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Belluno
06 maggio | 22:20

Senato, ok alla risoluzione per il declassamento del lupo. Calligaro: "Una bellissima notizia: garantire la sopravvivenza delle genti di montagna"

Via libera in Commissione agricoltura del Senato alla risoluzione sulla direttiva dell’Unione europea che favorisce il declassamento dello status del lupo. E puntuale arriva anche la soddisfazione di Silvia Calligaro, vicepresidente della provincia di Belluno e presidente provinciale di Fratelli d'Italia, da sempre in prima linea contro i lupi. Continuano però a mancare parole altrettanto risolutive sulla prevenzione

BELLUNO. Via libera in Commissione agricoltura del Senato alla risoluzione sulla direttiva dell’Unione europea che favorisce il declassamento del lupo. Arriva puntuale anche la soddisfazione di Silvia Calligaro, vicepresidente della provincia di Belluno e presidente provinciale di Fratelli d'Italia, da sempre in prima linea contro i lupi. Un problema che, a quanto pare, mette a rischio addirittura “la sopravvivenza delle genti di montagna”.

 

La risoluzione è stata presentata dal senatore Luca De Carlo, che ha prontamente dichiarato come le Regioni debbano ora superare la “timidezza” con cui avrebbero finora gestito il “problema-lupo”. La volontà è di accelerare l’iter di modifica della direttiva Habitat, che appunto protegge la specie vietandone la cattura e l’uccisione deliberata in natura.

 

“Il voto arrivato dalla Nona commissione in Senato sulla risoluzione in merito alla riduzione dello status di protezione del lupo proposta dal senatore De Carlo è una bellissima notizia per il territorio bellunese. Diventa sempre più necessario agire con urgenza per garantire la sopravvivenza delle genti di montagna” commenta Calligaro, che recentemente ha chiesto alla Regione la delega per la gestione della presenza del lupo in provincia.

 

L’intento di Calligaro, almeno nell’immediato, sarebbe utilizzare strumenti di dissuasione, soprattutto i pallini di gomma, contro gli esemplari più confidenti. Senza, come sempre, parlare di prevenzione. “Ora è necessario accelerare - prosegue infatti - per arrivare a una gestione più concreta del problema, che affligge tutta la popolazione montana e colpisce in particolare i nostri agricoltori, sempre in prima fila nella cura e tutela dell'ambiente. Occuparsi del territorio vuol dire non solo creare bellezza, ma anche economia, turismo e sicurezza, soprattutto in un'area come la nostra particolarmente fragile sotto il profilo idrogeologico: per questo, non possiamo che salutare con favore e con soddisfazione l'approvazione di questo provvedimento”.

 

Non si capisce bene quale legame ci sia tra la bellezza del territorio, la fragilità idrogeologica e i lupi. Semmai, a intaccare la bellezza e l'economia potrebbero essere le enormi spese di gestione che la pista da bob promette di riversare a carico della comunità, oppure un mercato del lavoro in forte difficoltà, con aziende che continuano a chiudere e centinaia di giovani che continuano ad andarsene ogni anno: che si sentano minacciati dal lupo? Intanto, comunque, sugli effettivi danni arrecati dal lupo mancano dati certi e aggiornati, così come sul rapporto tra predazioni e misure di prevenzione adottate. Eppure, mentre l’esperto incaricato dall’ente Parco, un tecnico faunistico specializzato in fauna selvatica e tra i fondatori della Wildlife Initiative, che quindi si occupa di animali selvatici in tutto il mondo, ribadisce come “la prima causa di predazione è la non conoscenza del lupo”, chi è chiamato ad amministrare il territorio e garantire la corretta prevenzione a tutela delle amate genti di montagna non fa, ogni volta, che confermare la veridicità di queste parole.

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