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Poco italiano, tanto dialetto e molta polenta. In Brasile vive un piccolo pezzo di Trentino che conserva le tradizioni e ricorda la terra lontana con affetto

Nello stato federale di Santa Catarina, è presente una delle maggiori comunità di discendenti di emigrati trentini. In comuni come Rodeio e Nova Trento si continua a parlare il dialetto trentino, anche se non sempre si conosce l’italiano, e si portano avanti le tradizioni, la cultura e la cucina tipica della nostra regione

Di Margherita Girardi - Liceo linguistico Scholl - 06 agosto 2017 - 19:25

TRENTO. Si dice che abbiamo fratelli in tutto il mondo, parenti che non sappiamo nemmeno di avere. A tante regioni italiane questa storia è familiare, ai trentini anche. Perché anche da qui, fin dalla fine dell’800, in tanti hanno lasciato a malincuore la propria casa, la propria terra, alla ricerca di fortuna.

 

La crisi del settore agrario aveva lasciato senza lavoro tante famiglie e ne aveva affamate altrettante. In più, c’era anche chi sulla speculazione delle migrazioni guadagnava. Molti trentini partirono. Solo a Fornace, un piccolo comune in provincia di Trento, si contarono circa 250 persone pronte a trasferirsi in Brasile, e nel calcolo non erano presenti quelle che scelsero di andare negli Stati Uniti e in Argentina.

 

Storie analoghe accomunano molte altre realtà, tanto che ad oggi, a Sud del Brasile, nello stato federale di Santa Catarina, è presente una delle maggiori comunità di discendenti di emigrati trentini. In comuni come Rodeio e Nova Trento si continua a parlare il dialetto trentino, anche se non sempre si conosce l’italiano, e si portano avanti le tradizioni, la cultura e la cucina tipica della nostra regione.


Fra i nostri paesi e queste municipalità brasiliane corre un legame più profondo di quello che si potrebbe pensare: condividono una storia di migrazione, una passato di cultura comune, al punto che Fornace e Rodeio a breve saranno protagonisti di un’avventura ancora tutta da scrivere: dall’11 al 24 agosto di quest’anno il sindaco e il gruppo della filodrammatica di Fornace ricambieranno la visita che già dai primi anni ’90 i discendenti degli emigrati fornasi hanno fatto in paese.

 

In Brasile incontreranno il prefetto di Rodeio Paulo Roberto Weiss e sottoscriveranno un patto di amicizia per unire queste due realtà tanto simili quanto lontane. Questo filo storico e culturale è forte e vivo ed entrambe le realtà lo riconoscono.

 

L’obiettivo è proprio approfondire la conoscenza reciproca nel rispetto delle particolarità di ognuno per iniziare un percorso di avvicinamento. Sono previsti progetti in comune e scambi di informazioni nel settore dell’agricoltura e dell’industria, solo per citare alcuni punti del patto.

 

“Vogliamo aprire ponti - spiega il sindaco Mauro Stenico - un primo passo verso una conoscenza e un aiuto reciproco che speriamo durino nel tempo”.


Un’altra città brasiliana con una storia simile è Nova Trento, già legata con un patto di amicizia all’Altopiano della Vigolana per ragioni ancora più evidenti: in uno dei quartieri della città, chiamato Vigolo, è ospitato il santuario di Santa Paulina, considerata la prima santa brasiliana, ma di origini trentine, di Vigolo Vattaro per l’appunto.

 

Grazie ai pellegrinaggi Nova Trento è anche il secondo centro per quanto riguarda il turismo religioso in Brasile. La città fu fondata nel 1875 da emigrati dell'allora Tirolo del Sud. Nel 1892 fu ribattezzata Nova Trento e proprio San Vigilio venne scelto come patrono della città.

 

Gli abitanti hanno ereditato la voglia di darsi da fare, l’amore per il buon vino e la fede cristiana dei fondatori trentini della città che prendono vita in una grande festa organizzata annualmente il primo fine settimana di agosto dal nome “Incanto Trentino”. Fu realizzata per la prima volta nel 1988 e quest’anno arriva alla sua 25° edizione.

 

 

 

 

Il nome dell'evento  è un tributo all'omonima canzone dell’italiano Gino Creazzi che recita “fiori, montagne e vino, l’incanto son del Trentin” in cui la comunità e il circolo trentino della città “hanno riconosciuto la loro storia e l’hanno scelta perché rappresentava le loro origini”, come spiega Vanessa Celis Ruberti, editor e produttrice commerciale del settimanale locale Journal O Trentino.

 

“La festa viene organizzata per celebrare le tradizioni che i trentini fondatori della città ci hanno regalato, ma anche per festeggiare la nostra stessa storia” commenta Vanessa.

 

Il programma di questa festa è un vero e proprio tuffo nelle origini: canti e balli della tradizione trentina e italiana con bande dai nomi famigliari come Ragazzi dei Monti e Pargoletti, ma ancora Expresso d’Italia e Falsos Romanos.


C’è poi la tradizionale sfilata con costumi tipici tirolesi e i giochi di società come la mora e il bingo. Ancora spettacoli in lingua italiana e teatro in dialetto con il gruppo Cuore Trentino. E come dimenticarsi della gastronomia tipica? Polenta e lucanica hanno un ruolo centrale anche qui, come fosse la sagra di paese nei nostri comuni trentini.  

 

Infine l’elezione di regina e principessa della festa e del circolo per l’anno 2017/2018. Un programma ricco e divertente, all’insegna delle tradizioni.

 

Quanto sono importanti per voi le tradizioni, Vanessa?

E' sempre un’emozione forte. Quando ascoltiamo una parola in dialetto, ad esempio, ricordiamo i nostri antenati, i loro sogni, le loro speranze, il loro lavoro, e quasi sempre una lacrima scende dai nostri occhi. La festa “Incanto Trentino” è un omaggio a loro, che hanno cercato la felicità, lasciando con dolore la terra amata.

E “Incanto Trentino” non è l’unico momento dell’anno per ricordare la terra lontana. Durante l’anno ci sono tante altre occasioni, come ad esempio il campionato di bocce che riunisce centinaia di persone da tutto lo stato di Santa Catarina a Nova Trento e i gruppi di danza e canto popolare, il teatro in dialetto e i tornei di mora.

 

La cultura trentina e quella brasiliana si riescono a conciliare bene?

“Perfettamente, anche perché in Brasile convivono tante culture diverse e ognuno festeggia la cultura dell’altro, sempre con amore e gioia.”

 

Un messaggio di condivisione, solidarietà e fratellanza da questi paesi del Brasile. “Un grande bacio a tutti voi, fratelli da lontano”: così salutano Vanessa e Nova Trento. Spesso si è molto più vicini di quanto si possa immaginare.

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