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Con l’avvio della “Fase 2” i trentini tornano a cercare le escort: +30% le ricerche sul web, eppure solo una minoranza delle sex worker è tornata al lavoro

L’emergenza covid-19 ha influenzato notevolmente anche il mercato del sesso, al momento la domanda dei clienti, supera nettamente l’offerta delle escort, che rimangono ancora caute: meno del 30% è tornata al lavoro. Ma chi incontra i clienti fa affari d’oro: “In due giorni ho guadagnato quasi 3000 euro”

Di Tiziano Grottolo - 13 maggio 2020 - 19:38

TRENTO. Dal 4 maggio si sta procedendo verso una progressiva riapertura delle attività, di pari passo aumentano le libertà di movimento: è proprio nella congiuntura di queste due situazioni che si inserisce il lavoro delle sex worker (tenendo presente che non mancano nemmeno gli uomini che esercitano). La prostituzione in Italia è legale, tanto che una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che i proventi dell’attività di prostituzione debbano essere dichiarati come “redditi diversi derivanti dall’attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare”.

 

Eppure questa attività non è riconosciuta come professione, benché alcune paghino le tasse un’escort non può godere di alcuna tutela e non ha diritto a un trattamento pensionistico, proprio per questo è improbabile che l’Inail pubblichi i famosi protocolli di sicurezza per questo tipo di attività, ergo in linea teorica in questo momento non dovrebbe essere esercitata. Anche perché, almeno per ora, recarsi da una prostituta non rappresenta un valido motivo per uscire di casa.

 

Se è vero che la musica potrebbe cambiare dal 18 maggio (quando il Governo potrebbe eliminare le autocertificazioni per gli spostamenti all’interno delle regioni), al momento ci si muove nella solita zona grigia figlia del vuoto normativo poiché, come già detto, la professione è legale ma non è regolamentata nemmeno dal punto di vista dell’emergenza sanitaria. Questa situazione d’incertezza è stata rilevata anche dal sito di recensioni “Escort Advisor” che dall’inizio di maggio ha registrato un’impennata nelle ricerche sul web, ma allo stesso tempo non ha ravvisato un incremento sostanziale degli annunci.

 

Secondo i dati messi a disposizione del sito le ricerche su Google con parola chiave “escort Trento” sono aumentate del 30%, mentre a Bolzano hanno fatto registrare un +28%. Allo stesso tempo gli annunci delle escort in provincia di Trento (sui siti dedicati) nel mese di maggio sono calati del 72% (nella fase centrale di aprile 2020 erano calati del 94%). Gli stessi dati in Alto Adige hanno fatto segnare rispettivamente -68% a maggio e -83% nella fase centrale di aprile. Questo settore è stato sicuramente uno dei più colpiti dal lockdown, molte sex worker faticano ad arrivare a fine mese, mentre chi ha potuto (ad esempio chi ha una partita iva perché svolge un secondo lavoro) ha fatto richiesta per gli ammortizzatori sociali (QUI approfondimento).

 

A livello nazionale, se il 44% dei clienti ha già cominciato a cercare incontri solo il 30% delle escort è tornata al lavoro, ancora troppo alta la paura di incappare nei controlli o di essere contagiate, questa una spiegazione del fatto che al boom “della domanda” non è corrisposto un aumento proporzionato “dell’offerta”.

 

Escort Advisor ha condotto un sondaggio anonimo tra i propri utenti per capire come l’emergenza covid-19 ha influenzato il mercato del sesso, ad esempio il 38% dei partecipanti ha dichiarato che porrà più attenzione a foto credibili e veritiere, mentre il 30% valuterà anche le informazioni fornite dagli altri clienti sulle professioniste. Allo stesso tempo il 48% farà meno attenzione al prezzo, preferendo la sicurezza e la qualità. Per l’appunto, il 58%, degli utenti è preoccupato dalla garanzia di salute della ragazza. Infine, il 44% dichiara che tornerà a visitare le escort non appena sarà possibile uscire in libertà e questo si evidenzia dai dati rilevati la scorsa settimana, dal 4 maggio, inizio della Fase 2.

 

Nonostante le restrizioni c’è chi è tornato al lavoro, visto che le richieste non mancano: “Ho avuto addirittura più richieste di rapporti non protetti e di baci in bocca, nonostante tutto quello che si è passato in questi mesi – spiega Annalisa, escort di Roma – ovviamente non li ricevevo prima a queste condizioni e se me lo chiedono non li accontento”. Già il 4 maggio Annalisa riferisce di aver ricevuto circa un centinaio di telefonate “in due giorni – aggiunge – ho guadagnato quasi 3000 euro”.  La paura di tornare a lavorare c'è, ma ognuno si arrangia come può: “Mi sono attrezzata con tutte le precauzioni – mascherine, guanti e un macchinario per sanificare l'aria dell'appartamento in cui riceve – dovremo cambiare il modo di lavorare, ma ci possiamo convivere”.

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