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La marcia 'Restiamo Umani' da Trento contagia l'Italia. Mpaliza: ''Torniamo a parlare di accoglienza e diritti per tutti''

La partenza è fissata per il 20 giugno da Trento ed è stata lanciata anche una raccolta fondi. In diverse regioni d'Italia grazie ad una rete di associazioni sono nati dei comitati per rilanciare l'evento sul territorio. L'ideatore: "In tanti si stanno dando da fare. Non possiamo stare fermi davanti l'odio e la rabbia che sentiamo in giro"

Di G.Fin - 01 giugno 2019 - 19:32

TRENTO. Fino ad oggi ha organizzato marce per la pace e per i diritti per l'Africa ed in particolare per la Repubblica Democratica del Congo, il suo paese di nascita, ma questa volta, invece, John Mpaliza ha deciso di organizzare la prossima marcia per l'Italia. Lo ha deciso contro il clima di odio e rabbia che si respira nel nostro Paese ma anche per chiedere uno scatto alla società affinché nel Paese si torni a parlare di inclusione, accoglienza e di diritti di tutti.

 

Ed è da questi pensieri che John, da qualche anno trasferitosi a Trento, ha deciso di organizzare la “Marcia Restiamo umani”. Il suo nome è molto conosciuto, attivista per i diritti umani e camminatore

per la pace, cittadino italiano di origine congolese, si trova in Italia da 26 anni.

 

Il sette febbraio scorso, si trovava sul treno che da Trento lo avrebbe portato a Reggio Emilia per partecipare a una conferenza nel Liceo Scientifico Aldo Moro. Nel corso del viaggio, però, ha assistito a una violenta lite verbale tra il controllore e un giovane migrante. Il primo continuava ad accusare il secondo, davanti a tutta la carrozza, di non avere il biglietto e l'altro con un italiano molto stentato provava a spiegarsi. Alla fine è intervenuto Mpaliza. Il giovane era in regola e il capotreno, invece, no. (QUI L'ARTICOLO)

 

Un caso di discriminazione che però per John non è finito lì perché dopo quello che aveva visto e sentito ha iniziato a pensare a tutto quello che sta accadendo nel nostro Paese. “Vivo da oltre un anno e mezzo in Trentino e da più di venti anni in Italia – ci racconta – e in quella occasione ho capito proprio che qualcosa non andava. Non avevo mai visto così tanta rabbia nei confronti di una persona. Ho pensato che non potevo rimanere senza fare nulla e quando il treno si è fermato a Verona, avevo già deciso di organizzare una marcia”.

 

Un'idea che un po' alla volta Mpaliza ha cercato di sviluppare, contattando varie associazioni trentine ma anche muovendosi in tutto il territorio. “Il clima che si è creato in Trentino con lo smantellamento dell'accoglienza – ci dice – è generalizzato anche in gran parte d'Italia”.

 

Dopo i primi contatti con le associazioni, John ha capito che la marcia "s'ha da fare". Da qui la creazione di diversi comitati in molte zone d'Italia e lo sviluppo di una rete di associazioni che ha reso la “Marcia Restiamo umani” un evento nazionale.

 

L'evento di partenza è fissato a Trento per giovedì 20 giugno, si colloca nell'ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato. Sarà organizzato in collaborazione con tante associazioni trentine che si occupano di inclusione, accoglienza e diritti ed inizierà alle ore 16 con un concerto. Si marcerà per gran parte dell'Italia, coinvolgendo più persone, associazioni, organizzazioni e reti locali o nazionali, con l'organizzazione nei territori di momenti di confronto per portare avanti una resistenza attiva e positiva.

 

Questa marcia, dovendo toccare tutta l'Italia, sarà divisa in 4 percorsi. Il primo percorso parte da Trento e passa a Rovereto, Schio, Bassano del Grappa, Vicenza, Padova, Verona, Mantova e Reggio Emilia. Il secondo percorso prenderà il via da Torino per poi continuare con Ivrea, Milano, Piacenza, Parma, Reggio Emilia. Da qui partirà il terzo percorso per toccare Modena, Bologna, Firenze, Siena, Viterbo, Monterotondo. Infine il quarto e ultimo percorso partirà da Lampedusa per raggiungere Roma sabato 19 ottobre. La marcia si conclude ufficialmente, 4 mesi dopo, domemica 20 ottobre, in Piazza San Pietro (LINK TAPPE E DATE).

“Sarà una marcia – ha spiegato John a ilDolomiti.it – che vedrà la partecipazione di molte persone. Io sono l'ideatore ma a mettere cuore e testa in questo evento sono stati in molti che fin dal primo momento mi hanno dato una mano a coordinare il tutto”.

 

Per la “Marcia Restiamo umani” è stata lanciata anche una raccolta fondi online (LINK RACCOLTA) per coprire i costi essenziali della parte globale dell'organizzazione. La raccolta fondi rimarrà aperta fino alla fine della marcia. Tutto il ricavato, al netto delle spese essenziali della marcia, preventivamente individuati dal comitato etico, sarà devoluto ad un progetto, attivo e da individuare, per un piccolo sostegno alle popolazioni del Mozambico e Malawi colpite il 4 marzo 2019 dal Ciclone Idai che, secondo fonti ONU, avrebbe fatto più di 1000 morti e distrutto completamente la città di Beira in Mozambico.

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