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Dall'educatore di quartiere a quello aziendale, family manager e scuole aperte, Consolida presenta alla Pat un documento per un'estate sicura per bambini e ragazzi

L'idea è quello di creare anche un marchio "Estate sicura". La vicepresidente di Consolida, Francesca Gennai: "Bambini e ragazzi sono stati invisibili in questa emergenza, ma è il vero banco di prova di questa pandemia. In questo modo si può preparare la strada al rientro nelle scuole con consapevolezza e esperienza"

Di L.A. - 08 maggio 2020 - 12:49

TRENTO. Parchi pubblici dedicati e scuole aperte, family manager e educatore di quartiere, educatore aziendale e buoni di servizio ma anche un marchio "estate sicura". Queste alcune proposte messe sul tavolo dalle cooperative sociali che gravitano nel consorzio Consolida per la gestione di servizi educativi per la fascia di età 0-16 anni.

 

Le realtà aderenti a Consolida, forti di 7 mila minori seguiti nell'estate del 2019 e un dato che triplica se si considerano le attività portate avanti nel corso di un interno anno, hanno inviato agli assessori Stefania Segnana e Mirko Bisesti un documento che riporta possibili modalità di gestione delle attività estive ai tempi dell'emergenza coronavirus. Una serie di proposte trasmesse anche a Luciano Malfer, direttore dell'Agenzia per le famiglie.

 

"I bambini e i ragazzi, invisibili nella fase dell’emergenza, sono in realtà il vero banco di prova di questa pandemia – commenta Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio - il modo in cui affronteremo i loro bisogni riveleranno che comunità siamo e, soprattutto, saremo; le decisioni politiche che saranno adottate nei loro confronti mostreranno l’autentico riconoscimento dei diritti fondamentali (educazione, lavoro, salute), la gerarchia tra gli aventi diritto (uomini, donne e bambini) e creeranno l’infrastruttura della società che verrà".

 

Gli obiettivi del documento elaborato dalla cooperazione sociale, che analizzano anche studi e esperienze di altri territori, sono quelli di garantire il diritto alla socialità e educazione dei bambini e dei ragazzi tutelando la loro salute, quella delle famiglie e degli operatori; rispondere alle esigenze di conciliazione dei loro genitori.

 

"Le nostre proposte - prosegue la vicepresidente - nascono dalla consapevolezza che a bisogni individuali occorre dare risposte collettive se non si vuole consegnare alle nuove generazioni una società individualistica". A questo si aggiunge la necessità di rafforzare nei bambini e ragazzi nuove competenze interpersonali (relazionali e spaziali) e sensibilizzarli rispetto all’importanza della prevenzione per prepararli al rientro a scuola in sicurezza.

 

Le attività estive permettono inoltre di monitorare su vasta scala il benessere psico-fisico dei minori e intervenire con proposte educative in grado di contrastare l’ampliamento della forbice della disuguaglianza sociale.

 

"Il documento è un punto di partenza per la predisposizione di protocolli specifici con i soggetti competenti - aggiunge Gennai - protocolli mutabili con le conoscenze che si acquisiranno nel tempo rispetto alla situazione epidemiologica. Tutto è inoltre subordinato alla definizione da parte della Provincia dei criteri dell’accreditamento per i buoni di servizio e dei protocolli di sicurezza con il supporto dell’azienda sanitaria. Serviranno importanti risorse aggiuntive, a quelle pubbliche e familiari dovranno sommarsi quelle private profit e non profit, quelle donative degli enti filantropi e delle comunità".

 

Le modalità indicate nel documento sono diversificate ma tutte pensate per piccoli gruppi con un rapporto numerico bambino – educatore che varia da 1 a 5 fino 1 a 7 a seconda degli spazi e dell’età.

 

Parchi pubblici dedicati e scuole aperte. Mappatura di spazi pubblici o privati (aree verdi, castelli e così via) per la realizzazione di attività fruibili gratuitamente dai bambini (azioni di prevenzione e contrasto alle povertà educative). Viene garantita la presenza di un educatore che propone attività di animazione dove anche mantenere la distanza diventa un gioco, e culturali come pittura e disegno all’aperto con la presenza di artisti.

 

Usare le scuole dell’infanzia e primaria consente di preparare i bambini al rientro a settembre (acquisizione competenze sulla prevenzione) e di recuperare i processi di apprendimento per quei bambini che hanno avuto difficoltà nel periodo della didattica a distanza.

 

Family manager e educatore di quartiere. Sostenere le famiglie nel costituirsi in micro –comunità (in base alla prossimità fisica o su rete amicale) per seguire piccoli gruppi di bambini o ragazzi, sotto la regia di un educatore che aiuti a farlo in maniera sicura.

 

Educatore aziendale. Nuova figura che, negli spazi messi a disposizione dalle aziende nella propria sede o limitrofi, segue i bambini dei dipendenti per il tempo necessario alla loro permanenza al lavoro.

 

Buoni di servizio. Per le attività estive a co-finanziamento delle famiglie si propone una rivisitazione in via straordinaria dei requisiti che, oltre il parametro bambino-educatore e gli spazi, riguardano ad esempio il triage all’ingresso, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale i principi di sanificazione e igienizzazione

 

Marchio estate sicura”. Da assegnare alle organizzazioni che rispettano i protocolli specifici definiti dalla Provincia per riconoscere l’aderenza delle offerte per i bambini a protocolli sanitari e rassicurare la famiglia rispetto alla tutela della salute dei propri figli.

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