Da oggi salire sull'Everest costa di più: il Nepal aggiorna (al rialzo) le tariffe per i permessi di scalata degli Ottomila

Il dipartimento del turismo del Nepal introduce nuove tariffe per i permessi di scalata: per gli stranieri che scalano l’Everest dalla via sud in primavera (cioè tra marzo e maggio) il costo del permesso passa da 11.000 a ben 15.000 dollari

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Alpinismo himalayano, un lusso per pochi. Pochi, ma danarosi. Lunedì 1 settembre era un giorno da "circoletto rosso" sul calendario: è il momento in cui il Nepal ha ufficialmente iniziato ad applicare le nuove tariffe per i permessi di scalata dell’Everest e di altre cime.
Si tratta del primo aumento da oltre 10 anni a questa parte, visto che l'ultima revisione del dipartimento del turismo locale, l’ente che rilascia i permessi di scalata, era datata 1 gennaio 2015.
Un tentativo, non il primo, di cercare di limitare l'overtourism nella zona e di fare ulteriormente "cassa".
L'aumento più impattante riguarda la tariffa individuale per gli stranieri che scalano l’Everest dalla via sud in primavera (cioè tra marzo e maggio), che è aumentata da 11.000 a 15.000 dollari. Con le nuove regole la tariffa per la stagione autunnale (quella che si è appena aperta e che va fino a novembre) è passata da 5.500 a 7.500 dollari.
I permessi per il resto dell'anno, la bassa stagione in inverno ed estate quando sulla regione si abbattono i monsoni, ora costano 3.750 dollari per scalatore, rispetto ai precedenti 2.750 dollari.
Gli aumenti peraltro non scattano solo per gli alpinisti (forse meglio chiamarli direttamente turisti) stranieri: per gli scalatori nepalesi il permesso per la stagione primaverile sulla via normale è raddoppiato, passando da 75.000 a 150.000 rupie (circa 900 euro).
E non c'è solo l'Everest, visto che anche altre cime (quelle sopra gli 8 mila metri di quota) hanno subito aumenti, anche qui specificando per i vari periodi dell'anno: durante la primavera la tariffa è salita da 1.800 a 3.000 dollari, in autunno è passata da 900 a 1.500, e in inverno e durante i monsoni da 450 a 750.
Con le nuove regolamentazioni per l’alpinismo scatta anche l’obbligo di assumere guide: serve ingaggiare una guida ogni due scalatori che tentano l’Everest o altre cime sopra gli 8.000 metri, mentre per le montagne con vette di altitudine inferiore è necessaria una guida ogni 15 scalatori. Sherpa e portatori, ca va sans dire, non devono pagare nulla.
L’Everest, ad onor del vero, non viene quasi affrontato al di fuori della primavera: secondo il Kathmandu Post, nessuno lo ha scalato in inverno dal 1993, e l’ultima ascesa autunnale risale al 2010.
Il numero ufficiale di ascensioni dal versante nepalese ha raggiunto quota 9.800, un conteggio avviato nel lontano 1953.












