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Ponale, a ottobre si chiude per fare i lavori. Maino e Viglietti: "In futuro provvedere con disgaggi, caschi e monitoraggio"

Dopo i tanti incidenti accorsi per cadute sassi e frane finalmente il mezzomilione di euro stanziato già l'anno scorso sarà utilizzato. Le proposte del Gruppo Consigliare "Onestà, Partecipazione e Ambiente"

Di Luca Pianesi - 26 agosto 2017 - 19:27

RIVA DEL GARDA. Sembra che questa volta i lavori si faranno. A ottobre il bellissimo sentiero della Ponale sarà chiuso per permettere a tecnici ed esperti di mettere in sicurezza i 6/7 passaggi individuati come più pericolosi dagli studi compiuti dal gruppo di lavoro che lo ha analizzato e mappato. Finalmente verrà fatta quella manutenzione che, come ha spiegato a il Dolomiti il presidente dell'associazione che si occupa della gestione del sentiero, Donato Riccadonna, "non è mai stata fatta da quando la strada è stata chiusa nel '95". 

 

Quei paramassi posizionati sulle pareti che la sovrastano e che dovrebbero assicurare la sicurezza di chi la percorre sono vecchi minimo di 40 anni, e molti sono carichi di materiale roccioso, alcuni rotti e sfilacciati. I soldi erano stati stanziati già l'anno scorso, 528.000 euro ma poi l'iter burocratico aveva fermato tutto, messo in stand-by interventi sempre procrastinati. Poi l'incidente di dieci giorni fa, capitato a una bambina di 2 anni che s'è vista cadere un sasso in testa, dall'alto, e che è stata portata in elisoccorso in gravi condizioni al reparto neurologico dell'Ospedale Borgo Trento di Verona, ha riaperto la discussione sul percorso panoramico. Anche perché negli ultimi anni sono stati diversi i casi di incidenti capitati a passanti e turisti colpiti da pietre o scivolati per colpa del terreno sdrucciolevole.

 

Un'ex strada ritenuta, a ragione, uno dei sentieri più belli e scenici in assoluto. Un luogo turistico di grandissimo richiamo che quest'anno ha già visto transitare circa 370.000 persone e che si avvia a raggiungere il record dei 400.000 passaggi. Numeri da capogiro che però, chiaramente, aumentano la percentuale di rischio in caso di frane. Ora qualcosa, finalmente, pare si stia muovendo sul piano della sicurezza (che come c'ha spigato Riccadonna "non sarà mai assoluta perché quella parete si sfalda e si sfalderà sempre, ma con una manutenzione costante si potranno ridurre i rischi notevolmente"). 

 

Ma sul tema si è espresso anche il Gruppo Consigliare "Onestà, Partecipazione e Ambiente" che con i consiglieri di Comunità di valle Angioletta Maino e Ezio Viglietti ha fatto una domanda di attualità rivolta proprio alla Comunità Alto Garda e Ledro. "La zona dove sono avvenuti tali accadimenti - scrivono - è quella dove si pensa di realizzare una tratta della pista ciclopedonale del Garda, tanto sbandierata dall’assessorato infrastrutture e trasporti della Pat. La stessa zona, sarebbe classificata come zona ad alto rischio idrogeologico, secondo le mappe di rischio provinciali in fase di elaborazione. Dal punto di vista tecnico, il rischio R è il prodotto di due fattori: R=pxG. Dove p è la probabilità di accadimento di un evento pericoloso; G è la gravità o magnitudo conseguente all’evento".

 

"Nel caso specifico - proseguono i consiglieri di minoranza - la probabilità di distacco di massi di diversa grandezza dalla montagna è rilevante come lo è la gravità, consistente nel ferimento di turisti e residenti che percorrono a piedi o in bike il sentiero della Ponale. Ovviamente, condividiamo che il rischio non possa essere annullato, se non con ingentissimi e non sostenibili investimenti. Che fare? Sicuramente occorre ridurre l’entità dei due fattori di rischio. Ridurre p, mediante disgaggi periodici nei punti dove la probabilità di distacco è maggiore (rilevata attraverso un monitoraggio accurato). Ridurre G, migliorando l’informazione e consigliando o obbligando l’uso di caschi di protezione a norma UNI o EN a tutte le persone che percorrono i tratti più critici del sentiero, per ridurre gli effetti di eventuali scariche di sassi di modeste dimensioni. Qualora l’attività di monitoraggio segnalasse pericoli di distacco incombenti, la gravità G potrà essere ridotta chiudendo il sentiero con un’ordinanza dei sindaci di Riva d/G e di Ledro".

 

"Non è accettabile - concludono - che, la responsabilità dei ferimenti, dovuta alla caduta di sassi, debba essere ascritta alle persone stesse che percorrono tale sentiero. Esistono altresì delle responsabilità da parte dei rappresentanti degli enti pubblici che devono garantire la sicurezza sul territorio".

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