Show di Pogacar sulla salita di Oropa: lo sloveno stacca tutti a 4,5 chilometri dalla vetta, arriva da solo e indossa già la maglia rosa
Ad 11 chilometri dall'arrivo il fuoriclasse sloveno cade per una foratura, rientra, mette i compagni a fare l'andatura e poi, nel punto più impegnativo della salita di Marco Pantani, saluta tutti e se ne va, rifilando 27 secondi ai rivali e indossando la maglia rosa con 45" di margine su Martinez e Thomas

SANTUARIO DI OROPA. Sulla salita di Marco Pantani, Tadej Pogacar "spacca" già il Giro d'Italia e ribadisce il concetto: sono venuto qui per vincere. E, allora, la maglia rosa è già sua.
Dove nel 1999 il "Pirata" compì una delle imprese più epiche della storia del ciclismo, rimontando 49 corridori dopo un salto di catena e trionfando (senza alzare le braccia perché non si era reso conto di aver vinto), lo sloveno assesta la prima spallata alla Corsa Rosa, vincendo sul traguardo del Santuario d'Oropa, piazzando uno scatto dei suoi a 4,5 chilometri dall'arrivo.
Tutti sapevano che lo sloveno avrebbe attaccato in quel punto, tutti erano pronti alla "sgasata", ma nessuno è riuscito a tenere le sue ruote. E pensare che a 11 chilometri dal traguardo, una foratura alla ruota anteriore lo aveva fatto cadere (con il rischio di essere investito dalla sua ammiraglia) e costretto ad una "piccola" rimonta.
Poco male, perché - dopo lo "strappo" dato da Rafa Majka - Pogacar ha letteralmente fatto il vuoto (senza spingere a tutta), rifilando 27 secondi al gruppetto degli altri uomini di classica, con Dani Martinez secondo e Geraint Thomas terzo.
Maglia rosa, dunque, per il fuoriclasse dell'Uae, che guida la generale con 45" proprio su Martinez e Thomas.














