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Profughi ucraini, "Le famiglie ospitanti siano convinte, senza farsi travolgere soltanto dall'emozione", l'appello della presidente di Rasom Shmits

Stefania Shmits, presidente dell’associazione cristiano - culturale degli ucraini in Trentino, spiega la collaborazione con Cinformi per sostenere sia le famiglie ospitanti trentine che quelle ucraine, invitando a registrarsi a Cinformi. Zanella e Ferrari presentano una mozione: "La Provincia sostenga le famiglie che ospitano. Senza la loro disponibilità il sistema di accoglienza non avrebbe retto"

Di Francesca Cristoforetti - 15 marzo 2022 - 15:48

TRENTO. “Le famiglie che ospitano devono essere convinte, senza farsi travolgere soltanto dall’emotività”. La presidente dell’associazione cristiano - culturale degli ucraini in Trentino “Rasom”, Stefania Shmits, lancia un appello importante ai trentini che in questo momento stanno ospitando delle persone provenienti dall’Ucraina, in fuga dal conflitto. “Prendere in carico una famiglia è un impegno – aggiunge la presidente – Ringraziamo tutti quelli si stanno spendendo, ma ricordiamo anche che una volta presa questa decisione potrebbe durare anche fino a un mese di tempo”.

 

La collaborazione tra Rasom e Cinformi è infatti fondamentale in questo momento. Attraverso il coordinamento del Cinformi del Dipartimento salute e politiche sociali, la Provincia di Trento, che sta contribuendo all’accoglienza di queste persone, opera in contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, la Protezione Civile trentina, il Commissariato del Governo, la Questura di Trento, il Comune di Trento, il Comune di Rovereto, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e il terzo settore.

 

L’associazione ricorda di essere sempre presente, insieme a Cinformi, a sostegno di tutte le famiglie ma ricorda che “chi ospita perciò deve essere convinto ad affrontare la barriera della lingua e anche qualche costo. Abbiamo a che fare con delle persone che si trovano in una situazione delicata, consideriamo anche che ci sono bambini che hanno bisogno di stabilità”.  

 

Alle famiglie ospitanti "ricordiamo di registrarsi – prosegue – in modo che Cinformi possa aiutarle per ricevere anche aiuti finanziari come per luce, gas ed eventuali bonus spesa”.

 

Cinformi inoltre si sta occupando anche dei tamponi per coloro che arrivano, “in modo che siano offerti gratuitamente per gli ucraini”. L’associazione Rasom annuncia anche che “prossimamente all’Hotel Oasi sarà possibile ritirare beni di prima necessità, dai vestiti agli alimentari, da donare ai profughi e alle famiglie da cui stanno alloggiando”.

 

A questo proposito si aggiungono anche le voci del consigliere Paolo Zanella di Futura e della consigliera Sara Ferrari del Partito Democratico, che hanno presentato una mozione perché la Provincia sostenga le famiglie che stanno accogliendo. “Senza la loro disponibilità - sostiene Zanella - il sistema di accoglienza non avrebbe retto, visto il depotenziamento che subito in questi anni di governo leghista. Oggi, però, quelle stesse famiglie rischiano di trovarsi in difficoltà nel confermare quella disponibilità ad accogliere sul medio lungo periodo, visto anche l'aumento del costo della vita e dell'energia”. 

 

Da questo l'appello alla Giunta per “provvedere subito al sostegno economico, anche attraverso voucher per beni e servizi, delle famiglie e a organizzare tramite Cinformi un progetto di accoglienza strutturato finalizzato ad accompagnare le famiglie nell'inserimento dei profughi nel nostro tessuto sociale. Investire un po' di risorse nel sostenere l'accoglienza diffusa in famiglia e per garantire che questa a un certo punto non venga meno, significa risparmiare nell'accoglienza istituzionale , che ha costi necessariamente più elevati, e garantire un'inclusione più capillare e incisiva di quella di grandi strutture”.

 

La vicepresidente di Rasom, Lyudmyla Bilous, gestisce e coordina anche le attività scolastiche, tra cui quella di ogni sabato all'oratorio della Chiesa di Sant’Antonio di Trento. “Ogni sabato per gli ucraini – racconta – organizziamo dei gruppi per bambini e ragazzi, che diventa poi anche un ritrovo anche per i genitori. Lo abbiamo sempre fatto perché nessuno di loro si senta solo, e perché almeno una volta alla settimana ci si possa ritrovare per parlare la propria lingua e sentirsi un po’ più a ‘casa’”.

 

Tanti però sono i nuovi arrivati che si stanno rivolgendo all’associazione e a cui saranno dedicate le prossime attività: “Adesso ancora di più – spiega la vicepresidente – ci stiamo organizzando per dividere i partecipanti alle attività in base alle età. Non ci sostituiamo alla scuola e nemmeno ai corsi di lingua italiana, ma volgiamo essere un sostegno, un punto di ritrovo per continuare a promuovere la cultura ucraina”.

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