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Lego contro gli stereotipi di genere: via le etichette ''da bambino'' o ''da bambina''. Il 71% dei maschi si vergognava a usare ''giocattoli per ragazze''

Lego ha commissionato uno sondaggio globale sui suoi prodotti ed è emerso che i giochi contribuiscono a mantenere intatta un'asimmetria tra maschi e femmine

Pubblicato il - 11 October 2021 - 19:15

LONDRA. Il 71% dei ragazzi intervistati ha confessato di temere di essere preso in giro se avessero giocato con quelli che la confezione definisce ''giocattoli per ragazze''. Una paura condivisa dai loro genitori che, anzi, sono risultati essere ancor più preoccupati dei loro figli per questa ragione. Il risultato? La Lego, dopo aver condotto un sondaggio globale sui suoi ''mattoncini'' e sui suoi personaggi, ha deciso di eliminare dai suoi giocattoli gli "stereotipi di genere", togliendo le etichette che indicano se un gioco è per bambino o per bambina.

 

La notizia la riporta il ''Guardian'' che riferisce dello studio condotto per il colosso danese dal Geena Davis Institute on Gender in Media. L'ente di ricerca spiega che "questi dati sottolineano quanto siano radicati i pregiudizi di genere in tutto il mondo" e mostra come esista un'asimmetria tra maschie e femmine anche nei giochi perché per una ragazza fare un gioco da maschio non è mal visto tanto quanto il contrario. 

 

"Ma è anche che i comportamenti associati agli uomini sono ritenuti più importanti nella società", ha detto Madeline Di Nonno, amministratrice delegata del Geena Davis Institute al Guardian. "Finché le società non riconoscono che i comportamenti e le attività tipicamente associati alle donne sono altrettanto preziosi o importanti di quelli dei maschi, i genitori e i bambini saranno titubanti ad abbracciarli".

 

La campagna Let Toys Be Toys è stata lanciata nel 2012 nel Regno Unito per fare pressione sulle case di produzioni di giocattoli per bambini per cambiare strategie di marketing e includere entrambi i generi, in modo che nessun ragazzo o ragazza pensi di giocare con "il giocattolo sbagliato". Ma i progressi restano lenti. ''Un rapporto del 2020 della Fawcett Society - riporta il quotidiano inglese - ha mostrato come la "pigra stereotipizzazione" e la classificazione dei giocattoli per genere stia alimentando una gap di cultura tra i giovani limitando le scelte di carriera percepite''.

 

Julia Goldin, chief product and marketing officer del gruppo Lego ha concluso spiegando al Guardina che ''Lego non etichetterà più nessuno dei suoi prodotti "per ragazze" o "per ragazzi". Su Lego.com i consumatori non potranno cercare i prodotti per genere. Stiamo tarando tutto su ragazzi e ragazze, e includendo più modelli di ruolo femminili". Un esempio? La campagna Rebuild the World di Lego che si concentra sulle ragazze ribaltando preconcetti e azzerando gli stereotipi.

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