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Belluno
24 aprile | 11:26

Malattie del fegato: calano epatite B e C (grazie a vaccini e terapie), ma aumentano problemi legati ad alcol e obesità. A Belluno record negativo dei casi di tumore

In Veneto, i tassi di mortalità per cirrosi corrispondono a 15,7 per 100 mila abitanti nei maschi e all’8,2 nelle femmine, mentre i ricoveri sono oltre 19 mila l’anno

BELLUNO. Il fegato, che svolge più di 500 funzioni vitali, può anche essere colpito da oltre cento malattie. Negli ultimi decenni le cause di tali malattie sono cambiate: mentre calano l’epatite B, grazie alla vaccinazione, e l’epatite C, grazie a terapie antivirali innovative e agli screening, è sempre più allarmante il consumo di alcol ed è in rapido incremento l’eziologia dismetabolica, cioè l’insorgenza di malattie associate all’obesità, alla dislipidemia (elevata quantità di grassi nel sangue, come colesterolo e trigliceridi) e al diabete mellito.

 

Tuttavia, il 90% delle malattie del fegato è prevenibile con un corretto stile di vita e politiche sanitarie adeguate e, non a caso, quest’anno la Giornata mondiale del fegato (19 aprile) è stata dedicata all’importanza della nutrizione per prevenirle. Vale anche per la nostra Provincia, dove, sottolinea Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti, “i dati confermano quanto sia fondamentale investire in percorsi di cura integrati e campagne di informazione”.

 

Cosa ci dicono allora i dati? Nel mondo, circa 1,5 miliardi di persone sono affette da malattia epatica cronica, che causa ogni anno 2 milioni di morti. In Italia, sono almeno 15mila i pazienti che ogni anno muoiono per le complicanze della cirrosi epatica e circa 6mila per carcinoma del fegato. La provincia di Belluno, invece, detiene il record negativo per incidenza di neoplasia maligna (tumore) del fegato, con un numero di casi circa 1,5 volte maggiore rispetto alla media regionale.

 

“Un danno epatico prolungato, qualunque ne sia la causa, ha come esito la cirrosi, malattia cronica caratterizzata dal deposito di tessuto fibroso nel fegato, alterazioni progressive della circolazione nel distretto fegato (intestino-milza-pancreas) e alterazione dell’attività del fegato - spiega spiega Carla Manupelli, responsabile dell’unità semplice di epatologia di Belluno -, oltre a predisporre all’insorgenza di tumori.

 

In Veneto, i tassi di mortalità per cirrosi corrispondono a 15,7 per 100 mila abitanti nei maschi e all’8,2 nelle femmine, mentre i ricoveri sono oltre 19 mila l’anno. Inoltre, i tassi di ri-ospedalizzazione nei pazienti con cirrosi epatica scompensata si aggirano intorno al 40% dopo un mese e al 75% dopo un anno”.

 

“Una dieta bilanciata, con alto contenuto di grassi insaturi e polifenoli e basso contenuto di zuccheri, grassi saturi e cibi processati, rappresenta un fondamentale supporto per la salute del fegato. Il consiglio - aggiunge Marco Tollardo, responsabile dell’unità semplice di epatologia di Feltre - è quindi incentivare il consumo di frutta, verdura, cereali (proteggono anche olio extravergine d’oliva, frutti rossi e caffè) e ridurre quello di carni rosse, bevande zuccherate e cibi ultra processati. Importante poi anche mantenere al minimo il consumo di alcol e controllare il peso corporeo. Negli ambulatori dell’Ulss 1, il paziente trova un’adeguata consulenza in termini di prevenzione, ma anche un approccio diagnostico all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Ad esempio usiamo il Fibroscan, strumento simile a un ecografo in grado di svelare in modo non invasivo il grado di steatosi e fibrosi epatica, cioè il processo, spesso silente e asintomatico, di “cicatrizzazione” del fegato. Conoscere l’entità di tale parametro è infatti essenziale nella diagnosi delle malattie del fegato e nella prevenzione della cirrosi epatica e del tumore”.

 

Nel 2023, l’Ulss 1 Dolomiti ha inoltre avviato uno screening gratuito per l’epatite C rivolto ai nati tra il 1969 e il 1989, per individuare infezioni da HCV non diagnosticate e garantire trattamenti efficaci. Il test consiste in un prelievo di sangue ed è possibile effettuarlo in occasione di altri esami del sangue, prenotando agli ospedali di Belluno e Feltre o accedendo direttamente in altri punti e centri prelievo. In caso di positività, dopo un secondo test di conferma il programma prevede la presa in carico del paziente e l’avvio della terapia. Al 31 dicembre 2024 sono state invitate più di 45 mila persone, con un tasso di adesione del 30,1%. Sono quindi state testate quasi 13 mila persone e il tasso di positività al test di 1° livello è dello 0,29%. Più della metà di questi positivi sono poi risultati tali anche al test di conferma e sono stati presi in carico dagli ambulatori, con il 60% che ha già avviato il trattamento per la patologia.

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