Comprare biciclette diventa difficile. I negozianti: "Ritardi nelle consegne fino a 8 mesi. Con i bonus i fornitori non sono riusciti a soddisfare le tante richieste"
Nonostante i bonus e i continui incentivi per comprare una bicicletta, sembra essere difficile riuscire a trovarne in negozio. Gli esercenti confermano: "Ritardi nelle forniture, soprattutto dopo l'arrivo della pandemia e dei lockdown che hanno rallentato la produzione. Mancano pezzi e molti modelli di bicilette non vengono tenuti in negozio"

TRENTO. Cercare una bicicletta sembra essere diventata un'impresa difficile negli ultimi tempi. Chiedere una bici da città prevede ormai tempi lunghi di attesa se la si ordina in negozio, dove ormai non si tengono più tutti nemmeno tutti i modelli. Nonostante siano tanti i bonus e gli incentivi per comprarne una, il paradosso è che ai negozi mancano pezzi e rifornimenti, oltre al problema aggiunto del caro energia e alla scarsità di materie prime che sta mettendo in difficoltà anche questo settore.
“Certi tipi di biciclette se ordinate adesso possono arrivare addirittura nel 2023 – racconta Sergio Baldo di Baldo Cicli – in generale si parla di ritardi anche di sei mesi per ogni pezzo, che a volte nemmeno arriva”. Questo problema “noi lo abbiamo riscontrato dall’anno scorso – prosegue – soprattutto dall’inizio pandemia, anche a causa dalla grossa richiesta che c'è stata del bonus bici”.
Anche Moser Cicli conferma calo delle forniture da metà dello scorso anno, “soprattutto per la grande richiesta che abbiamo avuto”, spiegano Michele e Daniela Casatta. “Un grande problema – proseguono – è stato l'aumento di prezzo del listino, che nel 2021 accadeva ogni due mesi circa. Per questo abbiamo deciso di rallentare con gli ordini”. Anche per loro, “tempi di attesa molto lunghi, fino a otto mesi, dalle biciclette ai singoli pezzi. A volte ordini completamente cancellati per mancanza di alcuni modelli di bici”.
Secondo Moser Cicli, “il bonus bici è stato un grande incentivo, ma ci sarebbero volute finestre temporali più ampie. I fornitori non riuscivano a stare dietro alle continue richieste, oltre al fatto che siamo stati colpiti, come tanti altri settori dall’aumento dell'energia e dal caro carburante”. Ora, affermano, “ci occupiamo di uno stoccaggio più piccolo rispetto a prima per mantenere salva l’attività a livello finanziario. Ci siamo lanciati per esempio sul mercato delle biciclette usate”.
Sono anni difficili non soltanto per chi vende ma anche per chi ripara biciclette: “Per noi che facciamo riparazioni è da quattro anni che facciamo fatica – spiega Mario Conta di Cicli Conta – ora ci troviamo a comprare spesso su internet, i fornitori hanno problemi nelle consegne. E poi c’è un aumento dei prezzi continuo che disincentiva le persone, dovuto all’incremento del costo dell’energia e del petrolio”. In aggiunta i diversi lockdown che hanno scandito il tempo in pandemia “hanno rallentato di molto la produzione”.














