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A Roma si decide il futuro dei campionati dilettantistici regionali: ''Poi si aprirà un'altra partita, quella dei ristori e del confronto con le amministrazioni locali''

Ettore Pellizzari, vice presidente della Lnd, indica la strada da seguire: "Riconoscimento all'interesse nazionale, ristori per tamponi e spese di sanificazione alle società e protocolli ben precisi, semplificati rispetto alla serie D. La ripresa dei tornei potrebbe contribuire alla lotta all'emergenza"

Ettore Pellizzari, vice presidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti, impegnata in prima linea per la ripresa dei tornei regionali
Di Daniele Loss - 04 marzo 2021 - 20:05

 TRENTO. Venerdì sarà il "D-Day" per il calcio dilettantistico italiano. A Roma si riunirà il Consiglio Federale della Figc che deciderà il futuro immediato dei tornei calcistici regionali e provinciali, dall'Eccellenza in giù, compreso ovviamente tutto il movimento giovanile.

 

Con un distinguo grande "come una casa": per i campionati d'Eccellenza maschile e femminile e quelli di serie C1 e serie C maschili e femminili di calcio a 5 si parla di ripresa nel breve periodo, mentre per tutti gli altri la possibilità più concreta (per non dire inevitabile, forse l'unica) prevede lo stop definitivo per la stagione 2020 - 2021 con arrivederci, si spera, al mese di agosto per la ripartenza.

Dopo il via libera del Coni (arrivato non senza qualche difficoltà), la Figc dovrà pronunciarsi in via definitiva sull' "interesse nazionale" dei campionati regionali, che darebbe alle società partecipanti ai suddetti tornei gli stessi diritti e doveri rispetto, ad esempio, alle squadre che militano in serie D, tanto per restare in tema calcistico.

Ovvero la possibilità di svolgere gli allenamenti di contatto, senza alcun limite di spostamenti per atleti e club in occasione delle sedute e delle gare ufficiali e l'introduzione di un protocollo sanitario che garantisca il regolarmente sviluppo dell'attività e che sia sostenibile per le società.

Che il Consiglio Federale si esprimerà positivamente riguardo l' "interesse nazionale" sembra essere quasi certo, meno è l'approvazione dei ristori (si parla di cifre piuttosto importanti e poi bisognerà tenere conto della tempistica legata all'eventuale elargizione dei contributi) e poi si aprirà un'ulteriore capitolo, ovvero il confronto con Regioni e Province, il cui "via libera" è tutt'altro che scontato.

"Bisogna procedere per punti - spiega in esclusiva a Il Dolomiti il vice presidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti, Ettore Pellizzari -: intanto aspettiamo la ratifica della Figc, la definizione dei protocolli e dei ristori a favore delle società per i costi relativi ai tamponi e alla sanificazione degli ambienti. Poi, se tutto andrà come ci auguriamo, inizierà la seconda parte del percorso sportivo, di competenza di Lnd e Comitati, ovvero la programmazione dell'attività nei prossimi mesi: non sarà semplice, ma abbiamo l'esigenza di individuare formule che ci permettano di determinare le classifiche e le situazioni di merito e demerito sportivo".

 

Vice presidente Pellizzari, da Comitati Regionali e Provinciali c'è compattezza nel voler ripartire con l'attività dei tornei regionali?

La maggioranza si è espressa positivamente, ma noi non possiamo effettuare un referendum ogni giorno e cambiare strategia in base alle ultime impressioni. Mi spiego: ci vuole sensibilità e ascoltare le istanze di tutti, ci mancherebbe, ma allo stesso tempo avere la capacità di decidere in nome della mission della Lnd, che è quella di promuovere la pratica del gioco del calcio in ambito, ovviamente, dilettantistico.

 

Se tutto andrà per il verso giusto, poi, bisognerà confrontarsi con le Amministrazioni locali. Qualche Regione o Provincia Autonoma potrebbe decidere che è meglio non far partire l'attività dilettantistica.

Questo sarà il terzo capitolo della vicenda. Secondo il Dpcm l'attività d'interesse nazionale può essere svolta anche in zona rossa e noi su questo ci stiamo basando per cercare di far ripartire anche i tornei regionali che, ovviamente, hanno una strettissima connessione con i campionati nazionali. Siamo perfettamente consci che i Governatori di Regioni e Province Autonome hanno il potere di rendere ulteriormente restrittivi i provvedimenti del Dpcm (mentre non possono "allargare" le maglie, ndr), ma questo sarà un tema che affronteremo se e quando si presenterà, nella speranza che, a livello nazionale, ci sia la volontà di far riprendere almeno una parte dell'attività.

 

Che vorrebbe dire riportare a fare sport tantissime persone e la possibilità di contribuire allo screening della popolazione con tanti tamponi ogni settimana.

Infatti, lo sport migliora la salute di chi lo pratica e il discorso legato ai tamponi che verrebbero effettuati sarebbe un contributo nella lotta all'emergenza, perché ogni settimana verrebbero testati tantissimi atleti, allenatori e dirigenti che, magari, diversamente non avrebbero motivo per sottoporsi ai test rapidi.

 

Il Cpa di Trento, che lei ha presieduto sino ad un mese fa, è favorevole alla riprese? E l'Amministrazione provinciale è favorevole ad una ripresa dei campionati regionali?
Ho parlato con il presidente Barbacovi (reggente, in attesa di nuove elezioni, ndr) e sì, la posizione del Comitato Trentino è pro ripresa dell'attività. Per quanto riguarda la questione "politica", i rapporti con il presidente Fugatti e l'assessore Failoni sono eccellenti e, da sempre, ci hanno manifestato appoggio e vicinanza in modo assolutamente concreto. Un altro passo da compiere sarà quello del confronto con le Amministrazioni per aiutare direttamente le società, magari fornendo in modo gratuito alle società i tamponi da effettuare. È solamente un'idea, ma prima di arrivare a questo aspettiamo il responso del Consiglio federale di venerdì.

 

Le date per l'eventuale ripartenza sono già state individuate?

Abbiamo, ovviamente, già un "piano B" e sappiamo benissimo che, prima di procedere con la ripartenza dei tornei, bisognerà concedere alle società la possibilità di svolgere almeno tre settimane d'allenamenti di contatto.

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