Sarà un Tour de France stellare: al via tutti i migliori al mondo. Sabato la partenza da Firenze. Gibo Simoni: "Mi aspetto subito bagarre. Sin dalla prima tappa"
Il due volte vincitore del Giro d'Italia, che al Tour ha partecipato cinque volte (vincendo una delle tappe più dure nel 2003) preannuncia già battaglia: "Le prime due frazioni sono molto impegnative e moralmente qualcuno potrebbe uscirne scottato. Gli Appennini sono sempre insidiosi e al secondo giorno bisognerà fare il San Luca due volte. Pogacar? Partirà con la carica di aver vinto il Giro d'Italia e Vingegaard è al momento un'incognita visto che ha fatto una preparazione ridotta causa infortunio"

FIRENZE. E' tutto pronto e, comunque andrà a finire, l'edizione 2024 del Tour de France sarà indimenticabile. Per tanti motivi.
Primo: per la prima volta nella sua ultracentenaria storia (siamo all'edizione numero 111), la Grande Boucle partirà dall'Italia con tre tappe e mezza che saranno vissute sul suolo del Belpaese. Una scelta casuale? Assolutamente no, anzi. I motivi sono almeno quattro e sono tutti ottimi.
In primis per celebrare il centenario del successo di Ottavio Bottecchia, trionfatore al Tour nel 1924 e per celebrare tre fenomeni del ciclismo italiano che hanno scritto anche la storia della corse francese. La tappa che partirà da Firenze (con arrivo a Rimini) sarà dedicata a Gino Bartali, quella da Cesenatico a Bologna sarà in memoria di Marco Pantani, mentre la frazione che da Piacenza porterà a Torino ricorderà Fausto Coppi, con il passaggio nella "sua" Tortona e una Cote dedicata al "Campionissimo".
Secondo: il Tour de France edizione 2024 sarà certamente ricordato perché, per la prima volta, i sei "fenomeni" del ciclismo attuale saranno tutti affiancati sulla linea di partenza.
Il super favorito sarà Tadej Pogacar, già trionfatore nel 2020 e nel 2021 e fresco di dominio al Giro d'Italia, con il due volte campione in carica (nel 2022 e nel 2023) Jonas Vingegaard che cercherà il tris, ma il danese arriva in Francia dopo un inizio di stagione decisamente complicato. E' risalito in bici un mese e mezzo fa dopo il gravissimo infortunio patito ad inizio aprile ai Giro dei Paesi Baschi. La condizione, insomma, non potrà essere certamente delle migliori.
Gli altri pretendenti alla generale sono il talento Remco Evenepoel, al suo primo Tour de France e l'altro sloveno Primoz Roglic, che ha scelto di non difendere la maglia rosa conquistata nel 2023 per puntare tutto sulla corsa francese con il "nuovo" team targato Red Bull e Bora Hansgrohe (QUI ARTICOLO), mentre Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert infiammeranno la corsa, andando a caccia di successi di tappa prestigiosi. E, attenzione, anche a Simon Yates e Richard Carapaz, altri due corridori di punta e pronti ad infilarsi negli eventuali "buchi" lasciati dai big annunciati.
I migliori ci sono tutti e, allora, si prospettano tre settimane meravigliose con un percorso che prevederà sei arrivi in salita, due cronometro individuali (la seconda all'ultimo giorno) la suggestiva partenza all'ombra della cupola del Brunelleschi.
E, attenzione, si farà immediatamente sul serio. Parola di Gilberto Simoni, che il Tour de France l'ha corso 5 volte. Il due volte vincitore del Giro d'Italia (nel 2001 e nel 2003) sabato sarà sul percorso per ammirare i ciclisti da vicino. Ma non alla partenza e nemmeno all'arrivo di Rimini, bensì su di una delle salite degli Appennini che i corridori affronteranno nella tappa inaugurale.
"Mi aspetto una partenza a tutta - esordisce "Gibo" - perché pensate a 176 corridori carichi, determinati e vogliosi di spingere forte, che si trovano ad affrontare una frazione per nulla semplice. Secondo me saranno subito scintille, perché gli Appennini sono sempre difficili e insidiosi e lo dice uno che li conosce bene e lì ha preso una maglia rosa. E poi, il secondo giorno, c'è il San Luca da affrontare due volte, una salita che se non la "prendi" davanti poi ne paghi le conseguenze, rischiando anche qualche minuto per strada. Da un punto di vista morale saranno due tappe già molto molto importanti per la classifica generale, perché qualcuno potrebbe uscirne scottato".
Al Tour ci saranno tutti i migliori del momento: Pogacar è il favorito?
