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Una petizione online per sbloccare le risorse per i professionisti sanitari, Nursing up: ''Meritano di essere valorizzati, saltano ferie e riposi''

La Nursing up va sempre più in pressing verso piazza Dante, già negli scorsi giorni ha ipotizzato una mobilitazione generale in settembre se diverse criticità non dovessero essere risolte tra carenza di personale e difficoltà nell'usufruire delle ferie: una situazione che comporta stress, carichi di lavoro sempre più elevati e continui spostamenti da un reparto all'altro

Di Luca Andreazza - 16 agosto 2019 - 12:10

TRENTO. Una Nursing up 2.0, il sindacato lancia una petizione su change.org per difendere gli interessi del settore e cercare un'azione più incisiva. Una raccolta firme indirizzata al presidente Maurizio Fugatti (Qui petizione).  "Siamo rammaricati - commenta il coordinatore provinciale Cesare Hoffer - nell'assestamento di bilancio appena approvato, la Provincia non ha stanziato risorse per implementare una specifica e mirata valorizzazione dei professionisti sanitari".

 

La Nursing up va sempre più in pressing verso piazza Dante, già negli scorsi giorni ha ipotizzato una mobilitazione generale in settembre se diverse criticità non dovessero essere risolte tra carenza di personale e difficoltà nell'usufruire delle ferie: una situazione che comporta stress, carichi di lavoro sempre più elevati e continui spostamenti da un reparto all'altro: "Tutto poco funzionale - dice il sindacato - a garantire la qualità del servizio e la sicurezza delle cure" (Qui articolo).

 

Negli ultimi mesi i sindacati hanno sollecitato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Provincia a procedere con nuove assunzioni, senza dimenticare di aver messo più volte in luce la situazione problematica che si sarebbe venuta a creare nel periodo estivo, quando il tasso di assenza del personale sarebbe stato maggiore tra ferie e un numero più elevato di richieste di congedi parentali, presi per seguire i figli vista la chiusura di scuole e asili.

 

A questo si aggiunge lo stallo del contratto di settore. "La giunta provinciale - aggiunge Hoffer - ha dato indicazione all'Apran, nel rinnovo contrattuale 2016/2018, di attivare un percorso di riconoscimento giuridico-economico rivolto esclusivamente al personale tecnico-amministrativo dell'azienda sanitaria per armonizzarlo ai dipendenti pubblici: si prevede uno stanziamento iniziale di 1 milione di euro, quindi si dovrebbero poi reperire altri 4 milioni in tempi successivi".

 

Un'azione positiva, ma che non basta in quanto non prenderebbe in considerazione tutte le altre figure, fondamentali, per il comparto sanità, quali infermieri, tecnici di laboratorio e radiologia, fisioterapisti, ostetriche e così via. "Serve un processo serio di armonizzazione - evidenzia la Nursing up - non si deve prendere in considerazione solo il personale amministrativo, ma anche gli altri 3.800 professionisti dei 22 profili sanitari, che devono avere pari dignità e diritti rispetto agli altri dipendenti pubblici".

 

E così Nursing up chiede l'appoggio della cittadinanza e lancia una petizione online. "I dipendenti sanitari - prosegue il coordinatore provinciale - devono avere lo stesso inquadramento giuridico e economico dei dipendenti provinciali. I nostri professionisti meritano di essere valorizzati e non solo per la professionalità che deriva da una formazione universitaria, ma anche per l'impegno e per la situazione di disagio quotidiana alla luce della cronica carenza di personale. Nonostante le difficoltà, i nostri professionisti saltano ferie e riposi, fanno straordinari per garantire adeguati standard assistenziali. Spesso devono rinunciare agli aggiornamenti, indispensabili per mantenere le competenze necessarie che sono in continua evoluzione".

 

Un comparto sanità che alza così ulteriormente la pressione sull'amministrazione provinciale. La Nursing up è sempre più decisa nel portare avanti la propria battaglia, mentre ormai è scontro tra la Cisl medici e la Provincia per il maxi ambulatorio di viale Verona a Trento (Qui articolo), la mobilitazione dei medici di base dopo 40 anni di storia, il primo e unico sciopero era stato quello del 1978 (Qui articolo) e la querelle sul servizio di continuità assistenziale in Tesino e Ledro (Qui articolo).

 

Questo mentre sul tavolo c'è l'ipotesi del taglio o razionalizzazione di 120 milioni di euro10 milioni di euro nel 2020, poi 20 nel 2021, 40 nel 2022 e infine 50 milioni di euro nel 2023, tutto contenuto nella lettera riservata inviata all'Apss dalla assessora Stefania Segnana, nella quale al direttore generale si chiede di strutturare un ''piano di efficientamento'' (Qui articolo).

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