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''Arrivato tardi in serie D? No, è il momento giusto, prima non mi sentivo pronto'', bomber Fabio Bertoldi si racconta

Calcio. Quasi trecento reti tra Eccellenza e Promozione, l'attaccante di Salorno ha già timbrato il cartellino dieci volte in questa prima parte di campionato in maglia Levico Terme

Di Luca Andreazza - 27 dicembre 2017 - 11:58

TRENTO. Dopo aver messo a segno quasi trecento reti tra Eccellenza e Promozione, Fabio Bertoldi in estate si è accasato a Levico Terme per la sua prima esperienza in serie D. E l'impatto è positivo, già un bottino di dieci gol e la truppa di Stefano Manfioletti naviga oltre ogni aspettativa a centro classifica.

 

Accostato nell'ultima sessione di mercato alla massima serie asiatica, Bertoldi alla fine è rimasto in Trentino un po' per gli affetti e un po' per misurarsi nella quarta serie nazionale.

 

Un attaccante completo, a 16 anni nel giro della nazionale under 18 e un'esperienza nel Chievo, prima di rientrare in Provincia e diventare l'attaccante principe di Salorno, Merano, Caldaro e Pergine tra campionati in bacheca e classifiche cannonieri dominate.

 

Nelle ultime due stagioni ha segnato a raffica in maglia Bozner: la bellezza di settantadue reti settantadue in sessanta incontri per un terzo e un secondo posto a fine stagione.

 

E in questo primo scampolo di serie D in sedici presenze il classe 1988 ha già timbrato il cartellino dieci volte.

 

Un inizio importante, ti stai confermando un bomber anche in serie D. Come ti trovi in questa prima esperienza a livello nazionale?

Inutile negare che sono molto soddisfatto di questi primi mesi in quarta serie. Il campionato è molto impegnativo, ma stiamo facendo molto bene e cercheremo di confermarci anche nella seconda parte di stagione per guadagnare una salvezza tranquilla il prima possibile.

 

Qualche rimpianto per essere arrivato tardi in questa categoria nonostante le valanghe di gol alle spalle?

Nessun rimpianto. Ora mi sento più pronto calcisticamte e maturo mentalmente rispetto a qualche anno fa. E' stato il momento giusto per compiere il salto in serie D.

 

Il Levico sta facendo molto bene e vi siete tolti diverse soddisfazioni, compreso un derby meritatamente vinto impreziosito dalla tua doppietta. Quali sensazioni avete?

Stiamo facendo un grande campionato: abbiamo 24 punti e una gara da recuperare, ma non dobbiamo mollare un centimetro.Vincere al Briamasco è stata la ciliegina sulla torta.

 

Avevi un piede sull'aereo per la Thailandia. Alla fine però la scelta è caduto sul Levico.

Sono stato quindici giorni in Thailandia: ho preso contatto con un calcio molto diverso dal nostro e mi sarei mosso solo con la mia bimba Emma e mia moglie Valentina al seguito, ma sarebbe stato difficile organizzare tutto in pochi giorni e il mercato in Asia era prossimo alla chiusura. Quando sono tornato in Italia ho deciso di firmare per il Levico, una società seria che cercava di ripartire dopo una dolorosa retrocessione con un progetto tutto nuovo con un grande allenatore come Manfioletti e due ottimi direttori come Ferrarese e Melone. Una decisione semplice.

 

Sei stato vicino al Trento, ma non si è fatto nulla e forse in via Sanseverino si mangiano un po' le mani per non averti preso. Ti piacerebbe giocare nella squadra del capoluogo in futuro oppure ormai il treno è passato?

Non so se al Trento si stiano mangiando le mani, ma posso dire che al momento sono felice e contento di essere al Levico, dove trovo un ambiente perfetto e sto rendendo bene. Certo, il futuro non si può programmare, tanto meno nel calcio, ma ora penso solo ai gialloblu termali.

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