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Mali, nelle terre dell'esoterismo dove l'augurio è: "Trova una compagna e ingravidala"

Il giornalista trentino Marco Pontoni ha raggiunto Yassing dove il Trentino ha costruito una scuola elementare e aiutato la popolazione con il riso durante la guerra e la siccità. Una terra dove Islam e animismo si mescolano attraversata da una frattura nel terreno lunga 250 chilometri

Di Marco Pontoni - 28 settembre 2016 - 10:31

COTONOU (BENIN). "Vi auguro di avere sempre un letto, una compagna e la potenza per ingravidarla": così l'anziano del villaggio, rivolgendosi agli ospiti arrivati dall'Italia nonostante in questo periodo nessuno visiti il Mali. Siamo a Yassing, nel cuore della regione abitata dai Dogon. L'augurio del vecchio saggio rispecchia perfettamente la cultura di un popolo che formalmente ha abbracciato l'Islam ma di fatto è rimasto fedele alle proprie radici animiste e alla propria cosmologia, centrata sull'incontro degli elementi maschile e femminile, un incontro che feconda il mondo, dal quale scaturiscono i gemelli originali (ma anche l'animale totemico, la iena).

 

 

A Yassing il Trentino, assieme ad una associazione locale, Giru Yam, ha costruito una scuola elementare. Ma ha anche fatto arrivare 2 camion di riso quando gli effetti congiunti della guerra nel Nord del Paese e della siccità avevano portato la fame. Questo spiega l'accoglienza straordinaria fatta ai bianchi, con i canti, i balli, i doni; una festa collettiva a cui hanno preso parte tanto le autorità civili quanto quelle tradizionali. Avendo letto diversi libri sui Dogon, da "Dio d'acqua" ad "Avventure in Africa" di Gianni Celati, credevo di essere preparato all'incontro con questo popolo che affascina anche gli appassionati di esoterismo, perché pare conoscesse l'esistenza della stella Sirio B molti secoli prima degli europei, e ovviamente senza l'ausilio di alcuno strumento. Ma non conoscevo l'ambiente.

 

 

Ed ogni cultura è plasmata anche dall'ambiente in cui si è sviluppata, lo sappiamo bene in Trentino. Ad esempio: la falesia di Bandiagara, lungo la quale si dispongono alcuni dei villaggi, è una frattura lunga 250 chilometri, cosa che non avrei mai immaginato. Ma la regione Dogon si estende anche sull'altopiano pietroso che la precede, e poi sulla pianura sottostante, vasta, vuota, bollente, invincibile. Ne fa le spese anche la nostra jeep, che ad un certo punto si impantanata, pur se guidata dalla più esperta delle guide, Dolo. E dobbiamo andare a piedi nel villaggio più vicino, attraverso i cespugli di spine e i campi di miglio, per chiedere agli abitanti che ci aiutino a liberarla. La sera non vediamo Sirio B ma milioni di stelle.

 

 

E poi ci muoviamo di nuovo, lasciamo il Mali per attraversare tutto il Burkina Faso, il "Paese degli uomini retti", anch'esso recentemente colpito dal terrorismo qaedista. La destinazione finale è il Benin, con l'ospedale di Tanguieta. E poi l'estenuante corsa finale per raggiungere la capitale Cotonou, affacciata sull'oceano Atlantico. Da cui si ritornerà a casa. (Terza e forse ultima puntata)

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