''Fate uscire dalla sperimentazione il Metodo Montessori in Trentino'', l'appello dell'associazione trentina alla Provincia
Sono ormai tre anni che l’Associazione gardesana, costituitasi nel 2016, lavora per aprire una sezione Montessori nella scuola pubblica e nel frattempo si è attivata per l’impegno fattivo di un gruppo di genitori e insegnanti nell'offrire alle famiglie della zona la possibilità di accedere a un percorso di questo tipo

TRENTO. "Sono passati 100 anni, ma l'approccio Montessori nel nuovo millennio è ancora di grandissima attualità, come dimostrano le innumerevoli scuole sparse in tutto il mondo e personaggi come Larry Page e Sergey Brin ideatori di Google o Jeff Bezos di Amazon, che attribuiscono il loro successo proprio a questo tipo di scuole", così Christian Torboli, vice presidente dell'Associazione alto gardesana per lanciare un appello alle istituzioni provinciali.
"Questo metodo deve uscire dalla sperimentazione - evidenzia il vice presidente - avviata la scorsa legislatura nei centri di Rovereto, Trento e Pergine per attivare i percorsi in tutti i territori che avvertono l’esigenza di utilizzare questo approccio, avviato da Maria Montessori oltre cento anni fa, una figura straordinaria. Questo metodo prevede che il bambino possa, nel rispetto di precise regole, esercitare la libera scelta e apprendere secondo il proprio interesse e il proprio ritmo".
Sono ormai tre anni che l’Associazione gardesana, costituitasi nel 2016, lavora per aprire una sezione Montessori nella scuola pubblica e nel frattempo si è attivata per l’impegno fattivo di un gruppo di genitori e insegnanti nell'offrire alle famiglie della zona la possibilità di accedere a un percorso di questo tipo.
Queste le ragioni che nel 2017 hanno portato alla creazione di un progetto familiare, “Le ali dei Bambini”, che ha trovato sede negli spazi del compendio Miralago a Riva del Garda con il sostegno del Comune di Riva del Garda.
"Il bambino - prosegue Torboli - impara a rispettare lo spazio e le necessità degli altri, non si tratta solo di istruzione, ma è un approccio di educazione e formazione dell’individuo. Per questo abbiamo lavorato con tutte le nostre forze, costruendo il progetto un pezzo alla volta tutti insieme e sostenendolo economicamente da soli. Ma ora è arrivato il momento di ampliare l’orizzonte e di poter offrire una sezione Montessori nella scuola pubblica, accessibile a tutti i bambini dell’Alto Garda".
Quest'anno sono oltre venti gli iscritti e una decina rientrano nella fascia d’età di educazione primaria (prima e seconda classe). Sono state selezionate le insegnanti, in possesso di diploma specifico, mentre dal punto di vista pedagogico c'è la supervisione di una esperta insegnante e formatrice per l’Opera Nazionale Montessori, che verifica passo passo l’evoluzione del progetto e l’applicazione del "metodo".
"Tra l’altro alcune realtà scolastiche della zona - prosegue il vice presidente - si sono già rese disponibili ad accoglierci nei loro spazi. Nonostante gli esiti positivi della sperimentazione è ancora fermo lo sviluppo sul nostro territorio di un metodo che è sempre più caro alle famiglie trentine. A dimostrarlo sono i numeri delle richieste d'iscrizione negli abilitati di Rovereto, Trento e Pergine che si vedono costretti ad accettare solo una parte dei piccoli richiedenti".
Insomma, in questo metodo sono i bambini a dettare il ritmo. Un’impostazione che ispira oltre 22 mila istituti nel mondo, dei quali 5 mila solo negli Stati Uniti, e che oggi in Italia, secondo l’ultimo censimento dell’OnM, esiste in 37 nidi, 256 classi di scuola materna, 350 di scuola primaria. Numeri che aumentano da un anno all’altro con una impennata della domanda anche da parte dei genitori.
"Non meno significativa - conclude Torboli - è la nascita di realtà gestite direttamente dai genitori attraverso il volontariato, che pur di dare ai propri figli un’istruzione con queste caratteristiche, si fanno carico della loro realizzazione. Come la nostra, per questo riteniamo fondamentale che questo metodo possa trovare porte aperte ovunque ci sia la richiesta, ma si tratta di un passaggio che potrà avvenire solo se i neo eletti amministratori provinciali ci sosterranno. Ma fino ad oggi il progetto è stato interamente a carico delle famiglie: la quota annuale è di 3 mila euro per bambino e copre solo le spese di gestione vive e le insegnanti, per il materiale didattico l’associazione si affida alle donazioni e crowdfunding, mentre per gli arredi sono i genitori stessi che si spendono per la realizzazione, infine segreteria, contabilità e gestionale è a carico dal direttivo attraverso il volontariato".














