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Flaccadori, Giannelli e Depaoli scendono in campo contro il gioco d'azzardo

I tre campioni di basket, volley e calcio di "casa nostra" sono i protagonisti di #vincerenonèungioco per sensibilizzare i più giovani dai rischi del gioco d'azzardo. Vanzetta: "Gli under 19 sono molto esposti. Il 31% dei ragazzi del Trentino Alto Adige ha giocato almeno una volta"

Di Emma Traina e Margherita Girardi - 26 luglio 2017 - 19:40

TRENTO. Flaccadori, Giannelli e Depaoli uniti per dire "no" al gioco d'azzardo. Un "no" forte e deciso rivolto direttamente ai giovani. Ed è così che proprio da un gruppo giovanile (di "(in)formazione politica", così si definiscono) di Trento, Cives, è partita la campagna #vincerenonèungioco.

 

 

 

 

La situazione, infatti, è molto critica proprio tra gli under19 e lo conferma anche Miriam Vanzetta, responsabile dell’associazione Ama (Auto/Mutuo Aiuto): "Al giorno d’oggi ci sono molte più occasioni per i giovani di avvicinarsi al gioco d’azzardo: oltre ad un numero sempre crescente di luoghi “fisici” dove è possibile trovare slot-machine o comprare i classici gratta e vinci, il digitale ha ampliato il mercato. Online infatti è più facile imbattersi in siti di scommesse ed essendo a portata di click 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è facile cadere nella dipendenza". Il 31% dei ragazzi del Trentino Alto Adige fra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta (fino ai 18 è vietato per legge) e circa il 16% di questi ha sviluppato una dipendenza o la potrebbe avere in futuro. A livello nazionale, la raccolta online di puntate complessive in due anni è quasi raddoppiata.

 

I coordinatori del gruppo Cives, fra cui Alessandro Gasperetti e Fabrizio Guastamacchia, consigliere comunale di Trento, hanno organizzato degli incontri formativi con lo scopo di approfondire la tematica e il risultato finale è la campagna già sopracitata. "Le conseguenze dell’abuso da gioco - spiega Gasparetti – non sono disastrose solo a livello economico-finanziario, ma incidono sulla salute stessa dell’individuo: in soggetti predisposti si possono sviluppare psicopatologie, quali alcolismo, tabagismo, depressione che, nei casi più estremi, possono portare al suicidio".

 

Bisogna anche considerare che oggigiorno il mercato del gioco sta cercando sempre più di offrire servizi mirati per fascia di età e tipologia di pubblico, come ci spiega ancora Vanzetta: "La clientela è sempre più eterogenea, dai 13 agli 80, uomini e donne; i servizi sono studiati e ogni gioco riesce a catturare uno specifico gruppo: le donne sono più propense al bingo e al gratta e vinci, mentre gli uomini dai 30 ai 50 anni alle slot-machine". Un altro fattore di notevole rilevanza sono le pubblicità: personaggi famosi, come ad esempio Francesco Totti e Cristiano Ronaldo, prestano il loro volto diventando testimonial di campagne promozionali a favore del gioco d’azzardo, influenzando la concezione di scommessa nei giovani ed incentivandoli anche così ad iniziare.

 

La campagna #vincerenonèungioco ha preso sì spunto da queste pubblicità, ma ha realizzato 3 video “anti-azzardo”, in cui i protagonisti sono tre giovani promesse sportive della regione ma con valenza più che nazionale, che hanno abbracciato la causa. Diego Flaccadori, cestista di serie A della Dolomiti Energia, compare nel primo spot uscito oggi in rete. Gli altri due testimonial sono Fabio Depaoli, calciatore di serie A del Chievo Verona e Simone Giannelli, pallavolista della nazionale e della Diatec (i loro spot usciranno nelle prossime due settimane).

 

Non sono stati scelti a caso questi tre sport: basket, calcio e pallavolo sono infatti le tre discipline più conosciute e seguite a livello nazionale. "Si è pensato di utilizzare esclusivamente i social media per la diffusione, perché sono il mezzo più comodo e veloce per raggiungere il maggior numero di teenagers - spiega Guastamacchia – i video sono brevi e coincisi, contengono pochi dati, ma mirati e volti a catturare l’attenzione verso il problema e a farlo soprattutto emergere".

E se si parla di web e di campagne contro il gioco d'azzardo il Dolomiti non può non scendere in campo. Il percorso di #vincerenonèungioco è ancora lungo e non finirà dopo queste tre settimane, ma, la volontà dei promotori, è di proseguire in futuro la campagna anche con l’aiuto di nuovi testimonial interessati alla causa.

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