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| 13 giu 2022 | 11:39

Ucraina, l’Università di Trento accoglie le prime studiose in fuga dalla guerra: “Le loro scuole distrutte dai bombardamenti”

La dottoranda Apukhtina arriva direttamente dall’Ucraina mentre la ricercatrice Yakusheva si era trasferita in Polonia dopo la distruzione dell’Università di Kharkiv. Unitn: “Altre studiose ucraine saranno a breve accolte in altre strutture accademiche dell’Ateneo”

Ucraina, l’Università di Trento accoglie le prime studiose in fuga dalla guerra: “Le loro scuole distrutte dai bombardamenti”
di Tiziano Grottolo

ROVERETO. Si chiamano Viktoriia Apukhtina e Yevheniia Yakusheva le due giovani studiose ucraine che hanno potuto beneficiare delle prime due borse di studio tra le dieci messe a disposizione dall’Università di Trento per quelle persone impossibilitate a proseguire gli studi nel loro paese per circostanze di guerra o per altre situazioni di rischio.

 

La dottoranda Apukhtina arriva direttamente dall’Ucraina mentre la ricercatrice Yakusheva si era trasferita in Polonia dopo la distruzione dell’Università di Kharkiv; ora, fino a settembre, le due studiose potranno proseguire al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive le attività di ricerca che avevano dovuto interrompere improvvisamente nel loro Paese a causa della guerra.

 

“Le due studiose – spiega Ester Gallo, delegata del rettore per la solidarietà accademica e internazionale e responsabile del progetto – avevano mandato il loro curriculum e, a seguito di colloqui preliminari con il Dipartimento, sono state accolte all’Università di Trento. Altre studiose ucraine saranno a breve accolte in altre strutture accademiche dell’Ateneo”.


Infatti i Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, in aggiunta alle iniziative già promosse con il progetto Sar-Scholars at Risk, si era subito attivato per sostenere gli studiosi ucraini, russi e bielorussi in fuga dalla guerra. A consegnare la borsa e a dare loro il benvenuto è stato il direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, Jeroen Vaes, assieme al team della struttura che aderisce al progetto. Il conferimento è stato possibile grazie a una raccolta fondi all’interno del dipartimento e a un co-finanziamento dell’Ateneo e della fondazione Caritro.

 

Siamo contenti dalla risposta positiva dei dipartimenti del territorio – conclude Gallo – stiamo promuovendo la campagna di fundraising ‘UniTrento per l’Afghanistan e l’Ucraina’ al fine di rendere sostenibile l’accoglienza e l’inclusione scientifica per altri studiosi e altre studiose, anche in considerazione delle numerose richieste di solidarietà ricevute”.

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