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Belluno
12 maggio | 17:20

Declassamento del lupo: Corazzari parla già di abbattimenti, Zanoni: "Deriva semplicistica e antiscientifica: si pensi alla prevenzione"

Il consigliere regionale di Europa Verde Andrea Zanoni risponde all'assessore Cristiano Corazzari (Lega) sul declassamento dei lupi e sull'ipotesi abbattimento: "La rimozione non risolve i problemi, li aggrava. Il declassamento rappresenta infatti un pericoloso passo indietro nelle politiche di conservazione e un trionfo della demagogia sulle evidenze scientifiche: in Europa solo 0,065% del bestiame vittima di predazione"

BELLUNO. "Abbattere i lupi non risolve i problemi, li aggrava. Com’è gravissimo anche il progetto per consentire ai cacciatori l’accesso con fuoristrada ai sentieri montani". Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Veneto di Europa Verde, interviene sulla recente decisione europea e sulle inquietanti dichiarazioni dell’assessore regionale alla caccia Corazzari. "Il declassamento del lupo da ‘specie strettamente protetta’ a ‘specie protetta’, approvato dal Parlamento europeo con i voti favorevoli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, rappresenta infatti un pericoloso passo indietro nelle politiche di conservazione e un trionfo della demagogia sulle evidenze scientifiche".

 

Dopo le recenti dichiarazioni di Silvia Calligaro, vicepresidente della provincia di Belluno, la quale ha accolto il via libera al declassamento della specie come una “bellissima notizia” contro un problema, quello del lupo, che minaccerebbe addirittura la stessa “sopravvivenza delle genti di montagna”, anche Cristiano Corazzari, assessore della Regione in quota Lega, dice ovviamente la sua - senza supporto di dati scientifici concreti. “È allarmante che Corazzari – commenta Zanoni – parli già di abbattimenti dei lupi che si avvicinanoai centri abitati, oltre che a malghe e allevamenti’, rivelando una visione semplicistica e anacronistica della gestione faunistica. Questo approccio non solo ignora le evidenze scientifiche, ma propone soluzioni che hanno dimostrato di non funzionare e che, al contrario, rischiano di aggravare i problemi esistenti".

 

La scienza "ha ampiamente dimostrato che l’abbattimento dei lupi non riduce sul medio-lungo termine le predazioni, ma può addirittura incrementare danni e conflitti destabilizzando la struttura sociale dei branchi", aggiunge Zanoni. "I dati parlano chiaro: solo lo 0,065% del bestiame allevato in Europa è vittima di predazione da parte del lupo ogni anno. Il problema non è dunque la presenza del lupo, ma la mancata adozione di misure preventive adeguate. Recinzioni elettrificate, cani da guardiania, ricoveri notturni per il bestiame sono soluzioni concrete che, quando implementate correttamente, riducono drasticamente le predazioni. Eppure, invece di investire seriamente su queste misure, si preferisce la via più facile e populista: declassare e abbattere”.

 

Il consigliere torna anche sulla proposta di legge di modifica alla viabilità silvo-pastorale, che consentirebbe a 28.500 fuoristrada dei cacciatori di invadere i sentieri di montagna, regalando a una ristretta minoranza un privilegio per uccidere più animali anche dove è più faticoso farlo. Compreso il lupo. “È preoccupante anche questo progetto di legge. Una misura che, oltre a danneggiare gravemente l’ecosistema montano, appare chiaramente funzionale all’attuazione di piani di abbattimento che ora, oltre a cinghiali e volpi, avranno come obiettivo anche i lupi. Si tratta di un attacco concertato alla biodiversità delle montagne. Il vero problema è che il Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo è bloccato da anni e molte regioni hanno dimostrato gravi carenze nel monitoraggio della specie. Come si può pretendere di gestire efficacemente una specie senza conoscerne adeguatamente distribuzione, dinamiche e impatti reali?".

 

Europa Verde "si opporrà con tutti gli strumenti a disposizione a questa deriva antiscientifica e antiambientalista. Chiediamo dunque alla Giunta regionale di abbandonare l’approccio ideologico alla gestione del lupo e investire seriamente nella prevenzione, nell’educazione e nel monitoraggio scientifico”, conclude Zanoni.

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