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Belluno
09 luglio | 18:46

“Dobbiamo insistere perché la sanità pubblica ci sia e funzioni: i dati forniti dalla Regione sulle liste d’attesa sono parziali": a Belluno due giorni di incontri

"Sulle liste d'attesa l'assessore regionale alla sanità prosegue con il gioco delle tre carte: i dati portati in commissione consiliare sono del tutto parziali, utili a far vedere uno scenario fintamente positivo". A parlare è Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito democratico e vicepresidente della commissione consiliare sanità, che ribadisce la necessità di dati completi. E (anche) di liste d’attesa si parlerà nella due giorni di incontri in programma sabato e domenica a Santa Giustina, quando saranno presentati i dati raccolti in provincia

BELLUNO. "Sulle liste d'attesa l'assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin, prosegue con il gioco delle tre carte. Infatti, i dati portati in commissione consiliare sono del tutto parziali, utili a far vedere uno scenario fintamente positivo". Non è d’accordo con l’entusiasmo espresso da Lanzarin e dal presidente Luca Zaia solo un mese fa Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito democratico e vicepresidente della commissione consiliare sanità.

 

Parlava infatti di “dati eccezionali” Zaia, presentando il forte calo di pazienti in attesa per le prestazioni sanitarie in tutta la Regione (qui i dati). Bigon sottolinea invece come si tratti solo delle prime visite. “Nel 2022 - spiega - vengono indicate prescrizioni per un numero di 4.121.064, mentre nella relazione socio sanitaria di quell'anno il totale era di circa 29. Inoltre, non è stato reso noto alcun numero in merito alle altre prescrizioni che non vengono monitorate. Parliamo delle visite di controllo per malattie oncologiche o croniche che, secondo la legge, dovrebbe essere lo specialista a fissare. Cosa che spesso non avviene, costringendo l'ammalato ad andare dal medico di famiglia per l'impegnativa e poi chiamare il Cup. Malgrado le ripetute richieste di accesso agli atti, mancano poi i dati per il 2023 e il 2024. Inoltre il Cup spesso non prende i dati del richiedente invitandolo a richiamare più avanti perché le agende sono chiuse: se gli sportelli di aiuto ai cittadini stanno aumentando non è per caso. Si dovrebbe mettere fine a questo infinito gioco che sfalsa la realtà".

 

E proprio il tema delle liste d’attesa sarà al centro di due giorni di incontri sulla sanità bellunese. L’appuntamento con “SANItà incontri” è infatti per sabato 12 e domenica 13 luglio in località Volpere a Santa Giustina (area verde Prior), organizzati dal Comitato feltrino per il diritto alla salute e la rete Giù le mani dalla sanità bellunese. “Lo scorso anno - spiega a Il Dolomiti Sandra, un’attivista del Comitato - abbiamo aperto lo sportello “Diritto alle cure”, che aiuta a esigere il rispetto dei tempi indicati sulla ricetta medica. Lo sportello ci ha permesso di fare qualcosa di pratico, oltre a informare e sensibilizzare sul bisogno di cure e sanità, e ci restituisce i feedback degli utenti sui quali faremo il punto sabato”.

 

Il Comitato fa parte infatti di Covesap (Coordinamento veneto per la sanità pubblica), che a maggio ha presentato i dati dei 51 sportelli veneti in Consiglio regionale. Dati sui quali si basa la stessa Bigon, che già allora aveva sottolineato come sia “fondamentale garantire il primo accesso, ma anche il controllo successivo per seguire l’evolversi di una determinata patologia”. Il problema dei dati ufficiali, infatti, è che non sono conteggiate tutte le prestazioni: “Uno dei comitati a Venezia - ci racconta ad esempio Sandra - ha notato un gap enorme tra le impegnative emesse e quelle che hanno ricevuto risposta: significa che molte persone o non si sono curate o sono andate dal privato”. Ma queste persone non vengono, appunto, conteggiate.

 

Sabato e domenica dunque si discuterà di tutto ciò: liste d’attesa, ma anche diritti dei migranti, salute di genere, pronto soccorso e “ambulatori di strada” (il programma dettagliato si trova sui canali social del Comitato). “Spiegheremo quello che vediamo sul territorio - conclude Sandra - sapendo che purtroppo non esiste una regia ‘reale’ dove sono inseriti dati precisi. Notiamo uno sforzo dopo la pandemia, ma rimangono notevoli ritardi soprattutto sulle visite di controllo, che non sono monitorate dal Ministero. Il nostro obiettivo principale è far sì che le persone puntino sulla sanità pubblica: dobbiamo insistere perché ci sia e funzioni. Non è stato facile aprire lo sportello a Feltre, ma stiamo lavorando per averne uno anche a Belluno così da raccogliere anche più dati, che sono il nostro punto di forza”.

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