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Marcia ''Restiamo umani'', il papa riceve bandiera e manifesto dall'attivista trentino Mpaliza: ''Missione compiuta, ma il bello arriva ora. Ancora tanto da lavorare''

Una marcia contro il clima di odio e rabbia che si respira nel nostro Paese. Una marcia per chiedere uno scatto alla società affinché si torni a parlare di inclusione, di accoglienza e di diritti. Per questo John, da qualche anno trasferitosi a Trento, ha deciso di organizzare questo cammino: "Non è stato facile percorrere 3 mila chilometri, ma ci siamo riusciti''

Di Luca Andreazza - 27 ottobre 2019 - 16:37

TRENTO. "E' stato davvero molto bello e emozionante camminare insieme a tutti voi, fisicamente o virtualmente in questi mesi". Così John Mpaliza, l'attivista partito da Trento il 20 giugno e arrivato a Roma il 19 ottobre scorso nell'ambito della marcia "Restiamo umani" (QUI ARTICOLO). Da Torino a Lampedusa, da Siena a Riace, tutto si è concluso davanti a papa Francesco.

 

"Grazie mille per il vostro sostegno - commenta Mpaliza - per la vostra presenza. Non è stato facile percorrere 3 mila chilometri a piedi in quattro mesi. Ce l'abbiamo fatta grazie al concorso di ognuno di voi e siete stati numerosi a partecipare e contribuire a questo risultato. La marcia è arrivata a conclusione con un bellissimo e partecipato corteo finale. C'è stato poi il saluto del papa durante l'Angelus".

 

Una marcia  contro il clima di odio e rabbia che si respira nel nostro Paese. Una marcia per chiedere uno scatto alla società affinché nel Paese si torni a parlare di inclusione, di accoglienza e di diritti. Per tutti. Ed è per questo che John, da qualche anno trasferitosi a Trento, ha deciso di organizzare questo cammino. Il suo nome è molto conosciuto, attivista per i diritti umani e camminatore per la pace, cittadino italiano di origine congolese, si trova in Italia da 26 anni (QUI ARTICOLO).

 

Ma Mpaliza non ha camminato da solo. Tappa dopo tappa, tantissime persone, scuole e associazioni hanno, infatti, partecipato alla marcia. La chiusura poi è stata l'udienza generale di mercoledì 23 ottobre con il Santo padre. "La speranza era quella di riuscire a consegnargli una bandiera e il manifesto: siamo riusciti nel nostro intento. Questa missione è compiuta, ma sappiamo bene che abbiamo da lavorare tanto per consolidare quanto costruito in questi quattro mesi. Il bello inizia ora: andiamo quindi avanti, insieme. Restiamo umani".

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