Jonathan Milan trionfa a Francavilla al Mare con una volata regale. La tappa è stata la più veloce di sempre tra quelle oltre i 200 chilometri: più di 47 all'ora di media
Con il vento a favore, il gruppo viaggia spedito come non mai e le squadre dei velocisti controllano la corsa. Milan regola il gruppo con un grandissimo spunto nel finale, in una volata con tante spallate che coinvolgono la maglia rosa Pocagar, che rischia di andare a terra

FRANCAVILLA AL MARE. Volata doveva essere e volata è stata.
Dopo una tappa a velocità forsennata, addirittura la più veloce di sempre nella storia del Giro d'Italia tra quelle oltre i 200 chilometri di lunghezza: la frazione che ha portato i ciclisti da Foiano di Val Fortore a Francavilla al Mare di 207 km è stata infatti percorsa a oltre 47 chilometri all'ora di media dal gruppo, che ha potuto contare anche sul vento a favore.
E, dopo aver battuto tutti sul traguardo di Andora, Jonathan Milan conferma di essere uno dei velocisti più forti al mondo: sul traguardo di Francavilla al Mare il friulano precede il belga Tim Merlier (protagonista di uno sprint al limite, visto che chiude contro le transenne Molano) con una stoccata finale "regale". Dopo aver battezzato la ruota del rivale, lo sopravanza nel finale, stravincendo con quasi bicicletta di margine.
Dopo le fatiche della tappa di montagna con l'arrivo a Bocca di Selva, la frazione viene controllata dalle squadre dei velocisti, che portano il gruppo compatto sino agli ultimi tre chilometri: abbonando le spallate per guadagnare la posizione migliore, Pogacar si ritrova in mezzo (dove non avrebbe dovuto essere) e rischia anche lui di andare a terra.
Una caduta (nella quale resta coinvolto Jakobsen) "spezza" il plotone: Merlier si porta sul lato transenne al riparo del vento, Milan però è a ruota e poi lo salta con incredibile facilità, imponendosi a braccia alzate e consolidando il proprio primato nella classifica a punti.
Domani, giovedì 16 maggio, la tappa si svilupperà da Martinsicuro a Fano, con pianura nei primi 50 chilometri e poi saranno "strappetti" e muri sino all'arrivo. Ce ne saranno complessivamente 10 (quattro classificati come Gpm), l'ultimo dei quali - inedito - di Monte Giove, a 9 chilometri dall'arrivo con pendenze oltre il 10%. Qualcuno, lì, potrebbe scappare sino al traguardo.


