"Partirà con la "carica" di chi ha appena vinto il Giro d'Italia e non è poco - prosegue Simoni -. Lo dico per esperienza, visto che nel 2003 fu una sensazione splendida ritrovarsi alla partenza, sotto la Torre Eiffel, dopo aver conquistato la maglia rosa e, grazie a quella spinta, disputai anche un ottimo prologo. Vingegaard è fortissimo, ma arriva dopo un brutto infortunio e non ha potuto svolgere la preparazione che avrebbe voluto. In questo momento rappresenta un po' un'incognita. Comunque non mi stupisco che ci siano tutti i migliori: è sempre stato così al Tour de France. Magari qualcuno se ne accorge quest'anno perché parte dall'Italia, ma praticamente tutti gli anni - salvo infortuni - i "top player" sono alla Grande Boucle". Il percorso? Non eccessivamente duro e, ribadisco, mi aspetto gran battaglia sin da subito".
La partenza sotto la Torre Eiffel dopo il trionfo nella corsa rosa, ma nella mente di Simoni il ricordo più bello riguardante il Tour è la vittoria di tappa ottenuta nel 2003.
"Senza dubbio - conclude - il più bel pensiero è quello che mi riporta alla 14esima tappa, quella da Saint Girons a Loudenvielle, sui Pirenei, dopo quasi 200 chilometri di fuga. Arrivammo in quattro e vinsi davanti a Dufaux e Virenque. Era una delle frazioni più dure di quell'edizione del Tour".
Centosettantasei saranno i corridori al via, in rappresentanza di 22 team. Risicata all'osso è la pattuglia di italiani che parteciperanno, visto che saranno solamente 8 i ciclisti azzurri in corsa. Alberto Bettiol, fresco di conquista del tricolore, è in ottima forma e punta ad un successo di tappa, mentre Giulio Ciccone proverà a dire la sua nelle tappe di montagna se gli uomini di classifica "lasceranno fare".
Gli altri italiani al via saranno Davide Formolo, Davide Ballerini, il trentino Gianni Moscon, passato quest'anno alla Soudal Quick Step e reduce da un inizio di stagione non esaltante, Matteo Sobrero, Luca Mozzato e Michele Gazzoli.
La prima tappa con tante montagne sarà la quarta, quella che da Pinerolo porta a Valloire, con il Sestriere, il Monginevro e Galibier, poi ecco gli arrivi in salita a Le Lioran, sul Massiccio Centrale, a Pla d'Adet e Plateau de Beille sui Pirenei, a SuperDevoly, Isola 2000 e Col de la Couillole sulle Alpi.
E, quella dell'ultimo giorno, non sarà una semplice passerella, perché la crono da Monte Carlo a Nizza, sulla Costa Azzurra, potrebbe sparigliare le carte se la classifica non dovesse essere già definita.
Le tappe.
Tappa 1 (29 giugno): Firenze - Rimini (206 chilometri)
Tappa 2 (30 giugno): Cesenatico - Bologna (200 chilometri)
Tappa 3 (1 luglio): Piacenza - Torino (229 chilometri)
Tappa 4 (2 luglio): Pinerolo - Valloire (138 chilometri)
Tappa 5 (3 luglio): Saint Jean de Maurienne - Saint Vulbas (177 chilometri)
Tappa 6 (4 luglio): Macon - Digione (163 chilometri)
Tappa 7 (5 luglio): Nuits Saint Georges - Gevrey Chambertin (25 chilometri) crono individuale
Tappa 8 (6 luglio): Semur en Auxois - Colombery les Deux Eglises (176 chilometri)
Tappa 9 (7 luglio): Troyes - Troyes (199 chilometri)
Tappa 10 (9 luglio): Orleans - Saint Amand Montrond (187 chilometri)
Tappa 11 (10 luglio): Evaux les Bains - Le Lioran (211 chilometri) arrivo in salita
Tappa 12 (11 luglio): Aurillac - Villeneuve sur Lot (204 chilometri)
Tappa 13 (12 luglio): Agen - Pau (179 chilometri)
Tappa 14 (13 luglio): Pau - Sant Lary Souldan (Pla d'Adet) (152 chilometri) arrivo in salita
Tappa 15 (14 luglio): Loudenvielle - Plateau de Beille (198 chilometri) arrivo in salita
Tappa 16 (16 luglio): Gruissan - Nimes (187 chilometri)
Tappa 17 (17 luglio): Saint Paul Trois Chateaux - SuperDevoly (178 chilometri) arrivo in salita
Tappa 18 (18 luglio): Gap - Barcelonnette (179 chilometri)
Tappa 19 (19 luglio): Embrun - Isola 2000 (145 chilometri) arrivo in salita
Tappa 20 (20 luglio): Nizza - Col de la Couillole (133 chilometri) arrivo in salita
Tappa 21 (21 luglio): Monte Carlo - Nizza (34 chilometri) crono individuale














