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| 05 set 2022 | 16:41

''Dall'ordine segreto pseudo-massonico Rosa-croce ai riti negromantici in Canada, ecco perché Bergoglio ha posizioni anticristiche'': lettera di Andrea Cionci

Lettera del blogger di Libero, scrittore e giornalista Andrea Cionci di risposta al nostro Ricardo Petroni. L'autore di ''Codice Ratzinger'' spiega la sua posizione in maniera chiara ed esaustiva cercando di chiarire perché la 'nostra' non sarebbe corretta

MILANO. Ratzinger o Bergoglio, papa emerito o papa vero, anticristo o posizioni anticristiche, rituali o negromanzia. Il dibattito è aperto e il giornalista e scrittore Andrea Cionci, che sulle pagine di Libero espone le sue tesi e le sue posizioni, oggi replica alle analisi del nostro Riccardo Petroni che in più occasioni ha cercato di dimostrare come di misteri dietro alla figura di Papa Francesco ce ne siano ben pochi e che gli attacchi alla sua figura soprattutto di un mondo ultracattolico e conservatore di destra siano strumentali e piuttosto fantasiosi. Cionci, però, non è, ovviamente, di questo parere e con questa lettera che pubblichiamo integralmente espone il suo pensiero in maniera completa ed esaustiva

 

Qui i pezzi di Petroni per completezza di analisi

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Egr. Direttore,

innanzitutto un doveroso chapeau perché il Suo giornale è stato l’unico a osare prendere di petto la “Magna Quaestio” sui due papi che ho indagato per due anni in oltre 250 articoli pubblicati su Libero, Byoblu e RomaIT, riassumendo l’inchiesta nel volume “Codice Ratzinger”, oggi tra i primi dieci saggi bestseller italiani.

 

Ciò che ho dimostrato in modo enciclopedico e ridondante nel libro è che papa Benedetto XVI costretto a togliersi di mezzo dai poteri globalisti e dalla fronda ecclesiastica modernista che sosteneva Bergoglio, nel 2013 non ha affatto abdicato, ma ha “messo alla prova” i suoi nemici con una dichiarazione in cui, rinunciando all’esercizio del potere, si ritirava in sede impedita, (canoni 335 e 412) https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/28344881/declaratio-papa-ratzinger-non-rinuncia-ma-sede-impedita-sei-latinisti-traducono-parola-chiave-vacet-non-sede-vacante-ma-sede.html uno status giuridico dove il papa è prigioniero e impossibilitato a comunicare liberamente. Così, egli è rimasto il papa a tutti gli effetti, benché contemplativo e privato della facoltà di governare, e i suoi nemici, accecati dalla brama di potere, arraffando il primo atto che parlasse di “rinuncia”, si sono scismati e annullati da soli convocando un conclave nullo a papa né morto, né abdicatario.

 

Si svela così il mistero del doppio papato: “una sorta di ministero allargato” fra due papi, sì, ma uno legittimo-contemplativo (Benedetto XVI) e l’altro illegittimo-attivo (Bergoglio). Per distinguersi dall’antipapa, Benedetto è, dunque, l’”emerito”, non “il papa in pensione” (giuridicamente impossibile e, infatti, inesistente), ma “colui che ha meritato”, che “ha diritto” di essere papa, dal verbo emereo.

 

Chi lo dice? Intanto, una ventina di specialisti, teologi, canonisti, giuristi e latinisti che hanno tradotto correttamente la Declaratio dal latino, dove il verbo vacet non sta per “sede vacante”, bensì per “sede vuota”; ma soprattutto è lo stesso papa Benedetto che lo spiega con un linguaggio estremamente preciso, ma sottilmente logico, dovuto al fatto che, essendo giuridicamente in prigionia, non può parlare liberamente. E’ quello che ho chiamato “Codice Ratzinger”, uno stile comunicativo che ricalca in modo totale quello di Gesù coi suoi nemici ed è destinato a chi “ha orecchie per intendere”. Faccio notare che il Santo Padre Benedetto XVI non mi ha smentito né prima, né dopo la pubblicazione del libro (che gli è stato inviato mesi fa) e anzi, mi ha fornito l’unica risposta che poteva mandarmi dalla sua sede impedita, corredato del suo stemma da papa regnante. https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/29655685/papa-benedetto-risponde-lettera-papa-regnante-sede-impedita.html

