua esistenza uno stimatissimo geografo. Tutto questo trova conferma nelle fonti storiche e nelle documentazioni che sono arrivate ai giorni nostri".

 

Dopo aver frequentato quello che sarebbe l'odierno liceo classico Prati a Trento, la formazione si sviluppa tra Firenze e Vienna. Il primo contributo sulla geografia si un Battisti poco più che 23enne è contenuto nella tesi di laurea all'Università della città gigliata.

 

"E' già attivo in questo settore durante il liceo e resterà un geografo fino alla fine dei suoi giorni. Al fronte - dice Dai Prà - continua a progettare i suoi studi sulla Venezia Giulia, troviamo traccia in numerosi carteggi, lettere destinate ad amici e accademici: la geografia è un aspetto strutturale della sua personalità, stimato senza barriere e confini in Francia, Austria e Italia, sarebbe stato destinato ad una carriera brillantissima in ambito accademico".

 

E' il 1898, Battisti è il primo a pubblicare un volume corposo di 750 pagine: "Il Trentino. Saggio di geografia fisica e di antropogeografia". "Qui troviamo - evidenzia Dai Prà - la descrizione del Trentino fisico, ma anche bacini, boschi e popolazione. E ancora laghi, toponomastica e dati statistici. Un modo per sviluppare l'economia del territorio. In questa pubblicazione si può leggere come il Trentino venga paragonato a due ali di farfalla".

 

Farfalla che oggi è quel marchio principe in termini turistici per identificare il Trentino. Non solo. Nella sua carriera è tra i primi a pubblicare anche le guide turistiche del territorio. "Ha gettato le basi - aggiunge la professoressa - della conoscenza geografica del territorio per lo sviluppo del turismo. Tutte azioni che riteneva decisive e fondamentali per elevare il livello della sua terra".

 

Insomma, per capire Battisti, il punto di partenza è la geografia. "E' stato un apri-pista in questo settore per metodo, originalità e studi. Il cliché della storiografia - conclude Dai Prà - è però un altro. E' necessaria un'operazione culturale da fare con coraggio e tempo per approfondire questa figura davvero complessa, che solo ora inizia a emergere".

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