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Trento
22 ottobre | 12:21

"Tornare indietro si può: in Clarina si faccia come a Mattarello. Va bene la Zona 30, ma togliete il senso unico". La richiesta di residenti e lavoratori

Dopo la decisione dell'amministrazione comunale (anzi, è stato il sindaco Franco Ianeselli a chiudere in prima persona la questione), che ha fatto parzialmente dietrofront riguardo le modifiche alla viabilità, volute fortemente dall'assessore alla mobilità Michele Brugnara, programmate a Mattarello, il "Comitato residenti e lavoratori/lavoratrici Clarina" chiede un deciso passo indietro anche a Trento Sud

Tornare indietro si può: in Clarina si faccia come a Mattarello

TRENTO. "Tornare indietro si può. In Clarina si faccia come a Mattarello".

 

Dopo la decisione dell'amministrazione comunale (anzi, è stato il sindaco Franco Ianeselli a chiudere in prima persona la questione), che ha fatto parzialmente dietrofront riguardo le modifiche alla viabilità, volute fortemente dall'assessore alla mobilità Michele Brugnara, programmate a Mattarello (il senso unico in via Catoni sarà tolto e saranno rivisti i parcheggi eliminati davanti alle scuole), il "Comitato residenti e lavoratori/lavoratrici Clarina" chiede un deciso passo indietro anche a Trento Sud.

 

"Il Comitato chiede il ripristino del doppio senso in via Anna Frank - si legge in una nota ufficiale -: Zona 30 sì, ma senza penalizzare sicurezza, accessibilità e vivibilità del quartiere. La disponibilità annunciata dal sindaco Franco Ianeselli a ripristinare il doppio senso di marcia nel tratto nord di via Catoni, a Mattarello, dopo le proteste dei residenti, rappresenta un segnale importante di attenzione alle richieste della cittadinanza. Il Comitato auspica che tale disponibilità si traduca in un intervento concreto e chiede che lo stesso criterio di ascolto e di disponibilità a correggere le scelte viabilistiche venga adottato anche per il quartiere Clarina. Anche qui l'introduzione dei nuovi sensi unici ha suscitato forti contestazioni, testimoniate dall'assemblea pubblica del 30 ottobre 2025, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone, e dalla petizione popolare sottoscritta da 630 residenti e lavoratori del quartiere. Anche in sede circoscrizionale sono state evidenziate criticità e valutate modifiche all'assetto viabilistico. Non si tratta dunque di contestazioni isolate, ma di richieste collettive, motivate e documentate, che meritano risposte concrete".

 

Le modifiche alla viabilità, sottolinea l'associazione, hanno provocato non pochi problemi alla circolazione e alla sicurezza dei pedoni in altre zone.

 

"Le criticità segnalate non riguardano soltanto i disagi per gli automobilisti - prosegue il Comitato -, ma interessano anche: la sicurezza dei pedoni nel tratto sud di via Clarina e nelle strade interne prive di marciapiede, le interferenze con la pista ciclabile di via Degasperi, dovute alle manovre di svolta e attraversamento dei veicoli, la formazione di code in via Anna Frank e la redistribuzione del traffico su via Degasperi, le difficoltà di accesso a via Gramsci per chi proviene da est, l'allungamento dei percorsi per il rientro alle abitazioni, le condizioni di accessibilità dei mezzi di soccorso, in presenza di strade strette e percorsi obbligati, le difficoltà di accesso alle attività commerciali e ai servizi del quartiere. Il Comitato non contesta la Zona 30, ma le scelte viabilistiche adottate per realizzarla. Ridurre la velocità, tutelare pedoni e ciclisti e migliorare la qualità della vita sono obiettivi condivisi, che devono essere perseguiti attraverso soluzioni equilibrate, evitando di trasferire le criticità da una strada all'altra, allungare inutilmente i percorsi e aggravare le condizioni di circolazione. Clarina è un quartiere densamente abitato, con una significativa presenza di persone anziane, servizi sanitari e assistenziali, scuole, attività commerciali e la caserma Cesare Battisti, interessata dal frequente transito di mezzi militari anche pesanti. L'attuale organizzazione dei sensi unici comporta, tra l'altro, il passaggio dei mezzi militari lungo il percorso di rientro in caserma davanti all'asilo nido e alla scuola primaria, una situazione che richiede particolare attenzione sotto il profilo della sicurezza".

 

Un'ulteriore questione che viene sollevata è quella riguardante la partecipazione, cioè il percorso che ha portato al progetto finale.

 

"Rimane inoltre aperta la questione della partecipazione - concludono residenti e lavoratori della Clarina -. Il progetto elaborato dall'architetto Dondè è stato presentato dall'Amministrazione comunale come frutto di un percorso condiviso. Tuttavia, la limitata partecipazione alle prime presentazioni non può essere considerata rappresentativa dell'effettivo orientamento di un quartiere di circa 6mila abitanti. È soprattutto dopo la realizzazione degli interventi che i residenti hanno potuto verificarne concretamente gli effetti. L'assemblea del 30 ottobre 2025 e la petizione popolare hanno rappresentato momenti significativi di partecipazione, durante i quali sono state segnalate criticità, presentata documentazione fotografica e video e avanzate proposte alternative. Nonostante ciò, alcune delle principali richieste, a partire dal ripristino del doppio senso di via Anna Frank, non hanno trovato accoglimento neppure con l'approvazione del progetto definitivo da parte della Giunta comunale nel maggio 2026. Il caso di Mattarello dimostra che correggere una scelta viabilistica non significa rinunciare alla Zona 30. Significa riconoscere che le soluzioni adottate possono e devono essere rivalutate quando l'esperienza concreta evidenzia problemi e la cittadinanza residente avanza richieste motivate. Se a Mattarello è possibile rivedere una scelta viabilistica mantenendo la Zona 30, anche le richieste dei cittadini della Clarina meritano la stessa attenzione e risposte concrete, nell'interesse di chi vive e lavora nel quartiere".

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