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Coronavirus, l'Odissea di una mamma trentina bloccata dagli austriaci al Brennero. ''Dovevo recuperare mia figlia, mi sono sentita umiliata"

La vicenda di una madre fassana, andata al Brennero con dei documenti dell'ambasciata per recuperare la figlia arrivata da Berlino (dove frequenta il quarto anno) all'aeroporto di Innsbruck e fermata al confine dalle forze di polizia austriache, pare svelare una realtà più diffusa. Nessun corridoio è stato infatti organizzato per far rientrare i giovani italiani dall'estero, mentre le autorità di Vienna fanno muro nei confronti degli italiani

Di Davide Leveghi - 16 marzo 2020 - 19:20

TRENTO. “Questo è il rimpatrio riservatoci dai nostri 'amici' europei, dai nostri vicini”. Protesta così Gioia, operatrice sanitaria fassana in Alto Adige e madre di una ragazza impegnata nel quarto anno all'estero in Germania. Il ritorno della figlia da Berlino, infatti, si è trasformato in un incubo allorquando munita di documenti dell'ambasciata si è recata al Brennero nel tentativo di raggiungere l'aeroporto di Innsbruck, dove era atteso l'arrivo dell'aereo dalla capitale tedesca (ogni volo per l'Italia è stato sospeso).

 

Giunta al passo che divide Italia ed Austria, però, la brutta sorpresa: le autorità austriache fermamente decise a non farla passare. Lei e altre famiglie di ragazzi all'estero e ritornati a casa mentre i Paesi europei si accingono a seguire l'Italia nelle misure adottate per contenere la diffusione del virus, fermi al di qua della frontiera. Non si passa.

 

Lavorando in Alto Adige so il tedesco e ho spiegato loro la situazione – spiega – eppure non c'è stato verso. Dall'Italia passavano austriaci, germanici, polacchi, tutti senza controlli, ma gli italiani no. Fossi stata lombarda, proveniente da un territorio di un focolaio, avrei potuto capire, ma io sono della Val di Fassa, lavoro in ospedale in Alto Adige, e sarei dovuta semplicemente passare per recuperare mia figlia. Non c'è stato modo di discutere, gli italiani non passavano”.

 

I ragazzi atterrati all'aeroporto di Innsbruck, dunque, hanno dovuto passare il confine a piedi. “Avessero creato un corridoio per gli italiani all'estero – continua – invece no. È assurdo perché nessuno vuole fermarsi in Austria, lì ci sono più casi che in Alto Adige. Da madre e da europea posso solo dire che è stato umiliantissimo”.

 

Respinta alla frontiera dalla polizia austriaca, Gioia, come altre famiglie, ha dovuto attendere qualche ora prima di poter riabbracciare la figlia. Dall'unità di crisi della Farnesina, infatti, non risultava possibile mettersi in contatto. Fortunatamente un'amica di famiglia che vive lì l'ha accompagnata fino al lato austriaco del Brennero, da cui a piedi, come detto, ha dovuto attraversare fino al lato sudtirolese.

 

Coinvolta in questa brutta vicenda, ha deciso di raccontarla per testimoniare l'atteggiamento della autorità austriache e la difficile situazione delle famiglie con figli in giro per l'Europa. Studenti che, desiderosi di tornarsene a casa a passare questo periodo fuori dall'ordinario e indeterminato, si vedono mettere i bastoni tra le ruote, complicando un ritorno già abbastanza penoso.

 

“Da madre e da operatrice sanitaria – conclude – posso solo dire di essermi sentita umiliata. Ho proposto pure loro di farmi la misura della temperatura sul posto, ma niente. Non ho mai pensato che tra Stati per così dire amici potesse accadere qualcosa del genere”.

 

La situazione ai valichi di confine tra Italia e Austria è in questo momento in via di definizione per quanto riguarda le merci. Da qui le lunghe code di camion, con gli autisti costretti a sottoporsi al test della temperatura. Per i mezzi leggeri, invece, le persone provenienti dall'Italia possono entrare nel Paese a sola condizioni di possedere un certificato medico non emesso oltre a 4 giorni prima che attesti la negatività al virus – condizione, tra l'altro, molto rara.

 

Il traffico aereo, di contro, è stato sospeso, mentre ai treni passeggeri è consentito solo il transito senza fermate in territorio austriaco. Le persone provenienti dall'Italia che hanno residenza principale o secondaria o dimora abituale in Austria possono invece rientrare, in quanto considerati al pari di cittadini austriaci, a patto che rispettino un autoisolamento di 14 giorni.

 

Chi dovesse raggiungere la Germania dall'Alto Adige è autorizzato a passare il territorio austriaco senza pause e in assenza del suddetto certificato. Frontalieri e personale diplomatico, infine, sono esenti dalle suddette restrizioni.

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