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Belluno
15 settembre | 09:13

Tredici milioni di euro per riqualificare il Bellunese: 12 Comuni per realizzare 20 progetti. “Una risposta a chi dice che non sappiamo lavorare in squadra”

Un investimento di quasi 13 milioni di euro per 20 progetti tra Ponte nelle Alpi e Fonzaso, per la maggior parte già avviati (per un importo di 8,4 milioni di euro): procede bene la Strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile, che vedrà fino al 2028 ben 12 Comuni collaborare su una serie di interventi in tutta la provincia

BELLUNO. Un investimento di quasi 13 milioni di euro per 20 progetti distribuiti tra Ponte nelle Alpi e Fonzaso, risorse per la maggior parte già investite: procede bene la Strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile (Sisus), che vedrà fino al 2028 ben 12 Comuni bellunesi collaborare su una serie di interventi di mobilità sostenibile, residenzialità, digitalizzazione della pubblica amministrazione, rigenerazione urbana e supporto alle piccole medie imprese.

 

La Sisus è uno strumento europeo che la Regione ha poi declinato sul territorio. In particolare, la provincia di Belluno è stata individuata per la prima volta come “area funzionale”: rispetto ai grandi agglomerati urbani come Padova o Venezia, è stata cioè riconosciuta come funzionale nel suo insieme. Ciò significa che la strategia copre una vasta area e in qualche modo “costringe” Comuni ed enti a un lavoro di co-progettazione per mettere a terra il finanziamento ottenuto.

 

Per questo i 12 Comuni si sono costituiti in una Consulta tra di loro, capofila Belluno e Feltre, e in un Tavolo di partenariato con gli altri soggetti coinvolti (come Dolomiti Bus e Ater) e hanno deciso gli interventi in base alle esigenze delle varie amministrazioni, ma sempre in linea con la strategia comune. “Per creare beneficio per il territorio è ormai inevitabile lavorare in rete - afferma il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin - e con la Sisus è stato fatto. Per la prima volta nella programmazione 2021-27 sono state infatti inserite le aree urbane di Belluno e Rovigo e non potevamo non cogliere l’opportunità. Abbiamo quindi creato un esempio virtuoso di sinergia e dato anche una risposta a chi afferma che come montanari siamo individualisti: quando le risorse ci sono, sappiamo fare rete”.

 

Dei 20 progetti, 13 sono stati già avviati per un importo di 8,4 milioni di euro investiti. Di questi, un progetto si è concluso (infrastrutture verdi in convenzione tra Belluno e Santa Giustina), per 7 l’istruttoria è in corso (come i progetti su Feltre, spiegati sotto) e 5 sono in realizzazione (ad esempio l'acquisto di autobus elettrici per Dolomiti Bus). L'obiettivo è completarli tutti entro il 2028.

 

Per quanto riguarda nello specifico il Belluno, oltre ai lavori conclusi al cimitero urbano di Prade, sta per partire la riqualificazione di viale Fantuzzi (dove sarà rifatto il manto di marciapiedi e pista ciclabile, nonché l’alberatura) e del parco della stazione per circa 1 milione di euro, cui seguirà un intervento di sistemazione degli altri parchi cittadini per 700.000 euro.

 

Altro Comune capofila è poi Feltre, la cui sindaca Viviana Fusaro ribadisce il lavoro di squadra. “Sono progetti - afferma - che conducono allo sviluppo del territorio nel suo complesso, che acquisisce così una forza diversa rispetto al fatto di andare avanti separati. Come risultato si attivano buone prassi che riguardano non solo la parte politica, ma anche quella tecnica: la politica porta infatti le idee, ma deve poi condividere il suo percorso con la parte tecnica, che ringrazio per come si sta attivando”. Dal punto di vista degli interventi, a Feltre si sta procedendo con la sistemazione delle piste ciclabili a Pasquer e Boscariz, il rifacimento della pensilina degli autobus in stazione (che si inserisce in un più ampio progetto di riconversione totale delle Ferrovie dello Stato) e la realizzazione di due appartamenti presso Casa Coletti. Il totale finanziato ammonta a circa 1,3 milioni di euro (1.391.872), cui si aggiungono 440.000 di cofinanziamento del Comune.

 

A supportare gli enti è infine il Gal Prealpi e Dolomiti, che accompagna le strutture tecniche nel rapporto con la Regione e nella gestione della strategia. “Voglio sottolineare - conclude la presidente Sara Bona - che un processo decisionale condiviso di questo tipo, pur rappresentando una sfida, è anche l’unico modo in cui possiamo pensare che queste strategie abbiano efficacia sul lungo periodo. Un approccio che andrebbe quindi applicato in tutti i settori in cui ci troviamo a lavorare insieme: Sisus sta diventando insomma una palestra su come possiamo lavorare dentro una cornice condivisa, utile per poter affrontare in maniera strutturata molte questioni, dalla qualità urbana ai temi sociali”.

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