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Lettera di Bezzi a De Laurentiis: "Non siamo St. Moriz. Siamo montanari che parlano poco e lavorano molto"

Solandro doc, il capogruppo di Forza Italia risponde al presidente del Napoli che negli scorsi giorni ha detto che il Trentino ha "il braccino corto" e ha definito Dallapiccola "da manicomio": "Non entro nel merito della polemica. Provo a spiegarle cosa vuol dire essere della Val di Sole"

Pubblicato il - 17 ottobre 2016 - 11:41

TRENTO. Non poteva restare silente il solandro doc Giacomo Bezzi in merito alla polemica scoppiata tra il Trentino e il presidente del Napoli De Laurentiis. La querelle ormai è risaputa. Durante la presentazione del "Natale Azzurro" che si terrà in Val di Sole quest'inverno, il presidente del Napoli, in conferenza stampa, ha dato vita a un vero e proprio show con tanto di riferimento al Trentino che ormai avrebbe "il braccino corto". "Sembra quasi che siano loro - ha detto De Laurentiis - a farci un piacere se andiamo in ritiro: una volta c’era molta più disponibilità, adesso c’è il braccino corto. Il Trentino dovrebbe investire nel futuro e se hanno scelto il Napoli dovrebbero investire sul Napoli". E poi quell'entrata a gamba tesa su Dallapiccola: "Quell'assessore è roba da manicomio, ho anche cancellato il suo numero. Io nemmeno l'usciere gli farei fare a casa mia".

 

Ieri su Facebook Bezzi aveva scritto "Sono senza parole", oggi le ha trovate eccome, scrivendo una lunga lettera al numero 1 del top club italiano. Una riflessione appassionata che pubblichiamo integralmente che tenta di spiegare al vulcanico presidente partenopeo cosa significa essere "solandro" e apre una riflessione su questo "pazzo mondo del calcio" ("da milanista" spiega Bezzi). E in conclusione l'invito: "Non saremo S. Moritz, ma se quest'inverno verrà in Val di Sole accendendo il fuoco capirà cosa significa essere montanari". 

 

Egregio Presidente
Ho ascoltato le sue dichiarazioni sul Trentino e sulla Valdisole in particolare che è la valle dove io sono nato e dove vivo con la mia famiglia è le volevo esprimere le seguenti riflessioni e farle una domanda.
Premetto che non entrò in merito alle sue considerazioni sulla qualità politica dell'assessore Dallapiccola che forse non sarà il migliore assessore al turismo che la nostra provincia ha avuto o di riflesso sul presidente Rossi persone che conosco fin troppo bene.
In questo caso giustamente devono ospitare nelle varie valli del Trentino numerose squadre di calcio e quindi inevitabilmente le risorse vanno condivise con altre vallate come lei può immaginare anche se possono guardare alle sue idee con spirito più costruttivo con rispetto è reciproca riconoscenza.
Mi soffermo invece sul tentare di spiegarle cosa significa essere Solandri o uomini di montagna, una terra un tempo di emigrazione, terra contadina povera ma piena di dignità', oggi con fatica e perseveranza terra di un turismo compatibile con  l'ambiente che nulla ha a che fare con Cortina o Aspen.

I nostri padri, gente che andava a messa prima e poi a lavorare, ci hanno insegnato che nella vita si cresce solo se ci si impegna ,si crede nei propri mezzi e rispettando gli altri e solo lavorando si sale la scala della vita scalino dopo scalino senza saltarli e senza farsi false illusioni di guadagni facili.
Montanaro significa parlare poco e lavorare molto, significa una gestione oculata e parsimoniosa delle nostre risorse che esse siano finanziarie o ambientali.
Un tempo nel dopoguerra il padre fondatore della nostra autonomia speciale Alcide Degasperi ci ricordava che l'autonomia si salverà e si difenderà solo se sapremo meritarcela gestendola bene  evitando gli sprechi.
Non siamo sempre bravi nel farlo ma possiamo dire che non siamo meno bravi di altri territori come il suo.
Territori a cui la Valle di Sole è profondamente legata da decenni ricordo solo con simpatia come la Valle di Sole ogni anno regali l'albero di natale alla piazzetta di Capri come segno di amicizia.

Ma torniamo alle sue dichiarazioni: io penso che il calcio abbia superato il senso del limite e stia diventato un circo finanziario mediatico e che non si interfaccia con la realtà che gli italiani in crisi stanno vivendo, gli stipendi di numerosi calciatori e procuratori ed il loro livello culturale ne sono la testimonianza e non sono esempio per i giovani.
La domanda è proprio questa non crede che si debba mettere rimedio a tutto ciò?
Da milanista abituato a vincere sempre tutto faccio anch'io fatica ad accettarlo ma poi guardando in faccia e parlando con i tanti napoletani graditi ospiti in Valle di Sole non negli alberghi 5 stelle ma nelle nostre strutture a gestione famigliare. Capisco che è altro il calcio, è gioco, passione, partecipazione, senso di appartenenza a valori in cui ci riconosciamo entrambi e che vincere è importante ma non è tutto.

 

 

Mi creda Presidente venga in Valdisole con quello spirito di innovatore che vuole essere nel calcio ma rispettando il senso del limite di noi  Trentini, Solandri e di una valle alpina che è conscia dei propri limiti ma anche della propria forza di grande accoglienza e capacità organizzativa . Diverse infatti sono le manifestazioni mondiali che abbiamo organizzato ( giochi senza frontiere, campionati del mondo di canoa, snowboard, boccie, Mountain Bike e prossimo anno pesca ). Lo abbiamo sempre fatto facendo prevalere il senso del limite nelle cose che facciamo facendo tornare i conti finanziari ma per dare alla nostra valle un turismo integrato fra residenti ed ospiti, sapendo da piccolo imprenditore che ha girato il mondo che opportunità significa anche osare come lei giustamente dice.
 

Presidente qui fra poco nevica non saremo S. Moritz e forse non troverà quei servizi di lusso ma sicuramente se verrò da noi troverà il calore della nostra gente e capirà fino in fondo cosa significa essere montanari che spalano neve e accendo il fuoco con la legna delle nostre magnifiche montagne.

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