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Cantine Ferrari sfida il tempo: 2001 bottiglie per un Trentodoc di 19 anni. Ecco il nuovo Giulio Ferrari Collezione

La sfida con il tempo avviata nel 1972 da Mauro Lunelli è stata resa più estrema dal Giulio Ferrari Collezione, la prima e unica bollicina in Italia affinata sui lieviti per almeno 18 anni, la cui prima edizione risale alla vendemmia 1995. Il 2001 rappresenta, dopo il 1997, la terza annata giudicata in grado di esprimersi al meglio con un invecchiamento così lungo

Di Nereo Pederzolli - 14 ottobre 2020 - 13:02

TRENTO. L’apoteosi è di casa in quel di Ravina, con ‘bollicine’ che non temono confronti. Ma il vero tripudio della vivacità è legato ad una data: 2001. E’ questo il ‘millesimo’ che ha posto il Giulio Ferrari 2001 sul podio più ambito, quello che ha decretato il Ferrari dei Lunelli ‘Prima maison’ d’Italia. Una data memorabile, che torna attuale. Perché escono dalla cantina 2 mila bottiglie (anzi 2001) di quel 2001, una iper riserva, custodita per quasi 20 anni sui ‘suoi lieviti’ e sboccata per stupire, per dimostrare tutta la sua vigoria e altrettanta esclusività.

 

Una ‘bollicina’, ma non chiamatela così. E’ qualcosa di più serio, se non inimitabile. La sua grinta organolettica e il suo fascino erano già state evidenziate dall’equipe del Gambero Rosso, che sulla Guida del 2011, lo definisce ‘suadente e inimitabile’ riservando pure un premio speciale a Ruben Larentis, chef de cave, insignito come ‘Enologo dell’Anno’. Lungimiranza, tanta cura e una strategia produttiva che non transige tentennamenti. Tutte azioni che in quel di Ravina sono parte integrante di una filosofia enoica blasonata nel mondo.

 

Un 2001 che ora è a disposizione dei veri cultori, prezzo impegnativo – attorno ai 300 euro – ma decisamente imperdibile. La forza – lo ribadiamo – di quel millesimo, il primo dopo il nuovo secolo, aveva ottenuto il giudizio unanime di tutte le guide enologiche nazionali. Dal Gambero Rosso a Slow Wine, ma anche dall’Espresso, Touring club italiano, Duemilavini d'Italia e Veronelli nonché altre riviste e blog enologici di critica vinaria. Per tutti quella ‘Riserva del Fondatore’ era – ed è stato – l’unico e il primo spumante a raggiungere l’eccellenza.

 

Talmente esclusivo che l’allora direttore della ‘Bibbia gamberista’, Daniele Cernilli (ora editore di una summa come Doctor Wine) assegnò a questo spumante i Tre Bicchieri Plus, mai più aggiudicati a nessun altro vino italiano. Tutto questo per rendere onore non tanto all’esclusività del vino in questione, ma anche alla bravura, al costante impegno del comparto trentino della spumantistica, con l’Istituto Trentodoc che vede quasi 60 aziende aderenti e una trentina di altre cantine impegnate nella produzione di ‘vini mossi’. Sperando di eguagliare – ma la sfida è decisamente ardua – quel Giulio che ha fatto e continua a fare scuola.

 

L'annata è il 2001 e le bottiglie sono 2001. La degustazione evidenzia un profilo olfattivo incredibilmente complesso, che spazia dagli aromi salini alla frutta a polpa gialla come la pesca e l’ananas, a ricordi di caramella d’orzo, fino a tocchi delicatamente speziati di zenzero e cardamomo, se lasciato più a lungo nel calice. In bocca, l’ingresso racchiude la dinamicità, l’energia e la ricchezza delle sue bollicine e nel sorso impressiona per profondità e spessore; il finale incredibilmente persistente regala una classe ed eleganza impareggiabili. È uno Chardonnay in purezza, che nasce da un vigneto unico quale quello di Maso Pianizza, posto in alta quota e interamente circondato da boschi.

 

Un luogo, Maso Pianizza, che è simbolo di quella viticoltura di montagna di cui Giulio Ferrari intuì oltre un secolo fa il potenziale per la creazione del Metodo Classico. Fu poi Mauro Lunelli, con la creazione del Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, a dimostrare come le bollicine di montagna Trentodoc potessero esprimere una straordinaria longevità, acquisendo nel tempo complessità senza nulla perdere in freschezza e finezza. La sfida con il tempo avviata nel 1972 da Mauro Lunelli è stata resa più estrema dal Giulio Ferrari Collezione, la prima e unica bollicina in Italia affinata sui lieviti per almeno 18 anni, la cui prima edizione risale alla vendemmia 1995. Il 2001 rappresenta, dopo il 1997, la terza annata giudicata in grado di esprimersi al meglio con un invecchiamento così lungo.

 

Il 2001 è stato un anno caratterizzato da un andamento regolare con una buona insolazione ed elevate escursioni termiche durante l’estate. La maturazione graduale delle uve ha permesso di individuare il momento ottimale per la raccolta di ogni partita, enfatizzando al massimo la vocazione del vigneto di Maso Pianizza alla creazione di grandi riserve. Il Giulio Ferrari Collezione è stato prodotto in soli 2001 esemplari numerati dedicati alle migliori enoteche e alla migliore ristorazione, e il suo acquisto dà l’accesso all’esclusivo Club dei Collezionisti Giulio Ferrari che offre ai soci una serie di esperienze e privilegi speciali. Per la prima volta con l’annata 2001, il Giulio Ferrari Collezione sarà disponibile anche in formato magnum.

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