 

Ora, come intuisce, si tratta di una questione di inaudita, millenaria gravità, semplice nelle conclusioni ma estremamente complessa e sofisticata nell’attuazione. Certo non metterei a repentaglio la mia reputazione professionale con simili affermazioni senza un lavoro di documentazione preciso e rigoroso, svolto con un pool di specialisti, che mi è stato unanimemente riconosciuto da decine di intellettuali, giuristi e docenti di rango universitario. https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/32338651/benedetto-xvi-testimoni-codice-ratzinger-non-e-papa.html. Peraltro ciò che affermo è stato già in parte riconosciuto da tre vescovi e da una serie di sacerdoti che si sono fatti perfino scomunicare per testimoniare questa realtà. https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/22796627/papa-francesco-bergoglio-ratzinger-lenga-gracida-negri-bernasconi-dornelles-eresia-danneels-vescovi-teologi.html

 

Questo non significa che io non accetti contestazioni, anzi, ben vengano, tuttavia queste devono essere all’altezza del dibattito. Fino ad oggi – e vengo alla mia critica - sul Suo giornale, la mia inchiesta ha subito attacchi dal dott. Riccardo Petroni vostro collaboratore, con argomentazioni tuttavia insufficienti, dialetticamente scorrette quando non esplicitamente diffamatorie. Per esempio, il Petroni ha brandito come prova del fatto che Benedetto XVI avesse abdicato, il fatto che in una lettera dalla Segreteria di Stato da lui ricevuta, vi fosse scritto “il papa emerito La ringrazia”. https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/28088442/su-il-dolomiti-riccardo-petrone-scrittore-produce-prova-inedita-pro-bergoglio-ma-e-un-autogol.html A questo punto, mutatis mutandis, si potrebbe fotografare il biglietto da visita di Bergoglio, con la dicitura “papa Francesco”, in modo da essere sicuri della sua legittimità.

 

Venendo agli articoli dialetticamente scorretti, devo citare la questione da me documentata circa la croce pettorale di Bergoglio. Nel mio articolo su Libero, https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/32225050/aleteia-mistifica-sulla-croce-di-bergoglio-ma-il-sedicente-papa-francesco-indossa-un-simbolo-anticristico-punto-.html per primo prendevo le distanze da alcune osservazioni inutili che erano state fatte sulla colomba a testa in giù, i presunti piedi rivolti al contrario e i capri al posto delle pecore che avrebbero dovuto essere simboli massonici: tutte sciocchezze, completamente opinabili. Ciò che non è opinabile, scrivevo, è che il Buon Pastore porta le braccia incrociate, posizione univocamente attribuita a quella del Buon Pastore dei Rosa+croce, ordine segreto pseudo-massonico del tutto incompatibile col Cattolicesimo. Petroni ha cercato strumentalmente di inserire la mia osservazione nel mucchio di quelle altre inutili, un’operazione che si è appuntata esplicitamente sul sottoscritto in uno scorrettissimo articolo di Gelsomino Del Guercio su Aleteia. Tipico metodo bergogliano: mettere in bocca all’avversario cose che lui non ha mai affermato per poi stroncarle facilmente.

 

Da ultimo, per venire alle affermazioni diffamatorie, il Petroni ha scritto un recente articolo dove mi ha definito “ultracattolico”, ma tutti sanno che la mia inchiesta sul Codice Ratzinger parte da un approccio laico, tanto che molti lettori si chiedono se io sia ateo o cattolico, un’incertezza che mi gratifica molto in quanto certifica l’obiettività dell’indagine. Ciò che è più grave, tuttavia, è che il Petroni mi ha attribuito (prima della modifica richiesta) di aver dato dell’Anticristo a Bergoglio, cosa che io non ho mai fatto sia perché mi tengo alla larga da toni millenaristi e/o confessionali; sia perché sarebbe anche scorretta una simile interpretazione in quanto Bergoglio potrebbe essere, in ottica di fede, il falso Profeta, l’autorità religiosa che supporta l’Anticristo, che viene individuato tradizionalmente come un laico.

