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#NOJOVAPlandeCorones, i ''Ruralalpini'' lanciano l'appello contro Jovanotti e il Wwf: ''All'uso della montagna volete applicare lo stesso criterio dell'olio di palma?''

'' Siccome c'è il Wwf che ci mette il marchio allora va bene per una montagna ospitare un evento come quello che si annuncia a Plan de Corones?'', se lo chiede Ruralalpini.it che fa appello ''alle tante associazioni sportive, rurali, culturali, blog che si occupano di montagna'' per dire ''no'' all'evento

Pubblicato il - 11 aprile 2019 - 20:34

PLAN DE CORONES. ''Non è accettabile che un mega concerto pop a 2275 metri venga gabellato per sostenibile. Specie se a ratificarlo sono il Wwf e un ministro dell'ambiente che si dimostra ancora una volta di parte, un referente e portavoce dell'ambiental-animalismo: 'Se c'è il Wwf, sto con Jovanotti'. Non ci stiamo che all'uso della montagna venga applicato lo stesso criterio dell'olio di palma che, se ha il bollino WWF, è sostenibile''. Questa la voce di Ruralpini.it la il sito fondato da Michele Corti dedicato al ''ruralismo senza complessi di inferiorità - così si descrivono - della montagna, dell'uomo, del formaggio artigianale, degli alpeggi, del pastoralismo che non vuol recitare il presepe, della gastronomia territoriale''.

 

L'attacco è chiaro ed è un vero appello per dire ''no'' al concerto di Jovanotti, atteso per fine agosto, a Plan de Corones. Tutto è nato da un primo ''niet'' pronunciato da Messner nei confronti del cantante (''se potessi proibirlo lo proibirei'') e poi sono arrivate le repliche del Wwf che partecipa all'organizzazione dell'evento (''sarà rispettoso dell'ambiente, Plan de Corones ha 30 impianti di risalita che possono trasportare 70.000 persone ogni ora e anche il museo di Messner contribuisce al flusso turistico'') e poi dello stesso Jova (''Sarà un evento nuovo, che rispetta l'ambiente. Ma la montagna non ha più diritti di un bel prato o di una spiaggia a Rimini. La natura va tutelata e rispettata sempre'')

 

''Ruralpini.it aderisce alla campagna “NOJOVAPlandeCorones” lanciata da Reinhold Messner - scrivono -. Lo fa lanciando anche un Appello alle tante associazioni sportive, rurali, culturali, blog che si occupano di montagna da un punto di vista non commerciale affinché prendano posizione. In modo che non siano solo gli “scrittori” a dire no a un'iniziativa che sta diventando il simbolo della mercificazione della montagna con la legittimazione di un ambientalismo ipocrita. Siamo una piccola voce tra i media di montagna ma, da oltre 10 anni, esercitiamo una critica incessante all'ambientalismo da salotto, alla mercificazione neoliberale della montagna, alla replica in montagna dell'agricoltura chimica e delle monocolture (mele val di Non e valle dell'Adige), della zootecnia intensiva (biogas) e del mancato sfruttamento di prati e pascoli. Svolgiamo anche un servizio di ricerca lavoro in montagna a beneficio degli alpeggi''.

 

''Non è accettabile - aggiungono - che un mega concerto pop a 2275 m venga gabellato per sostenibile. Specie se a ratificarlo sono il WWF e un ministro dell'ambiente che si dimostra ancora una volta di parte, un referente e portavoce dell'ambiental-animalismo: "Se c'è il Wwf, sto con Jovanotti". Come dire che se la stessa identica cosa se non fosse benedetta dal WWF non andava bene. Non ci stiamo che all'uso della montagna venga applicato lo stesso criterio dell'olio di palma che, se ha il bollino WWF, è sostenibile (non importa se prima c'erano le foreste pluviali dove ora ci sono le piantagioni). Non è onesto che il WWF attacchi Messner senza dire che il concerto fa parte di un'iniziativa da esso stesso promossa. La motivazione pseudoecologista degli eventi WWF/Jovanotti (spiegare quanto è brutta la plastica) è un pretesto per promozionare la multinazionale WWF e l'industria musicale. Gli enti che non hanno ancora autorizzato la manifestazione farebbero bene a considerare tutto ciò e a non creare precedenti''.

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