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Trento
10 febbraio | 18:08

Portare caprette nei boschi da 'sacrificare' ai lupi per tenerli lontani dai paesi, ecco la (bizzarra) 'proposta' dell'allevatore Roncher: "Così si ridurrebbero le predazioni"

Per contrastare il fenomeno 'predazioni', secondo Mario Roncher sarebbe necessario "portare in prossimità di boschi o in quota animali come le capre o pecore, che si riproducono facilmente e che potrebbero soddisfare le esigenze dei lupi. Così, questi ultimi non si spingerebbero più a valle". Ecco i dettagli

Portare caprette nei boschi da 'sacrificare' ai lupi per tenerli lontani dai paesi

TRENTO. "Per tenere lontani i lupi dai centri abitati è necessario che questi abbiano la possibilità di procacciarsi del cibo altrove". Esordisce così, Mario Roncher, allevatore di cavalli a Cavedine e titolare del ranch "Cavalcailvento", che lancia una proposta alquanto bizzarra (e, va detto, contraria ad ogni studio e principio di gestione della fauna selvatica): "Ci penso già da un po': credo sarebbe necessario intervenire facendo sì che ai grandi carnivori il cibo non manchi, ad esempio facendo pascolare delle caprette in prossimità dei boschi, proprio per soddisfare le esigenze dei lupi". 

 

Di predazioni e di grandi carnivori che si avvicinano ai paesi se ne parla da un po' (e non sempre facendo giusta informazione). Per Roncher, che vive e alleva i suoi cavalli americani in Valle Laghi, il motivo è uno: "Di caprioli non ce ne sono abbastanza. Per questo - prosegue nella sua riflessione - i lupi si portano sempre più spesso vicino ai centri abitati predando animali da cortile o da allevamento". 

 

Per contrastare il fenomeno, secondo Mario sarebbe necessario "portare in prossimità di boschi o in quota animali come le capre o pecore, che si riproducono facilmente e che potrebbero soddisfare le esigenze dei lupi - spiega -. Così, questi ultimi non si spingerebbero più a valle. Peraltro, trovo che le caprette siano anche animali belli da vedere e utili: basti pensare allo straordinario lavoro di pulizia degli argini dei fiumi che sono in grado di fare. Costituirebbero, quindi, un apporto positivo sotto diversi punti di vista - conclude -. Non sta ovviamente a me decidere: la mia è solo una proposta che credo potrebbe funzionare". 

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