Dopo decenni di assenza a causa delle specie invasive, nel lago a 2700 metri di quota ritornano le rane temporarie

A darne notizia è il Parco Nazionale Gran Paradiso: il lago Leità era stato colonizzato fin dagli anni '60 da una popolazione di salmerino di fonte, immesso quando ancora si ignoravano gli effetti devastanti dell'introduzione di specie aliene in questi delicati ecosistemi alpini. "I sette girini osservati dai ricercatori sono probabilmente i primi esemplari a completare la metamorfosi in questo ambiente lacustre da molti decenni"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Dopo decenni di assenza a causa delle specie invasive, le rane temporarie tornano a popolare le acque del lago Leità. In questi giorni, è stata infatti osservata la presenza dei primi girini. A darne notizia è il Parco Nazionale Gran Paradiso, partner del progetto Life Resque Alpyr, dedicato al ripristino degli ecosistemi acquatici nelle aree protette di Alpi e Pirenei.
I sette girini di Rana temporaria osservati dai ricercatori del progetto al lago Leità, nel versante piemontese dell’area protetta, sono probabilmente i primi esemplari a completare la metamorfosi in questo ambiente lacustre da molti decenni. Si tratta di un piccolo lago naturale situato a 2699 metri di quota in Valle Orco.
"Si tratta di una scoperta di straordinario valore scientifico e conservazionistico - commenta il Parco -. La presenza di questi girini, uno dei quali aveva già sviluppato quattro zampe con la coda in fase di riassorbimento, indica che la Rana temporaria si è riprodotta con successo nel lago e che è molto probabile che riesca a completare l'intero ciclo di metamorfosi".
Il lago Leità era stato colonizzato fin dagli anni '60 da una popolazione introdotta di salmerino di fonte: un salmonide tutt'altro che autoctono, originario del Nord America, "immesso quando ancora si ignoravano gli effetti devastanti dell'introduzione di specie aliene in questi delicati ecosistemi alpini", spiega il Parco. La presenza di pesci predatori aveva impedito per decenni la riproduzione della Rana temporaria, dato che i salmerini predavano sistematicamente girini ed esemplari adulti.
Dal 2023, il Parco Nazionale Gran Paradiso ha avviato un'azione di ripristino ecologico volta a riportare il lago alle sue condizioni naturali originarie, prive di pesci alloctoni, nell'ambito del progetto Life Resque Alpyr. Quest'anno il team di ricerca è impegnato nella cattura degli ultimi esemplari di salmerino rimasti e i risultati si stanno già manifestando concretamente.
"Già nel 2024 erano stati documentati inediti movimenti di rane adulte nei dintorni del lago, e ora questa piccola popolazione di girini potrebbe rappresentare la prima di molte nuove generazioni di Rana temporaria destinate a ricolonizzare questo prezioso habitat alpino", spiega il Parco.
La scoperta testimonia l'efficacia delle azioni di conservazione attiva e rappresenta un importante passo verso il ripristino della biodiversità originaria negli ecosistemi lacustri di alta quota del Parco.
Le fotografie inserite nell'articolo sono di Giorgia Mattioli, Luca Fassio e Roberto Permunian (Pngp)













