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Paralimpiadi, la fiaccola accende Trento: "Un momento di grande emozione che ha unito la comunità nel segno dei valori più profondi dello sport"

Con il "Flame Festival" la fiaccola delle Paralimpiadi è arrivata in piazza Duomo a Trento, un evento che ha visto anche la partecipazione e la testimonianza di tanti atleti paralimpici. Bernardoni (Presidente Cip di Trento): "Abbiamo vissuto un momento che non è solo di facciata ma che al contrario porta con sé tanta sostanza, tanta concretezza. Il mondo dello sport paralimpico si sta assimilando sempre di più a quello olimpico e questo processo dà grande forza e impulso ai nostri sforzi"

di Articolo redazionale in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento

TRENTO. Un momento in cui la città si illumina e in cui la potenza della fiaccola paralimpica unisce un’intera comunità nel segno dello sport, dell’inclusione, dell’accessibilità e dell’uguaglianza.

 

Si è respirata un’atmosfera davvero speciale in piazza Duomo a Trento sabato 27 febbraio quando centinaia di persone hanno salutato all’ombra della Cattedrale l’arrivo della fiaccola paralimpica nel capoluogo trentino, quarta tappa del viaggio promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026 verso i XIV Giochi paralimpici invernali che si apriranno il prossimo 6 marzo.

 

L’arrivo del simbolo per eccellenza dei Giochi a tre Agitos è stato accolto con emozione e grande partecipazione dalla cittadinanza, che ha tributato agli atleti paralimpici presenti un lungo e caloroso applauso.

 

Il “Flame Festival” ospitato nel cuore della città però, oltre a celebrare il simbolo fiammeggiante delle competizioni, ha anche dato voce agli atleti e ai protagonisti del movimento paralimpico locale e nazionale.

 

“Credo sia stato un momento di visibilità veramente importante e significativo – racconta a il Dolomiti Massimo Bernardoni, presidente del Comitato italiano paralimpico di Trento -; un momento che non è solo di facciata ma che al contrario porta con sé tanta sostanza, tanta concretezza. Il mondo dello sport paralimpico si sta assimilando sempre di più a quello olimpico e questo processo dà grande forza e impulso ai nostri sforzi”.

 

Alle Paralimpiadi invernali poi gli atleti trentini cercheranno di regalare a sé stessi e ai tanti tifosi italiani medaglie, successi ed emozioni: “I risultati dei nostri atleti in questo momento sono giustamente al centro dei nostri sogni, ma al tempo stesso – ricorda il presidente Bernardoni – siamo consapevoli di quanto possa essere importante questo evento per avvicinare i giovani al mondo dello sport paralimpico”.

 

“Ecco perché – conclude – contiamo di avere tanto pubblico alle gare, anche in Trentino, ed auspichiamo che siano in tanti anche a seguire in televisione le gesta dei nostri atleti come avvenuto per esempio un anno e mezzo fa con le Paralimpiadi estive di Parigi”.

 

La differenza oltre alla spettacolarità delle discipline la fanno le storie, i volti e le straordinarie qualità sportive e umane degli atleti paralimpici che saranno in gara. Il loro esempio può essere determinante per garantire la migliore diffusione possibile della cultura degli sport paralimpici che manca ancora a troppe persone in Trentino e in Italia. Lo ribadisce con forza Valentina Zago, sciatrice che fin dalla nascita è affetta da una emiparesi che le impedisce l’uso corretto di tutto il lato sinistro del corpo.

 

“L’entusiasmo che si percepisce per l’arrivo della fiaccola paralimpica – racconta Zago – è bellissimo. Io purtroppo non sono riuscita a qualificarmi come atleta per questi giochi ma cercherò di fare il massimo per essere in gara tra 4 anni, in Francia. Lo sport è vita, non possono esserci limiti: siamo fortunati che il Trentino sia tra i territori che ospitano le Paralimpiadi, qui c’è una comunità forte e delle istituzioni che credono nel movimento paralimpico e che hanno investito in accessibilità e strutture”.

 

Sul palco di piazza Duomo ha potuto raccontare la propria esperienza anche Stefano Mellarini, sportivo “da sempre” e vittima nel 2022 di un banale quanto grave incidente in bicicletta che lo costringe da allora a vivere in carrozzina. “È stato un bellissimo evento ricco di emozioni e di testimonianze vere, profonde – racconta Mellarini -. Cosa significa per me lo sport? Come dico sempre, lo sport mi ha dato, mi ha tolto e mi ha ridato. Perché se dopo l’incidente sono tornato a vivere è anche grazie allo sport, che fra tennis e sci cerco di praticare il più possibile. E il messaggio che può arrivare dalle imminenti Paralimpiadi è proprio questo: con volontà e forza d’animo, con l’aiuto di familiari e amici, si può fare una vita normale e superare qualunque ostacolo”.

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