 

Ciò che ho scritto, e che rivendico in piena consapevolezza, è che molte posizioni di Bergoglio, o da lui difese o caldeggiate, sono anticristiche in quanto – come afferma San Giovanni - mirano a disconoscere Gesù Cristo come Figlio di Dio.

 

1Giovanni 2:22: “L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio”. 4:3: ”Ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo”.

 

Ho anche documentato come la personale religione di Bergoglio, il “Bergogliesimo” si stia insinuando subdolamente nel messale romano, senza alcuna smentita https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/31337061/codice-bergoglio-come-il-falso-papa-francesco-sta-rovesciando-la-fede-cattolica-nel-nuovo-messale.html .

Infatti, i Rosa+croce non riconoscono Gesù come Figlio di Dio, quindi hanno una posizione anticristica, e chi ritiene Bergoglio papa segue un pontefice romano con un simbolo anticristico al collo. E questo nessuno è riuscito a metterlo in discussione.

 

Del resto, lo stesso Petroni ha posizioni anticristiche in quanto ha compiuto studi ponderosi per affermare che Gesù non era Figlio di Dio: non mi stupisce affatto che lui sia tra i pochi difensori della legittimità di Bergoglio. Petroni può pensarla come vuole, ovviamente, ma Bergoglio no, se afferma di essere il papa. Nel suo ultimo articolo, per giustificare Bergoglio, Petroni cita incontri di papa Giovanni Paolo II con popolazioni di altre religioni, soprattutto islamica con cui papa Wojtyla aveva provato a frenare le spinte fondamentaliste dell’Islam, che poi sarebbero ugualmente esplose negli anni Duemila. Chiamando a raccolta i capi religiosi del pianeta, Giovanni Paolo II ha dimostrato che le religioni possono e vogliono rispettarsi nella tolleranza reciproca. Il cosiddetto “spirito di Assisi” non ha nulla a che fare con il sincretismo religioso né con il relativismo dogmatico.

 

Non c’è stata alcuna liturgia idolatrica, almeno non in modo ufficiale, altra cosa rispetto alle derive dei circoli anarchici che hanno piazzato statue di Buddha sugli altari, a insaputa del Santo Padre, che se ne è poi profondamente rammaricato. A dirimere definitivamente le intenzioni di Giovanni Paolo II, il suo discorso: “Il fatto che noi siamo venuti qui non implica alcuna intenzione di ricercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede. Né significa che le religioni possono riconciliarsi sul piano di un comune impegno in un progetto terreno che le sorpasserebbe tutte. Né esso è una concessione a un relativismo nelle credenze religiose”.

 

In sintesi, un conto è mettersi un copricapo piumato in testa, o abbracciare e baciare il capo di un’altra religione e un altro conto è, come ha fatto Bergoglio in Canada, partecipare a un rito esplicitamente negromantico dove l’”officiante”, uno sciamano inuit, sventolando un’erba fumante, ha così invocato: “Chiedo alla nonna occidentale (Madre terra, anche detta Nonna ragno n.d.r.) di darci accesso al cerchio sacro degli spiriti in modo che possano essere con noi, così possiamo essere uniti e più forti insieme". A tutti i presenti è stato chiesto di mettere le mani sul cuore. Il video della celebrazione mostra che Bergoglio, così come i vescovi e i cardinali in prima fila, hanno eseguito puntualmente l’ordine cerimoniale pagano impartito loro, mostrando intensa partecipazione emotiva e spirituale. Tale invocazione dello sciamano, per la dottrina cattolica, è pura negromanzia, con l’invocazione di spiriti maligni.

 

La mia denuncia a due famosi esorcisti come padre Bamonte e padre Dermine ha sortito solo il loro imbarazzato silenzio. Se non fosse come da me sostenuto, avrebbero potuto facilmente giustificare il “papa”. https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/3269881...

 

Quindi, da parte mia ben vengano tutte le contestazioni, purché espresse da chi abbia un’adeguata preparazione in materia e conosca le regole dell’onesta dialettica. Per contestare la mia inchiesta si deve innanzitutto leggere il libro, poi cercare di smontare la questione canonica e poi tentare di dimostrare che le frasi di Benedetto XVI non illustrano la sede impedita. Buon lavoro a chiunque si voglia cimentare.

Grazie per la pubblicazione,

 

Andrea Cionci

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