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Seggiolini anti-abbandono: da oggi scatta l'obbligo. Si rischiano sanzioni fino a 326 euro e 5 punti della patente

Difficile, per produttori e acquirenti, adeguarsi. La circolare illustra le caratteristiche tecniche dei dispositivi. I produttori dovranno rilasciare una certificazione di conformità che è sostanzialmente un'autocertificazione

Pubblicato il - 07 novembre 2019 - 11:54

TRENTO. Con una mossa a sorpresa, l'obbligo di dotarsi di seggiolini anti-abbandono in auto entra in vigore subito: da oggi, 7 novembre.

 

Una mossa che ha sconcertato e colto di sorpresa molti.  A inizio ottobre, infatti, dopo un lungo iter legislativo, la ministra dei trasporti Paola De Micheli aveva firmato un decreto attuativo per rendere obbligatori i sistemi anti-abbandono sui seggiolini per auto, fino ai quattro anni. L’obbligo di dotarsene, quindi, sarebbe dovuto scattare solo 120 giorni dopo la sua entrata in vigore: a febbraio-marzo, indicativamente (QUI ARTICOLO).

 

Qualche ora fa la notizia che, quell'obbligo, parte invece da oggi. È di ieri, infatti, la circolare del Ministero dell'Interno (n. 300/A/9434/19/109/12/3/4/1) che sancisce esplicitamente l'entrata in vigore dell'obbligo: "Le disposizioni operative del decreto ministeriale sono in vigore dal 7 novembre 2019 e, di conseguenza, dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all'art. 172 Codice della Strada, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n. 117"

 

 

 

Un cambio di rotta che spiazza produttori e genitori. Soprattutto perché la circolare non spiega - in nessun punto - perché i tempi si siano accorciati rispetto alla legge 117/2018 che aveva sancito il nuovo obbligo specificando che avrebbe avuto effetto solo 120 giorni dopo l'entrata in vigore del decreto ministeriale attuativo (quello di ieri, per intenderci).  

 

Nella circolare, effettivamente, queste caratteristiche, all'art. 3 vengono illustrate: "Il dispositivo anti-abbandono può essere: a) integrato all'origine del sistema di ritenuta per bambini; b) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso; c) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo". Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali essenziali - cui i costruttori devono adeguarsi - sono specificate, invece, negli allegati.

 

Insomma, è il Dm di inizio ottobre che entra in vigore il 7 novembre e, quindi, da questa data, sarebbero dovute diventare obbligatorie solo le caratteristiche tecniche cui produttori e acquirenti avrebbero dovuto conformarsi entro 120 giorni.

 

Non è chiaro il motivo per cui il Ministero abbia interpretato l'entrata in vigore dell'obbligo in modo così restrittivo. Sia come sia, ora bisogna mettersi in regola. E non è cosa da poco. Non è detto che tutti i prodotti sul mercato siano conformi alle caratteristiche sancite dalla norma ministeriale.

 

Dall'altra parte, poi, ci sono gli acquirenti. A quanto pare di capire dal Dm, d'ora in poi, chi trasporta un bambino di età inferiore ai quattro anni con un seggiolino non a norma (quindi senza sistema anti-abbandono integrato o separato) rischia (grosso). Nella nuovo articolo 172 del codice della strada "in materia di dispositivi anti-abbandono di bambini di età inferiore a quattro anni" si legge, infatti:  chi non si adegua rischia una "sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 ad euro 326" (pagamento entro cinque giorni 56,70 euro) e la decurtazione di 5 punti dalla patente.

 

Tutto molto confuso, insomma. Si può pensare - si tratta di buonsenso, in fondo - che nei prossimi tempi l'obbligo non sarà comunque così stringente. Gli agenti, forse, chiuderanno un occhio. Non è così semplice, infatti - per produttori e acquirenti - adeguarsi al decreto ministeriale. Tra l'altro, i produttori dovrebbero rilasciare una dichiarazione di conformità, che è sostanzialmente un'autocertificazione (autocertificazione allegata alla circolare, tra l'altro).

 

Tutto molto farraginoso. Una norma buona (e necessaria), in astratto. Sulla pratica, invece, bisogna ancora lavorare.

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