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Il Consiglio Direttivo della Figc di Trento si spacca: in 5 con Grassi e 2 con De Laurentis che, però, non ha ancora sciolto le riserve

Ida Micheletti (che voleva candidare alla presidenza ma non aveva l'appoggio dei colleghi consiglieri) e Renzo Rosà spingono per la discesa in campo del presidente dell'Arco, che però sta sondando il terreno e non si è ancora espresso in via ufficiale. Il dopo Pellizzari inizia in un clima mai respirato prima negli uffici di via Trener

A sinistra l'avvocato Stefano Grassi, a destra Roberto De Laurentis. Sarà lui a contendere all'attuale Consigliere la Presidenza del Cpa di Trento?
Di Daniele Loss - 22 marzo 2021 - 19:13

TRENTO. Nervi assai tesi e Consiglio Direttivo del Comitato Provinciale Autonomo di Trento spaccato. Non proprio in due, perché la situazione è di cinque a due, ma la situazione è comunque paradossale e, soprattutto, assolutamente imprevista, a soli due due mesi e mezzo di distanza dall'Assemblea Elettiva dello scorso 10 gennaio.

 

Il motivo della spaccatura? Semplice: con la nuova Assemblea Elettiva ormai alle porte (si voterà il 17 aprile), il Consiglio Direttivo era chiamato ad esprimere un proprio candidato, ovviamente individuato tra i Consiglieri attualmente in carica, per raccogliere la pesante eredità di Ettore Pellizzari, nel frattempo "promosso" a vicepresidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti a fianco di Cosimo Sibilia.

 

A quel punto cosa è accaduto? Non vi è stata unanimità di giudizio e, dunque, la candidatura di Stefano Grassi, risulta supportata "solamente" da cinque degli altri sette consiglieri, cioè Giorgio Barbacovi, vicepresidente vicario del Cpa di Trento (attuale facente funzioni e non intenzionato a candidare), Marco Rinaldi, vicepresidente e delegato al calcio a 5, Roberto Bertelli, Paolo Guaraldo e Federico Normanni, che sin da subito si sono dimostrati più che favorevoli a presentare l'avvocato Grassi quale candidato "di bandiera" (e strafavorito per l'elezione) dell'attuale Consiglio.

 

Chi, invece, ha detto no sin da subito sono stati Ida Micheletti, consigliera con delega al calcio femminile e Renzo Rosà. La Micheletti avrebbe voluto, infatti, candidare in prima persona al ruolo di massimo dirigente della Figc provinciale ma, alla conta dei voti, l'unico suo a favore era quello di Rosà, sino a pochi mesi fa vicepresidente vicario del Comitato.

 

Una situazione paradossale, che lo è diventata ulteriormente nei giorni successivi. Sì, perché Micheletti e Rosà non si sono allineati alla maggioranza, con la quale sono stati eletti pochi mesi fa, conducendo assieme anche la campagna elettorale, oppure hanno scelto di proseguire per la propria strada senza sentire ragioni? La seconda risposta è quella valida. E, anzi, sono andati a caccia di un candidato alternativo e di "nome", individuando in Roberto De Laurentis, attuale presidente dell'Arco 1895, il profilo giusto.

 

De Laurentis non si è ancora espresso in via ufficiale riguardo una propria candidatura anche se, nemmeno troppo sotto traccia, ha iniziato a muoversi sul territorio per sondare la disponibilità delle società e capire la fattibilità del progetto (e, se i "numeri" non gli daranno ragione, o almeno qualche chances di vittoria, certamente non si esporrà, da navigato e capace manager quale è), appoggiato ovviamente da Ida Micheletti e Renzo Rosà.

Gli altri consiglieri, ovviamente, non l'hanno presa bene, ribadendo il proprio e pieno appoggio a Grassi, il quale - per il momento - preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali.

 

Come andrà a finire è impossibile saperlo, ma risulta di difficile comprensione come, all'interno di quella che da sempre era considerata una squadra affiatata e collaudata, vi sia stata una simile spaccatura, a pochi mesi di distanza dall'ultima Assemblea Elettiva. Un'altra cosa poi non torna: nelle ultime settimane il Consiglio Direttivo ha lavorato alacremente per favorire la ripartenza del campionato d'Eccellenza e adesso, due membri del Consiglio stesso, prima ricercano e poi appoggiano un potenziale candidato che - in maniera assolutamente legittima, è bene sottolinearlo - ha definito il ritorno in campo "una follia".
La coerenza dove starebbe? Fatichiamo a comprendere e così anche il mondo del calcio provinciale.

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