Carenza di stagionali e c'è chi punta sugli universitari: "Vengono da anni e ormai sono specializzati". E nei periodi di picco: "Ci scambiamo i lavoratori"
C'è carenza di stagionali e le imprese si organizzano per la stagione del raccolto. L'esperienza di Pravis, azienda operativa da oltre 40 anni e da due generazioni in valle dei Laghi

MADRUZZO. Gli studenti universitari in soccorso della vendemmia, più qualche addetto dall'estero e la stretta cooperazione tra aziende agricole. Questa la ricetta di Pravis in valle dei Laghi per far fronte alle difficoltà che attanaglia il comparto sul fronte reperimento stagionali.
I nodi, per agricoltura e turismo, sono ormai quasi strutturali: carenza di stagionali e di alloggi (Qui articolo). Il decreto flussi, recentemente ampliato dal governo, non basta per rispondere alle necessità nei campi. E poi, spesso, bisogna trovare una casa o un appartamento per i lavoratori. Missione non facile per i costi e per l'allungamento della stagione turistica con molti proprietari di immobili che ritengono più conveniente e remunerativo rivolgersi al mercato dell'ospitalità. Ci sono alcune idee e proposte anche di Asat (Qui articolo).
Alcune zone e aziende soffrono di più e altre di meno, tutte sono in fase organizzativa in vista dell'autunno. A muoversi, con relativa tranquillità, c'è l'esperienza di Pravis a Lasino, realtà che da oltre 40 anni e da due generazioni coltiva a vite la terra in valle dei Laghi. Un'azienda legata alle tradizioni del passato ma aperta all'innovazione con l'utilizzo di macchinari all'avanguardia. L'impresa che deve il suo nome a un antico toponimo agricolo e impegnata anche nella produzione di varietà resistenti Piwi a impatto zero guarda con fiducia alla vendemmia.
"Noi siamo abbastanza fortunati - queste le parole di Giulia Pedrini, titolare con la sorella Erika di Pravis - da qualche anno abbiamo alcuni ragazzi universitari che ci aiutano nel periodo della vendemmia: questa continuità ci permette di considerarli ormai specializzati e formati". Ci si rivolge anche agli stagionali dall'estero ma "anche in questo caso siamo riusciti a fidelizzare i lavoratori e quindi non abbiamo particolari criticità per quanto riguarda i campi".
Insomma, la stagione è già stata pianificata, poi ci si attrezza per i periodi di picco. "C'è collaborazione tra colleghi e ci organizziamo per 'scambiare' la manodopera e sopperire alle esigenze nelle diverse fasi di raccolta per evitare difficoltà o riuscire a portare tutti a termine la vendemmia nel miglior modo possibile", conclude Perini.














