Il fondo azzurro riscrive la storia con una medaglia olimpica che mancava da vent'anni: la staffetta italiana conquista il podio in Val di Fiemme
A Tesero una volata finale che firma una medaglia attesa da due decenni

TESERO. La staffetta azzurra di sci di fondo ha accarezzato fino all'ultimo il sogno di una medaglia olimpica sulle nevi di casa a Tesero, in Val di Fiemme, sostenuta da una convinzione incrollabile e nonostante l'altissimo livello della competizione. E ha fatto bene: vent’anni dopo lo storico oro conquistato a Pragelato, la staffetta 4x7,5 km torna sul podio olimpico con il bronzo guadagnato da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino.
I primi tre frazionisti hanno svolto un lavoro eccellente, preparando il terreno per la volata finale di Federico Pellegrino grazie a una condotta di gara solida e determinata.
Ad aprire le danze è stato Davide Graz, capace di mantenere l'Italia stabilmente in zona podio fin dai primi metri e dichiaratosi orgoglioso di aver fatto la sua parte in una sfida collettiva che, davanti al proprio pubblico, assumeva un significato speciale.
Anche Elia Barp ha alimentato le speranze di un piazzamento tra i primi tre, pur riconoscendo l'attuale superiorità della squadra norvegese che corre ormai su ritmi quasi inarrivabili per chiunque.
La frazione di pattinato è stata invece affidata a Martino Carollo, che ha descritto la sua prova come durissima ma fondamentale per non perdere il contatto con i finlandesi e garantire a Pellegrino una posizione di partenza ottimale.
Lo sforzo di Carollo è stato premiato dal sorpasso finale sull'avversario diretto, permettendo all'ultimo frazionista azzurro di tagliare il traguardo con un discreto margine e confermare la crescita del gruppo.












